Aspirina: una nuova forma di prevenzione per il cancro del colon-retto

Aspirina: chi non ne ha mai sentito il nome almeno una volta? Mal di testa, rialzo febbrile, mal di gola e via discorrendo. La soluzione è spesso stata una: l’aspirina.

Sempre a portata di mano in ogni cassetto delle medicine, il farmaco nasconde un’altra particolarità da poco scoperta: la prevenzione del cancro del colo-retto. Di recente, è stata pubblicata sulla rivista scientifica BMC Journal una ricerca che conferma la capacità di aspirina di prevenire la formazione tumorale.

La scoperta

Erodoto, Ippocrate, i sumeri, gli egizi e persino gli assiri: tutti erano a conoscenza delle proprietà miracolose delle foglie di salice. Masticate o ridotte in polvere, esse avevano la capacità di alleviare numerosi dolori, dal mal di testa al mal di gola, dal rialzo febbrile alla spossatezza. Agli inizi del 1800, dalle foglie di salice venne estratta una sostanza particolare: la salicilina. Sciolta in acqua dava una soluzione acida. In questo modo, vedeva la sua sintesi l’acido salicilico, in gergo Aspirina.

Come lavora aspirina

Molto sinteticamente, aspirina inibisce la attività di un enzima, chiamato COX (cicloossigenasi). Le COX hanno il compito di sintetizzare dei prodotti che favoriscono la aggregazione piastrinica (il trombossano) e l’infiammazione a livello locale e sistemico (prostaglandine). Impedendo alle COX di agire, le piastrine non possono aggregarsi tra loro in veri e propri tappi a livello dei vasi sanguigni, da cui deriva l’attività antiaggregante di aspirina. In secundis, aspirina impedisce la generazione del processo infiammatorio, da cui deriva il  giovamento dell’intero organismo in termini antidolorifici.

Fatte le doverose ed essenziali premesse, veniamo al nocciolo della scoperta.

Quali sono le indicazioni di aspirina

Finora aspirina ha, tra le indicazioni, quella di poter essere usata per la prevenzione delle formazioni dei tappi di piastrine di cui si accennava prima: i trombi. I trombi vanno immaginati come delle strutture che impediscono al sangue di circolare normalmente nelle arterie e nelle vene. Se il flusso è interrotto, a valle del trombo non vi sarà più sangue e l’organo che ne giovava non riceverà più l’ossigeno e le sostanze nutritive da esso trasportate. Se non si verifica l’eliminazione del trombo, le cellule del tessuto o dell’organo possono morire: la necrosi.

Lo studio del BMC Journal

Un nuovo studio pubblicato sulla rivista scientifica BMC Journal  individua però un’altra proprietà di aspirina.

Lo studio ha coinvolto 124 individui sani che in 10 anni hanno assunto aspirina. Ciascuno ha ricevuto un prelievo di mucosa della parete intestinale (dal colon, quindi). I ricercatori hanno analizzato la mucosa ed hanno estratto la porzione di DNA di geni preposti alla soppressione del cancro. Queste porzioni, si è visto, erano meno metilate rispetto ai soggetti che non utilizzavano aspirina.

La metilazione, in sintesi

Molto semplicemente, la metilazione è un processo chimico che sopprime la trascrizione dei geni. Quindi, un gene iper-metilato svolge di meno la sua funzione rispetto a uno poco metilato. Aspirina protegge i geni preposti alla soppressione della nascita del tumore del colon-retto, quindi ha un ruolo protettivo.

Lo studio ha la sua particolarità perché per la prima volta coinvolge individui che non assumevano aspirina per problemi cardiovascolari.

Conclusioni

In conclusione, aspirina in futuro potrà avere una nuova indicazione di prevenzione del cancro del colon-retto, che si ricordi è il terzo al mondo per incidenza. Questo motiva l’importanza della ricerca di nuove forme di prevenzione, che ovviamente l’Agenzia Italiana del Farmaco dovrà sempre prima certificare, il che si spera possa avvenire al più breve.

 

Agostino Fernicola

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