Avvelenamento da piombo negli USA: Flint è la punta dell’iceberg

Fiume Flint
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La Reuters ha pubblicato una approfondita e inquietante inchiesta che svela che la famigerata crisi idrica di Flint è solo la punta dell’iceberg, un iceberg che racconta di bambini, di varie località in tutti gli Stati Uniti, esposti a livelli di avvelenamento da piombo nocivi per il loro sviluppo a causa dell’acqua e dell’ambiente inquinati,  addirittura la situazione di Flint (a cui peraltro si sta mettendo rimedio) non è neanche la peggiore.

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Cos’è la crisi idrica di Flint
Flint è una città del Michigan la cui area metropolitana conta oltre 400 mila abitanti (la city 100 mila), ad aprile 2014 inizia una crisi dovuta al cambio della fonte di approvvigionamento idrico della città, si passò dall’impianto che rifornisce  la città di Detroit con acqua trattata del fiume Detroit e del lago Huron alle acque del fiume Flint.  Le acque risultarono essere contaminate da diversi inquinanti dai batteri coliformi al trialometano, ma soprattutto dal piombo.  Si calcola che a Flint da 6 ai 12 mila bambini furono esposti a livelli nocivi di piombo. L’avvelenamento da piombo in bambini in tenera età può portare a problemi come un basso QI e vari ritardi nello sviluppo.
La ricerca Reuters
Naturalmente in questi anni Flint è stata sotto i riflettori e ha ricevuto tante attenzioni e i mezzi per correre ai ripari, quello che ha portato alla luce la ricerca della Reuters è che gli USA sono pieni di situazioni persino più critiche di cui nessuno si occupa (o non se ne occupano abbastanza da fornire i fondi necessari al risanamento). Paradossalmente i cittadini di Flint sono diventati i fortunati.
Si va da St. Joseph in Missouri a Warren in Pennsylvania a Goat Island in Texas, fino a comporre un elenco di, tenetevi forte, 3000 aree con livelli di contaminazione da piombo almeno doppi rispetto a quelli registrati a Flint durante il culmine della crisi.
La fonte della contaminazione sono vecchie tubature idriche, impianti industriali in disuso che inquinano le falde, ma anche e in certi casi soprattutto, vecchie vernici a base di piombo che si staccano dai muri sia interni che esterni delle case dei residenti.
Come dicevo i più a rischio sono i bambini, dove l’esposizione è ormai vecchia di decadi da controlli effettuati sono risultati affetti da alti livelli di piombo fino al 40/50% dei bambini testati (per esempio nella già citata Warren e in alcune sacche nei pressi di Baltimora, Cleveland e Philadelphia).
Secondo il CDC (centro per il controllo delle malattie) il valore limite di piombo nel sangue da non superare è di 5 microgrammi per decilitro, un’esposizione prolungata a livelli più altri anche di pochi microgrammi può causare un basso QI e arrestare lo sviluppo.
Se poi ci si mette pure l’ignoranza poveri bambini, se è vero che molte di queste aree non hanno ricevuto i mezzi economici dati a Flint per affrontare la situazione è anche vero che perlomeno il CDC sta lavorando per avvertire la popolazione dei rischi, ma capita anche il caso del padre che avvertito da un ispettore certificato che scartavetrando la vernice dalla propria abitazione stava avvelenando il figlio, risponde che dicevano stronzate.
Sono però più frequenti i casi di persone che credono agli allarmi e vorrebbero mettere in sicurezza le proprie case ma in mancanza di aiuti non ne hanno i mezzi economici.

Roberto Todini

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