Ebola virus: lo stato dell’Uganda dichiara il lockdown

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Ebola virus: lo stato dell’Uganda dichiara il lockdown. Centoquaranta casi registrati da metà settembre per una variante del virus che non conosce vaccino.  

Lo stato dell’Uganda è ufficialmente in lockdown. Lo ha dichiarato il presidente Yoweri K. Museveni. La misura preventiva sarà in vigore per le prossime tre settimane, e tenterà di frenare la spaventosa avanzata di Ebola. Solo negli ultimi due mesi, il virus ha infatti mietuto più di 140 vittime. Il ceppo coinvolto è una variante particolarmente letale di Ebola virus, il Sudan Ebola virus, il cui tasso di mortalità si attesta tra il 41% e il 100%. Sebbene sia il principale responsabile della malattia nelle regioni centrali e occidentali dell’Uganda, non si registravano focolai nel Paese da circa un decennio .  

La diffusione 

Il primo caso era stato registrato già ad inizio settembre nel distretto di Mubende. Da quel momento, Ebola non ha arrestato la sua corsa e si è diffusa nei distretti vicini, arrivando alle porte della capitale. Il 25 settembre i decessi ammontavano a 23 con ulteriori 18 casi confermati e 18 sospetti.  

Kampala– capitale dell’Uganda- dovrebbe avere restrizioni di movimento” aveva detto il presidente dell’Associazione medica ugandese Samuel Oledo, a fronte dell’aumento dei contagi.  

Intervistato dall’emittente radio locale KFM, Oledo aveva sostenuto che il governo fosse seduto su una “bomba ad orologeria” e che il peggio doveva ancora venire se non si fosse fatto qualcosa per “contenere la diffusione della malattia”.  

Il lockdown 

Il 15 ottobre il governo ugandese ha accolto le preoccupazioni del dottor Oledo. Il presidente Yoweri K. Museveni ha dichiarato il Paese in lockdown. La capitale, Kampala, resterà chiusa per le prossime tre settimane, nella speranza di frenare la spaventosa avanzata di Ebola. Purtroppo questa è l’unica misura preventiva possibile. Non esiste ancora un vaccino contro il ceppo Sudan Ebola virus. L’unico modo per evitare che la malattia si diffonda ancora sembra quindi essere l’isolamento. Il coprifuoco è stato imposto dalle 19 alle 6; a nessuno è consentito spostarsi tra i distretti; chiusi i luoghi di ritrovo e di culto. Il servizio dei trasporti è momentaneamente sospeso. Senza un vaccino a disposizione, questo è l’unico modo che il governo ugandese ha a disposizione per contrastare la malattia. 

Dal Covid-19 a Ebola virus: le epidemie si diffondono 

Ebola torna a far paura in un momento in cui l’Organizzazione mondiale della sanità riferisce di un preoccupante aumento di focolai di colera del mondo. Il vaccino in questo caso esiste ma le dosi disponibili non sono sufficienti per tutti. A ciò si aggiunge la pandemia da Covid-19, dichiarata nel 2020 e non ancora del tutto risolta. Le epidemie sembrano essere tornate a far parte del nostro percorso evolutivo spingendoci al confronto con problemi di diversa natura; dalla necessità di un avanzamento nella ricerca medica, ad una più efficace ed equa distribuzione dei vaccini. 

  Alessia Fallocco

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