El Salvador: donne uccise perché transessuali

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Da un mappamondo, da una riproduzione fotografica, dalle riprese proposte da documentari: in diversi modi ma a tutti, a tutte è stato concesso lo stupore dato dall’osservare il Mondo. Colori, sfumature, forme che lo arricchiscono e lo rendono un capolavoro stravagante e colmo di un fascino che da sempre interessa ed incanta chi lo guarda, chi lo ammira, chi lo studia. La varietà che lo caratterizza a livello superficiale non è altro che il riflesso di quella che lo caratterizza anche all’interno: ogni persona che vi vive è diversa dall’altra, con i suoi tratti, la sua storia, le sue predisposizioni e il suo spirito.




E se è vero, come si è sempre detto, che al mondo esistono sei o sette persone uguali tra loro a livello fisico, questo non vale per quanto riguarda il loro essere, la loro parte intima ed interiore: questa distingue ognuno, ognuna di noi dal resto del mondo. E se non è bellezza questa…

Ma purtroppo l’unicità e l’originalità della persona sono state e sono tuttora messe in pericolo perché non conformi ai parametri o alle aspettative che chissà chi ha deciso e definito come universali. Un esempio triste e tragico è quello che viene da El Salvador dove sono tante le donne transessuali che sono state uccise perché non accolte, non comprese, non accettate all’interno di una società che nega loro il diritto di realizzarsi, di compiere il loro cammino, di vivere la loro vita.




Alto e drammatico è il numero delle donne uccise dall’odio, dall’illegalità e dalla corruzione delle forze dell’ordine, e preoccupante è il numero delle donne costrette a fuggire dal loro Paese per non essere rapite, torturate, massacrate ed abbandonate per strada come è accaduto ad Elizabeth Castillo, dopo aver partecipato al funerale di sue due amiche transgender.

Una ferocia motivata ed alimentata in nome di una Bibbia interpretata e strumentalizzata a favore di leggi che ne contraddicono il senso più forte e profondo: quello del rispetto e dell’amore incondizionato verso ogni Creatura, in modo particolare nei confronti delle Persone che giorno dopo giorno portano avanti la loro battaglia contro chi ne impedisce il passo, il percorso, la realizzazione.




Una vera e propria allarme che ha sollecitato anche l’ONU ad avviare un’indagine: perché non si può morire così, non si può morire per mano di chi dovrebbe essere fratello e sorella, non si può morire sotto ad un cielo che ci rende tutti uguali e sopra una terra che non sarebbe così bella se non fosse per l’unicità di ognuno, di ognuna di noi.

 

Deborah Biasco

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