• Contatti
  • Cookie Privacy Policy
venerdì, 4 Settembre 2026
Ultima Voce
  • Home
  • Archivio
  • Segnalazioni
  • Contatti
  • Home
  • Archivio
  • Segnalazioni
  • Contatti
Nessun risultato trovato
Guarda tutti i risultati
Ultima Voce
Nessun risultato trovato
Guarda tutti i risultati
Home Cultura

Un occhio vede, l’altro sente

di admin
04 Apr 2016
in Cultura
Tempo di letturaMin Lettura
A A
0
Fonte: www.kunstmeranoarte.org

Fonte: www.kunstmeranoarte.org

Share on FacebookShare on Twitter

Dalla parte di chi lotta per essere riconosciuto,
dell’essere umano e dei suoi diritti.
Contribuisci a preservare la libera informazione.

logo paypal

Un percorso espositivo dell’arte più rappresentativa dagli anni venti agli anni sessanta del Novecento è ricostruito dalla Fondazione Palazzo Strozzi in connubio con la Fondazione Solomon R. Guggenheim di New York. La linea guida del corpus artistico in mostra è il paragone delle collezioni di Peggy e Solomon Guggenheim, due generazioni a confronto della casata familiare più potente in campo artistico. Il punto di collegamento con Firenze è la presentazione della “Strozzina”, nel febbraio 1949, composta dalla collezione di Peggy. che poi troverà destinazione definitiva a Venezia.

Fonte: www.kunstmeranoarte.org
Fonte: www.kunstmeranoarte.org

Le opere esposte da Solomon rientrano nella categoria di arte astratta, esente da riferimenti al mondo oggettivo, mentre le opere di Peggy racchiudono le correnti dell’avanguardia nelle sue componenti sia astratte che surrealiste fino alla Pop Art.

L’iter si apre con il celebre “Bacio” (1927) di Max Ernst, rappresentazione emotiva e cerebrale di uno dei capostipiti del surrealismo, nonché marito per due anni di Peggy Guggenheim. Accanto svetta il celebre “Uccello nello spazio”(1932-1940) di Brancusi, della serie “Maiastra”, eseguito con la tecnica brevettata dall’artista di lucidatura che porta ad una lucentezza estrema l’opera. Nella parte centrale della sala campeggia la sinestesia di Kandisky con la sua “Curva dominante” (1927).

RELATED STORIES

L'incidente di Gleiwitz, il falso attacco usato dalla Germania nazista contro la Polonia

L’incidente di Gleiwitz, il falso attacco usato dalla Germania nazista contro la Polonia

31 Agosto 2026
La prima bomba atomica sovietica e l'inizio della corsa nucleare

La prima bomba atomica sovietica e l’inizio della corsa nucleare

29 Agosto 2026

In rappresentanza del movimento “De Stijl”, la pulizia e semplificazione geometrica della “Composizione IX” di Theo van Doesburg. A seguire sono presenti due opere sulla figura della donna, scomposta nella sua femminilità figurativa che la allontanano da richiami al mondo oggettivo: l’“Aurora” (1937) di Delvaux e “Due donne davanti allo specchio” (1943) di Morris Hirshfield.

Questo viaggio verso l’astrattismo, sempre più accentuato nelle forme e nei contenuti, giunge ad opere di artisti quali Leonor Fini, Rita Kernn–Larsen, Victor Brauner, fino al surrealismo aggressivo di Sebastian Matta e al cubismo analitico dell’”Armatura” (1925) di Andrè Masson e al “Busto di uomo in maglia a righe” (1939) di Pablo Picasso. Unica nella sua corporeità delle forme l’opera di Yves Tanguy “Il sole nel suo portagioie”.

Surrealismo di stampo organicistico è la “Corona di germogli” di Arp. Peggy Guggenheim ama tutte queste sfaccettature del movimento surrealista, caratterizzate da una disomogeneità nello stile. Allo scoppio della Seconda guerra mondiale molti artisti surrealisti europei emigrarono negli Stati Uniti dove, grazie al suo aiuto, dettero vita alle avanguardie americane. Contaminazioni artistiche tra il continente europeo e americano confluiranno nell’ “Espressionismo astratto”, corrente corale degli stili pittorici non figurativi degli anni quaranta e cinquanta. Arshile Gorky, Clifford Still, Adolph Gottlieb portano tutti l’effigie di tali influenze reciproche tra continenti.

Una sala a parte è dedicata a Jackson Pollock, esponente emblematico dell’Action Painting che, con la nota tecnica del dripping, era solito far gocciolare il colore direttamente su una tela posta in orizzontale. Influenzato dalla ritualità magico-propiziatoria dei nativi americani creerà opere quali: “Foresta incantata” (1947), “Argento verde” (1949), “Numero 18” (1950), “Bufalo d’acqua” (1956). Un intreccio di linee e macchie apparentemente manchevoli di un disegno razionale all’origine, mentre ben chiara era la sua idea della rappresentazione di insieme che voleva realizzare.

Il cuore dell’astrattismo risiede in Willem de Kooning, pittore olandese di indole inquieta e ribelle. L’elemento preponderante delle sue composizioni è il segno, suffragato dalla potenza del colore. L’artista prese parte al movimento degli “Irascibili”, in contrapposizione con i dettami della mostra sulla pittura americana, organizzata dal Metropolitan Museum of Art nel 1950. Accanto alla sua “Composizione” (1955), sono poste “Il cancello” ( 1959-1960) di Hans Hofmann e un’opera di Sam Francis del 1964, entrambe facenti parte di quella astrazione detta “post-pittorica” caratterizzata da un netto distacco dalla figurazione, e nel caso particolare di Francis da un essenzialismo tipico dell’estetica giapponese.

La sala dedicata all’arte “informel” si apre con lo spazialismo di Lucio Fontana, le plastiche di Alberto Burri, le sculture di Pietro Consagra e Mirko Basaldella e l’”Art Brut” di Jean Dubuffet con il suo “Brunetta dal volto carnoso” (1951).

Un raffreddamento nella matericità dell’opera avviene con la post painterly abraction, dove il colore viene rappresentato piatto, nella sua dimensione bidimensionale, come nel colorismo di “Miscuglio di grigio” (1968-69) di Frank Stella e nella “Elegia per la Repubblica spagnola n.110” (1971) di Robert Motherwell.

Un linguaggio astratto tutto personale lo sviluppa Mark Rothko che nel processo di semplificazione del reale riproduce un’esperienza contemplativa, dove vi è un’assenza di temporalità (“Sacrificio” 1946).

Gli anni sessanta si aprono con l’ “Istante propizio” di Jean Dubuffet che darà il via a una sintesi minimale astratta che approderà alla Pop Art, come in “Preparativi” (1968) di Roy Lichtenstein, caratterizzata da macchie di colori primari e linee intense nere.

Due anime del collezionismo: da un lato Peggy Guggenheim, donna giovane, spregiudicata, all’avanguardia nei gusti; dall’altro lato Solomon, lo zio, rigoroso e raffinato, consigliato nella raccolta delle sue collezioni, da Hilla Rebay, pittrice e baronessa tedesca, non incline alle scelte della nipote, a suo giudizio spesso fuori luogo.

Tags: arte astrattafirenzeGuggenheimPalazzo StrozziSurrealismo
CondividiTweetInviaCondividi

Iscriviti alla nostra newsletter

Può interessarti anche questo

L'incidente di Gleiwitz, il falso attacco usato dalla Germania nazista contro la Polonia
Cultura

L’incidente di Gleiwitz, il falso attacco usato dalla Germania nazista contro la Polonia

31 Agosto 2026

La sera del 31 agosto 1939 un gruppo di uomini delle SS inscenò un attacco...

La prima bomba atomica sovietica e l'inizio della corsa nucleare
Cultura

La prima bomba atomica sovietica e l’inizio della corsa nucleare

29 Agosto 2026

Per quattro anni gli Stati Uniti furono l'unica potenza al mondo a possedere la bomba...

Cesare Pavese e il mestiere di vivere
Cultura

Cesare Pavese e il mestiere di vivere

27 Agosto 2026

«Perdono tutti e a tutti chiedo perdono. Va bene? Non fate troppi pettegolezzi.» Queste le...

La liberazione di Parigi e la fine dell'occupazione nazista
Cultura

La liberazione di Parigi e la fine dell’occupazione nazista

25 Agosto 2026

Dopo più di quattro anni di occupazione, il 25 agosto 1944 Parigi tornò libera. L'insurrezione...

Prossimo articolo
L’Effetto Mozart e l’importanza della musica classica

L'Effetto Mozart e l'importanza della musica classica

Nessun risultato trovato
Guarda tutti i risultati

Guest Authors

Giulio Cavalli |Giovanna Mulas | Sabina Guzzanti |Susanna Schimperna | Francesca de Carolis| Luigi Colbax | Alessandro Ghebreigziabiher| Oliviero Beha|Bruno Ballardini Rosanna Marani| Barbara Benedettelli | Carlo Barbieri | Roberto Allegri| Pino Aprile|Otello Marcacci| Carlo Nesti|Carlo Negri| Massimiliano Santarossa| Livio Sgarbi|Alessandro N. Pellizzari |Clara Campi| Marilù S. Manzini| Erika Leonardi|Dario Arkel| Maurizio Martucci| Paolo Brogi| Ettore Ferrini|Adriano Ercolani|Paolo Becchi|Alessia Tarquinio| Selvaggia Lucarelli| Fabrizio Caramagna | Iacopo Melio |

logo paypal

Ultima Voce Best Topics

ambiente arte attualità bambini Calcio Cina Cinema coronavirus Covid-19 cultura diritti umani donald trump Donne economia Europa film Francia guerra Israele Italia Lavoro Libri Matteo Salvini migranti Milano musica nshr Onu Palestina politica razzismo Ricerca roma Russia salute Salvini Scienza Scuola società stati uniti storia Trump unione europea Usa Violenza

FAQ E CONSIGLI UTILI

Guide & Tips 

Contatta La Redazione

Scrivi a :
– info@ultimavoce.it
– collaborazioni@ultimavoce.it
– advertising@ultimavoce.it
– candidature@ultimavoce.it

Read More…
fandangolibri1.png
chiarelettere11.png
WhatsApp-Image-2023-01-17-at-09.39.24-e16739484187331.jpeg
LOGO-FFF1.png
luis1.png
Logo_24ore1.png
moton1.png
UNITO1.png

Le foto presenti su ultimavoce.it sono state in larga parte prese da Internet, e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione – indirizzo e-mail info@ultimavoce.it, che provvederà prontamente alla rimozione delle immagini utilizzate.

Testata Giornalistica registrata presso il Tribunale di Brescia n° 8/2021 del 15/03/2021. Direttore Responsabile: Gianluca Lucini / Direttore Editoriale: Andrea Umbrello

  • Home
  • Contatti
  • Privacy Cookie Policy
  • Guide Utili

© 2020 - Ultima Voce. All Rights Reserved

Nessun risultato trovato
Guarda tutti i risultati
  • Home
  • Archivio
  • Segnalazioni
  • Contatti
  • Cookie Privacy Policy

© 2020 – Ultima Voce. All Rights Reserved.