6 Luglio 1988: esplosione della piattaforma petrolifera Piper Alpha

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Era il 6 Luglio del 1988 quando la piattaforma petrolifera “Piper Alpha” prese fuoco. A causa di un guasto alle valvole di sicurezza venne rilasciata un’enorme quantità di gas, dando così origine ad una serie di esplosioni. Morirono 167 persone. Le imbarcazioni di salvataggio presero fuoco, il fumo e le fiamme non diedero modo ad elicotteri e navi  di arrivare alla piattaforma e quindi salvare gli operai. Molti si buttarono in mare, ad un’altezza di 30 metri, morendo nelle gelide acque.

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Una delle cause o meglio, la causa dell’ esplosione fu la mancanza di sicurezza vera e propria. La piattaforma, in principio, era stata costruita per l’estrazione del greggio, qualche anno dopo venne trasformata per l’estrazione del gas naturale. L’insufficienza di spazio non limitò la modifica portando ad un accatastamento degli impianti e ad una totale noncuranza della sicurezza, tant’è che l’area di compressione del gas fu posta accanto alla sala di controllo principale.

Tutto quello che resta della Piper Alpha è un ammasso di metallo fuso e 167 lavoratori morti per l’avidità umana che porta alla disumanità, al menefreghismo per l’uomo e per la natura stessa.  Un’esplosione causata dalla sete dell’avere, sempre di più, sfruttare ogni singolo spazio pur di guadagnare e avere.

Eric Fromm diceva:

” Il nostro spirito di conquista e ostilità ci ha resi ciechi all’evidenza del fatto che le risorse naturali hanno precisi limiti e possono finire con l’esaurirsi e che la natura si ribellerà alla rapacità umana. La società industriale è caratterizzata  dal disprezzo per la natura come per tutte le cose che non siano prodotte a macchina e per tutte le popolazioni che non siano di costruttori di macchine. La gente è oggi attratta da quanto è meccanico, dalla macchina possente, da ciò che è senza vita, e in misura sempre più vasta dalla distruzione.”

Stiamo diventando la fotocopia di ciò che desideriamo possedere, calpestando senza pietà chi desidera la vita!

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