Combattere lo stress grazie al contatto con la natura

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Lo studio pubblicato oggi, 4 aprile 2019, su Frontiers in Psychology, affermando che passare del tempo a contatto con la natura aiuta a combattere lo stress non rivela qualcosa di nuovo ed inaspettato, ma si tratta del primo studio che quantifica l’effetto. Non si tratta di un fatto secondario, avere una dimensione quantitativa dei benefici e del tempo che occorre per ottenerli potrà permettere ai terapisti di prescrivere delle “pillole di natura”,  allo stesso modo in cui quando si analizzano i benefici dell’attività fisica sulla salute i medici devono essere in grado di dire quanti minuti di attività fisica o quanti chilometri percorsi e a che ritmo occorrono per ottenere un certo beneficio.
Come dicevo i medici già sapevano che stare a contatto con la natura riduce lo stress, ma ora il team guidato da MaryCarol Hunter, professoressa associata presso l’Università del Michigan, ha potuto appurare che il massimo del beneficio (in termini di riduzione dell’ormone cortisolo che è un ormone stress-related, cioè correlato allo stress) si può ottenere passando ogni giorno 20 o 30 minuti camminando o sedendo in un posto che ci faccia sentire a contatto con la natura.
Essendo un fattore psicologico è chiaro che l’importante è la sensazione di contatto con la natura, quindi anche il più minuscolo dei parchi urbani potrebbe andare bene, basta che ci faccia sentire immersi nella natura.



L’esperimento: ovviamente se c’è stata una misurazione c’è stato un esperimento, ai partecipanti è stato chiesto di prendersi una pausa nella natura, di almeno dieci minuti, per almeno tre volte a settimana per un periodo di otto settimane.
Non a caso ho sottolineato l’aspetto psicologico, il fatto che l’importante sia avere la sensazione di essere immersi nella natura, proprio per questo i soggetti sono stati lasciati assolutamente liberi di scegliersi il luogo e l’ora del giorno in cui prendersi la loro “pillola di natura“.  Gli unici limiti dati erano per evitare attività che potessero aumentare o ridurre lo stress in modo da non introdurre fattori non uniformi per tutto il gruppo in grado di influenzare i risultati (ad esempio la pausa doveva essere presa alla luce del sole, ed andavano evitate: attività fisica aerobica, lettura, telefonate, conversazioni, uso dei social media, in pratica ogni soggetto doveva, a scelta, solo rilassarsi su una panchina o fare una salutare passeggiata). Ogni due settimane veniva effettuato il controllo dell’ormone cortisolo da un campione di saliva preso prima e dopo la “pillola di natura”. I risultati per la precisione sono stati che 20 minuti sono il minimo per ottenere un effetto, tra i 20 e i 30 minuti si ottiene il miglior risultato, cioè il livello di cortisolo diminuisce con un ritmo maggiore, passati i 30 minuti si continuano a registrare benefici aggiuntivi ma il tasso si riduce.

Roberto Todini

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