Chiara Ferragni: quando il politico fa l’influencer, tocca all’influencer fare politica

Chiara Ferragni è un’influencer e una privilegiata. Ma è anche una cittadina, che ha deciso di alzare la testa e la voce e di dire che l’imperatore è nudo. 




Lo ha fatto a una platea di 23 milioni di follower e senza giri di parole, in un post su Instagram. Chiara Ferragni ha dichiarato che, dopo le stories di lamentela in merito al fatto che la nonna del marito Fedez non fosse stata ancora vaccinata, un non ben specificato addetto alla vaccinazione ha contattato la signora 90enne e le ha fissato l’appuntamento per la vaccinazione. Ha detto di aver interpretato questa situazione come un tentativo da parte di Regione Lombardia di farsi pubblicità gratuitamente: è facile immaginare che dal feed Instagram, Fedez, per il probabile entusiasmo di vedere la nonna vaccinata, ne avrebbe sicuramente parlato ai fan.

 

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La smentita di ATS

L’ATS di Milano, intanto, ha risposto e ha specificato che nessun addetto ha chiesto alla signora Violini se fosse la nonna di Fedez e che la convocazione dell’anziana fosse frutto della normale prassi.

Al di là della Ferragni

Quello che è avvenuto oggi, al di là della nonna di Fedez, è la concretizzazione di un fenomeno interessante.



Chiara Ferragni è una privilegiata e sa di esserlo. Lo sa così tanto che, probabilmente, in questi anni ha dovuto imparare a schermarsi da smancerie patetiche e di tentativi più o meno riusciti di ingraziarsi il suo pubblico. Che Regione Lombardia pensasse di fregare chi la comunicazione sui social l’ha praticamente inventata e trasformata in un fatturato annuale da 18 milioni di euro è quantomeno grottesco. È talmente assurdo e incredibile che, per gli ultimi trascorsi potrebbe pure essere vero. Il privilegio, in questo caso, le sarebbe stato dato sotto forma di priorità nella vaccinazione alla nonna del marito. In questo modo, non avrebbe più potuto dire nulla sull’inefficienza del sistema sanitario.



Un’idea geniale

Siccome però la Ferragni sa di essere una privilegiata, avrebbe subodorato la meschinità  del ricatto morale da lontano. Così, si sarebbe presa il vaccino per la nonna, senza rinunciare a parlare. Due piccioni con una fava, insomma. Immaginatevi, a questo punto, il fulmine di guerra, lo stratega social, lo zelante addetto regionale che, secondo la Ferragni, ha avuto quella che sarebbe dovuta essere l’idea del giorno. La Ferragni ha trasformato quello che avrebbe potuto essere definito un “favoritismo” (ma è davvero favoritismo vaccinare una 90enne il 2 aprile?) in una denuncia. E non è poco, in un’epoca di furbetti del vaccino, saltafile e affini.

Le dirette sul ddl Zan

Suo marito Fedez, intanto, organizza una diretta Instagram con Alessandro Zan, per parlare del disegno di legge contro l’omotransfobia. Lui fa il cantante, lei fa l’imprenditrice. Hanno appena avuto la seconda figlia. Sono ricchi, giovani e probabilmente spudoratamente felici. Potrebbero farsi beatamente i fatti loro, come fa spesso il resto del mondo dello spettacolo, per paura di perdere un ingaggio o l’occasione di uno sponsor. Il vero privilegio di cui i Ferragnez stanno approfittando è dire ciò che pensano. Lo fanno per vendere più dischi o più ciabatte? Mah. Può essere.

Abbandonati agli influencer

Hanno però platee oceaniche e le utilizzano per fare del bene, come quando lo scorso anno hanno organizzato le raccolte fondi a favore dell’ospedale San Raffaele e per gli operatori del mondo dello spettacolo fermi da mesi. C’è un sollievo che è allo stesso tempo un filo inquietante, qui in Lombardia: quanto siamo davvero abbandonati a noi stessi se le persone che fanno i gesti politici più significativi sono gli influencer? Il dibattito è serio e va oltre Chiara Ferragni, Fedez e quel teatro dell’assurdo che è Regione Lombardia. La politica, ultimamente, deve fare i conti con chi può influenzare le persone come consumatori ma anche come elettori sui social. Bella scoperta: è la professione del lobbista.

Ci è andata bene

Ci è andata bene che l’italiana con il maggior numero di follower sia una persona con idee condivisibili. Probabilmente, anzi, i follower sono frutto proprio di queste idee condivisibili. Però così non si spiegano i milioni di follower dietro agli altri influencer, quelli che di dover rinunciare all’ingaggio hanno paura. Ma, d’altronde, mica dobbiamo metterci qui a cercare la Libertà che guida il popolo in una che voleva solo parlarci di skin care. È che forse ci troviamo a farlo perché chi è politico di professione non ha più molto da dirci ed è distante nei contenuti e nei modi di veicolarceli.

Elisa Ghidini

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