Guida Michelin 2018: Carlo Cracco perde una stella

E’ stata presentata la nuova guida Michelin 2018, la quale ricordiamo, nacque con l’obiettivo di fornire semplicemente utili informazioni culinarie ma ad oggi è diventata il più grande riferimento mondiale per la valutazione della qualità dei ristoranti e alberghi sia nazionali che internazionali, considerata quasi come una sorta di bibbia del settore gastronomico.

Guida Michelin
Fonte: scattidigusto.it

Tuttavia, se c’è una qualità di cui noi italiani possiamo vantarci, è proprio quella di essere un paese che in ambito culinario non ha da invidiare nessuno. Infatti l’Italia è la nazione con più stelle Michelin al mondo, con un totale di 356 stellati.

La nuova edizione 2018 vede numerose conferme, ma non solo, anche 22 nuove stelle, 3 nuovi due stelle, 1 nuovo tre stelle. Volendo fare una classifica, la regione più stellata risulta essere la Lombardia con 63 ristoranti, subito al secondo posto la Campania con 41 e il Piemonte con 40 ristoranti.

Oltre alle novità però c’è stato un colpo di scena non indifferente: Carlo Cracco, lo chef onnipresente sia in tv che sui cartelloni pubblicitari, quest’anno ha perso una stella. Come spiegazione del declino, il direttore della guida Michelin ha affermato:


“Di solito quando si toglie una stella è perché i piatti non sono tutti dello stesso livello, perché ci sono dei problemi, dalla cottura alla qualità”.

Il Super chef è sicuramente rammaricato del declassamento, ma è anche pieno di speranza per la nuova apertura: infatti Cracco è prossimo a trasferirsi negli ex spazi Mercedes nella Galleria di Milano, il salotto urbano più fotografato della città, pronto a ricominciare nel pieno delle sue forze. Il potere di una stella Michelin è enorme, permette una colossale ed immediata visibilità e di conseguenza decide l’ampiezza della clientela; In passato ci sono stati addirittura alcuni chef che non reggendo la retrocessione si sono suicidati, come il caso di Bernard Loiseau, 2003 e Benoit Violier, 2015. Sul web gli utenti danno la colpa dell’avvenuto alla continua presenza mediatica dello chef, accusandolo di fare

“troppa televisione e poca cucina”

Tuttavia il prestigio del celebre Cracco rimane, seppur un pò appannato.

Roberta Rosaci

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