Escalation della paura: Lovecraft e armi nucleari

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Lovecraft e armi nucleari: la letteratura come antidoto alla paura dell’escalation

La paura dell’escalation nucleare ci accompagna dal primo giorno della guerra in Ucraina. I conflitti nel mondo non sono mai cessati, ma dal 24 febbraio del 2022 sono tornate delle parole proibite, come “bomba atomica” e “Inverno nucleare“. Come se un adepto di Cthulhu avesse ritrovato il famigerato Necronomicon, il grimorio maledetto dei racconti di H.P. Lovecraft.

Lo scrittore americano che ha partorito mostri come Azathoth e Nyarlathotep viene considerato uno dei nomi più importanti della letteratura horror. I racconti dell’autore di Providence sono anche un ottimo antidoto all’angoscia e alla paura che proveremo in alcuni momenti della nostra vita. Perché prima o poi ci troveremo ad affrontare situazioni più grandi di noi.

Non è morto ciò che può vivere in eterno, e in strani eoni anche la morte può morire.

Premetto che questo articolo non intende sviscerare la letteratura di Lovecraft, vuole essere invece uno strumento per interpretare in chiave lovecraftiana il tema delle armi nucleari. Segnalo anche la monografia su Lovecraft fatta da Rick DuFer che ha ispirato questa riflessione

Antiche civiltà, mostri dormienti e libri maledetti. L’essere umano come insignificante puntino nei disegni del cosmo. In una parola: follia. D’altronde, il padre dei Grandi Antichi deve averla incontrata più volte nel corso della sua vita. Le storie di Lovecraft raccontano di personaggi sempre inquieti che provano, invano, a fare un po’ di luce nel bui pesto dell’ignoto.

La sanità mentale di un essere mortale non regge alla vista della verità che si cela dietro alcuni misteri

Funziona così: ci imbattiamo in un vecchio idolo, misteriosa scultura di una creatura mai vista prima. O nel diario di un misterioso antenato, il cui passato fa sorgere dei dubbi sulla bontà della nostra anima. Oppure si scorgono da lontano le rovine di una città senza nome, in un deserto di civiltà costrette al silenzio. La curiosità ci spinge a far luce su questi misteri. Peccato che la nostra impellente necessità di capirci qualcosa venga meno con l’avanzare della scoperta. Ogni indizio genera un altro mistero.

Ecco la realizzazione di essere impotenti di fronte all’angoscia: l’escalation della paura tra Lovecraft e armi nucleari

Eppure non possiamo fare a meno di porci delle domande. Perché, seppur intimoriti, vogliamo avere delle risposte a queste nostre domande, quando ci va bene. Quando no, cerchiamo rassicurazioni, frasi fatte e realtà alternative ( altro che pensiero laterale!). Sono due modi diversi per addolcire il malessere che lascia la nostra ignoranza. Ad esempio Lovecraft ha affrontato le sue inquietudini facendo di queste una carriera letteraria. La noncuranza è ciò che ha stipato per anni il dibattito sulle armi nucleari: non commettiamo anche oggi lo stesso errore! Se non altro, cos’ha di diverso una bomba atomica dal grande Cthulhu?

Quando le stelle si saranno allineate alcune forze ignote libereranno i corpi dei Grandi Antichi. […] I sacerdoti segreti faranno risorgere il Grande Cthulhu dalla tomba per ripristinare il suo dominio sulla Terra… L’umanità diverrà come i Grandi Antichi: libera e selvaggia, al di sopra del bene e del male, senza leggi né morale. […] Gli Antichi liberati insegneranno all’umanità nuovi modi di urlare e uccidere, e tutta la Terra brucerà in un olocausto di estasi e libertà.

Le testate nucleari preoccupano l’umanità fin dal  secondo dopoguerra. Le bombe atomiche sganciate su Hiroshima e Nagasaki sono un punto di non ritorno per il modo di intendere i conflitti. La guerra è SEMPRE sbagliata, ma il conflitto nucleare tra le superpotenze mondiali non è una guerra. È il giorno dell’Apocalisse.

Non è tollerabile l’idea di risolvere le controversie internazionali minacciando l’utilizzo di testate nucleari

Eppure non ci è voluto molto per nominare gli ordigni infernali. Poche ore dopo l’invasione dell’Ucraina, Vlad the Mad  parlava già con una certa disinvoltura delle forze strategiche di deterrenza nucleare della Madre Russia. Non l’ultima disperata risorsa bellica quindi, ma piuttosto una minaccia che tiene il mondo col fiato sospeso. Le parole dell’ultimo zar hanno mandato nel caos l’opinione pubblica, rendendo popolare la tesi della resa incondizionata. Perché diciamo la verità, spesso il pacifismo ideologico è la giustificazione alla quale appigliarsi per nascondere la paura dell’escalation nucleare.

La carta della minaccia nucleare è stata giocata fin da subito: non ci staremmo mica abituando a sentire mostruosità del genere?

Siamo sottoposti a un numero sempre più grande di stimoli, di conseguenza si alza anche la nostra soglia dello stupore. Questo spiega come mai ci siamo abituati a leggere dichiarazioni sulle armi nucleari a giorni alterni. Oltre a sperare che non accada mai uno scenario del genere, bisognerebbe anche intavolare più dibattiti sulla riduzione del numero di ordigni ( come accadeva negli anni della Guerra Fredda). Non c’è persona di sinistra, di destra o di qualsivoglia ideologia che dovrebbe sottrarsi alla volontà di chiedere all’unanimità il disarmo nucleare. 

Il dibattito pubblico sembra evitare il tabù delle armi nucleari

Smontato poco fa il pacifismo di sopravvivenza, smontiamo anche un’altra questione: l’invio delle armi. I fatti sono questi: mentre nei talk show e sui social si discute sull’invio delle armi in modo ideologico, il governo continua a supportare militarmente l’Ucraina. Come spesso accade in Italia, le polemiche che trovano più spazio sono quelle meno necessarie. Si continua invece a evitare il tabù della Terza guerra mondiale. Forse per paura che gli italiani rompano a sassate le vetrine delle farmacie per saccheggiare le scatole di iodio rimaste. Non ci resta che piangere.

Non abbandoniamo il mondo all’imprevedibilità di Cthulhu

Ogni battaglia politica è partita da un semplice ma fondamentale passo: parlarne. I marinai hanno visto il grande Cthulhu risvegliarsi e hanno perso la testa per sempre. Ciò non toglie l’importanza della raccomandazione che hanno lasciato in eredità: non svegliare quella creatura che può annichilire la vita degli uomini. 

Da qualche parte nell’oceano, in qualche abisso profondo, dorme da decenni una creatura letale per le vite di questo pianeta. Contrariamente a quello che si potrebbe pensare, non viene dallo spazio, e nemmeno da un’altra dimensione. Pare infatti sia frutto della mente umana…

Matteo Petrillo

 

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