Buon Compleanno Mina! Sei davvero una Tigre, anche a 80 anni

Tanti auguri, Tigre. Che cos’è per te l’età, se non un trascurabile numero?!

Buon compleanno Mina.  Sembra assurdo, ma io non ho mai avuto l’onore di vederti dal vivo. Sai, Mina, io non ero ancora nata, quando quel giorno di agosto del 1978 hai deciso di eclissarti dalle scene, di non comparire più in pubblico. Ti ho conosciuta grazie ai dischi di mamma e papà e poi, più tardi, ti ho riscoperta coi video su YouTube.

Quando ero piccola, ogni giorno si ascoltavano le tue canzoni. La tua voce era quasi assordante, rimbombava in tutta la casa. Io ero in fissa con una canzone in particolare, anche se non comprendevo appieno il testo. La cantavo e ricantavo senza sosta, urlando davanti allo specchio, fingendomi una diva di Hollywood. Probabilmente, i miei parenti quella canzone l’hanno odiata, dopotutto come fa una bimba di dieci anni, senza alcun talento musicale, a cantare “Se Telefonando” ?!

Invece tu Mina, una diva lo sei per davvero. Gli anni passano e tu continui a essere un esempio. Sarei stata davvero molto orgogliosa di poterti ascoltare durante gli anni di Canzonissima, ancor più felice di ammirarti come conduttrice di Studio Uno, quando al tuo fianco sfilavano Vittorio De Sica, Marcello Mastroianni, Peppino De Filippo, Vittorio Gassman, Alberto Sordi, Totò. Grandi uomini al servizio di una Prima Donna forte, fiera e libera. 

Le tue canzoni sono indimenticabili. E’ davvero complicatissimo sceglierne una su tutte. Potrei citare Neve, Portati via, Mille bolle blu, Brava, Tintarella di luna, Stessa spiaggia stesso mare, ma sarebbe come cercare di afferrare il vento in una bufera.

Come non ricordare la tua favolosa esecuzione de Il cielo in una stanza?! Gino Paoli non poteva scegliere interprete più raffinata. Eppure, forse, credo che in fin dei conti la mia preferita resti La canzone di Marinella: Fabrizio De André ha ridato vita a quella ragazza dimenticata, tu l’hai resa una stella immortale. La tua voce è una carezza, quella di Faber un abbraccio. Insieme avete creato una dimensione oltre il reale.

Le tue collaborazioni hanno scritto la storia. Celebri i duetti con Lucio Battisti, le partecipazioni ai programmi di Giorgio Gaber e i brani incisi con Adriano Celentano. I singoli che avete cantato insieme sono diventati un cult che viaggia tra le generazioni. Chi è che non conosce Acqua e sale?! Tutti sono in grado di intonare almeno una strofa.



Sai, cara Mina, il video di Ch t’aggia dì  l’avrò visto così tante volte,  da conoscere le sequenze a memoria. Per non parlare della genialità del pezzo! Uno dei pochi esempi di Visual Music italiano.

Il feeling artistico tra te e Celentano non si è mai interrotto, tant’è che nel 2017 avete prodotto un’altra canzone indimenticabile, A un passo da te. Che meraviglia! Posso dire con orgoglio che questo pezzo è dei miei anni. In fondo, sei sempre stata una maestra di tendenze.

I tuoi abiti eleganti, le minigonne in palcoscenico, i pantaloni attillati ti hanno reso un’avanguardista negli anni ’60. Le collaborazioni con cantanti contemporanei mostrano la lungimiranza di una donna e di un’artista che ha scritto e continua a scrivere la storia della musica italiana. Adesso è facile, cantata con Manuel Agnelli e gli Afterhours; la più recente Angeli e demoni col rapper Mondo Marcio, sono l’esempio di come tu non sia stanca di stupire.

Buon compleanno cara Mina! Devo confessarti che avrei tanto voluto vederti dal vivo almeno una volta. Avrei voluto ascoltare la tua voce, incrociare quello sguardo di fuoco, ammirare il tuo talento e la tua disinvoltura. Per la generazione di quegli anni sei stata un esempio di determinazione e di bellezza. Una forza della natura. Una donna che ha dimostrato precocemente che non serve un uomo per emergere e per realizzarsi. Negli anni del rock’n’roll e degli urlatori, tu in Italia hai portato una ventata di freschezza.  Era facile per Gaber e per Iannacci prendere una chitarra e suonare; era molto più complicato per una donna decidere di cantare e di mostrare le gambe allo stesso tempo. Non ti sei mai lasciata piegare dal pressing dei mass-media, né dalla voce dei benpensanti che gridava allo scandalo quando il tuo comportamento non rientrava nel canone del “buoncostume”.

Il tuo genio e il tuo talento artistico, unito a un’innata voglia di sorprendere, ti hanno resa un modello per una ragazza di ventisei anni, che di lotte nella vita ne ha fatte ben poche. Senza ombra di dubbio, noi donne possiamo sentirci più libere grazie a quello che avete fatto voi, anzi, che hai fatto tu, mia cara Mina. In questi anni sei stata osservatrice silente di una società che mutava lentamente, che cambiava forma e, nonostante le tante richieste, non hai mai lasciato la quiete della tua casa per tornare sotto i riflettori. Sarebbe stato un evento senza precedenti. Ma tu, mia cara, sei stanca delle telecamere! Ti basta scrivere un articolo o lanciare un pezzo per sconvolgere, per dire la tua, per sottolineare la tua presenza. Non ti serve altro.



Sono un po’ rammaricata per questa scelta, ma ti ringrazio per essere stata sempre te stessa, senza mezzi termini, anche nell’ombra. Ogni volta che il tuo nome salta fuori, dimostri di essere quella tigre indomita che sei sempre stata. In questi tempi così tristi, la clausura diventa un po’ più sopportabile se penso di poterti imitare in qualche modo.

Dunque, Buon compleanno Mina.
Grazie.

Antonia Galise

 

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