Tre semplici, romantiche, gesta

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Cosa significa oggi compiere romantiche gesta? Esiste ancora la devozione dei cavalieri erranti? Ed il sentimento dei poeti?

Mi è stato chiesto di scrivere un poema cavalleresco in segno d’amore.

Per una volta nella vita avrei il ruolo che di solito, vuoi per cultura, vuoi per mancanza di fantasia, attribuiamo agli uomini: quello di compiere gesti incredibilmente romantici.

Così mi sono chiesta: se scrivere un poema cavalleresco, e non dal punto di vista del cavaliere, potrebbe sembrare –se pure inedito- quasi anacronistico, quale gesto, oggi, riuscirebbe ad esprimere i sentimenti meglio delle parole?

Per rispondermi ho fatto una ricerca e ho trovato alcune dimostrazioni di affetto, amore e devozione, talmente belle che ho deciso di scriverci un articolo sopra.

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huffingtonpost.it

Come primo gesto romantico, mi piace ricordare ciò che il marito della signora Kuroki fece per sua moglie dopo che questa ebbe perduto la vista a causa del diabete. Per risollevare il morale dell’amata compagna, con la quale il signor Kuroki era sposato da trent’anni, egli decise di piantare in giardino migliaia di Shibazakura rosa, un piccolo, delizioso, fiore giapponese. Il giardino è oggi una distesa fiorita di profumo e bellezza. Attraverso l’odore dei fiori, la moglie del signor Kuroki può continuare a goderne, pur non potendone ammirare lo splendore. E suo marito, premurosa, dolcissima, creatura, è riuscito perfettamente nell’intento di far sorridere ancora la sua amata. Oggi, il loro giardino ospita 7mila visitatori l’anno poiché una delle più famose mete turistiche del Giappone.

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pinterest.com

 

Un altro meraviglioso esempio di devozione è quello dimostrato da Joe Di Maggio, giocatore di baseball ed ex marito di Marilyn Monroe, dopo la scomparsa di quest’ultima. Per tutti i venti anni successivi alla morte di Marilyn, Joe ha fatto collocare sulla sua tomba per tre volte a settimana, un bouquet fresco di rose rosse. Il loro matrimonio è durato solo 274 giorni, l’amore del giocatore di Baseball è però rimasto immutato: non si è mai più risposato.

 

E poi c’è Sue Johnson, 68 anni, di Houston. Per 46 anni è stata sposata con suo marito John, venuto a mancare qualche anno fa. Per 46 San Valentino di seguito, Sue ha ricevuto un mazzo di fiori accompagnato da un biglietto “Cresce il mio amore per te”, firmato dal marito. Quando John è scomparso, a San Valentino, Sue ha ricevuto nuovamente un omaggio floreale. Supponendo che fosse un errore del fiorista, la signora Johnson ha chiamato in negozio e ha scoperto che suo marito aveva prepagato la consegna dei fiori per molti altri anni a venire. “Il mio amore per te è eterno”, recitava il bigliettino che accompagnava i fiori.

Potrei scriverne mille altre, di romantiche gesta. Potrei scrivere di quelle che si compiono tutti i giorni, quando tra tanti ci si sceglie e si decide di starsi vicino. Potrei scrivere del marito che tutte le mattine prepara il caffè al moglie, del fidanzato che chiede di sposarlo attraverso le tessere del Pictionary, o di quello che lo fa nascondendo l’anello in una macchinetta fotografica.

E potrei concludere romanticamente dicendo che non importa quanto il gesto sia eclatante. Ciò che conta davvero è il suo destinatario, il movente di ogni poema cavalleresco, di tutte le favolose gesta mai compiute:

“Ciò che muove il sole e l’altre stelle”.

 

 

 

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