Darkened Cities: come apparirebbero le città se fossero illuminate solo dalle stelle

Darkened Cities, Thierry Cohen
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Darkened Cities, Thierry Cohen

“Come faccio a spiegare a mia moglie che quando guardo fuori dalla finestra sto lavorando?”, diceva Joseph Conrad. E aveva ragione: perché a volte, in alcuni casi, si ha bisogno delle stelle.

Come sarebbe il cielo se non ci fossero? E come sarebbe la terra se non ci fossero? Quante poesie e quante canzoni non sarebbero mai state scritte , quanti amori non sarebbero mai nati, quanti Folli avrebbero sofferto la mancanza di ispirazione se le stelle non ci fossero state?

Le stelle sono bellezza, sono mistero e sono emozione; così piccole da riuscire a nascondersi dietro ad un dito e così immense da non poterle possedere; così visibili e così misteriose; così lontane e così compagne di viaggio. Così da sempre e così per sempre, così qui e così ovunque: senza tempo e senza un posto preciso. Questo e molto di più: quel molto che la luce accecante e fredda dei lampioni opprime. Infatti, come tutto ciò che è Natura, le stelle subiscono la presunzione di ciò che è artificiale, di ciò che si impone all’autenticità e che priva cielo e terra di meraviglie che rimandano a quel Principio e che indicano l’Avvenire.

Sarebbe bello (ed utile) se esistesse un tasto da premere per spegnere ogni luce artificiale e lasciar brillare le stelle, solo le stelle, solo la loro luce riflessa su marciapiedi tristi e su panchine in attesa, solo la loro luce su finestre sempre chiuse e su cuori sempre aperti, solo la loro luce su mari tranquilli e su passi inquieti. Solo le stelle!

A questo ha pensato Thierry Cohen mentre progettava e realizzava il suo lavoro fotografico Darkened Cities: frammenti di città racchiuse in degli scatti che hanno dell’eccezionale, in quanto sono splendidamente illuminate dalla luce delle stelle senza l’ausilio di altre fonti.

Uno spettacolo! La possibilità di tornare indietro, molto indietro, a quella prima sera, a quella prima notte in cui a far luce su quello che c’era e su quello che ci sarebbe stato erano solo le stelle: e forse è lì, nel sogno immortalato da quelle foto modificate, che corrono a rifugiarsi i poeti e le poetesse di ogni tempo…

Grazie alla tecnica del photoshop, Thierry Cohen, ha restituito ad innumerevoli paesaggi il calore e la bellezza delle stelle che le sterili e fredde luci di lampioni e neon hanno soffocato, tanto da farcene dimenticare l’esistenza. Un lavoro fotografico che riaccende la voglia di alzare in naso all’insù e perdersi in tutta quella eternità, in tutta quella infinità, in tutta quella poesia. Un lavoro fotografico che si serve di una tecnica spesso utilizzata per nascondere particolari che arricchiscono e che tracciano il profilo originale ed unico di volti, di corpi e di passaggi.

Solo le stelle. Perché per alcune a volte, in alcuni casi, si ha bisogno solo di loro.

 

Deborah Biasco

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