Il benessere dell’uomo… di chi?

robertobrumat.wordpress.com
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La realtà corrotta in cui viviamo è ormai chiara a tutti, o per lo meno a chi vuole rendere chiara la propria realtà. L’uomo non ha mai avuto interesse per un altro uomo se non se stesso, ha sempre rincorso la fortuna, il benessere, il successo, correndo per una via a senso unico, con i paraocchi, ovviamente senza pensare alle conseguenze; usando il benessere come arma per i consensi dei più deboli. Uomini con alle spalle centinaia di morti per tumori e centinaia di morti sul lavoro, esultano insieme a una folla di imbecilli che gioiscono per una nuova struttura, inutile, creata per il proprio interesse/benessere e spacciata per quello comune. La folla di imbecilli è caratterizzata da persone che traggono profitto da tutto ciò e da persone ignoranti o ingenue affamate di benessere, non benessere comune, sempre proprio e quindi diventano automaticamente come i padroni stessi, con l’illusione, però del benessere. Hanno il desiderio dell’avere, del possesso e non potendolo raggiungere usufruiscono dell’inutile illudendosi che possa essere in parte un vero e proprio benessere.

www.stampalibera.com
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Non si pensa però, che il benessere è interpretato in malo modo, cioè si vive per il benessere senza pensare che inseguirlo è di per se un malessere. Sia chiaro il benessere fisico o mentale è un bisogno comune, interpretato male dall’uomo e reso quasi impossibile. Senza denaro l’uomo non vive bene ovviamente perché tutto il sistema creato intorno non  permette di vivere dignitosamente, ma se questo denaro fosse diviso equamente per ogni singolo uomo e venisse consumato allo stesso modo il benessere diverrebbe comune. Ma il desiderio del potere, della superiorità e del possesso vero e proprio ha portato l’uomo a disintegrare il bisogno comune facendolo diventare proprio distruggendo così l’equilibrio che sarebbe dovuto essere naturale. In poche parole l’uomo è distruttore di se stesso e al tempo stesso distruttore della propria terra.

“Si è consapevoli di tutto ciò? “

“Si, ma passami il telecomando”

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