Filippo Brunelleschi: non solo l’architetto della Cupola

Simbolo di Firenze, immortalata su ogni cartolina: chi non conosce la cupola di Santa Maria del Fiore?
Il genio dietro la cupola del Duomo di Firenze è Filippo Brunelleschi, il primo architetto  rinascimentale e, forse, il primo e vero proprio architetto moderno.

Le origini di Filippo Brunelleschi

Nato a Firenze nel 1377, Filippo Brunelleschi è il figlio di Ser Brunellesco Lapi, notaio che fu anche ambasciatore alla corte dell’imperatore Carlo IV.
La famiglia Brunelleschi vive poco lontano dal cantiere di Santa Maria del Fiore, dove i lavori proseguono fra un’epidemia di peste e l’altra, se non minacciati dalla guerra con Milano. Se ne parla anche a casa Brunelleschi, dato che ser Brunellesco è una delle persone che, nel 1367 aveva scelto il progetto della Cupola di Neri di Fioravanti. Non sapeva di certo che sarebbe stato suo figlio, anni dopo, a realizzarla!



Brunelleschi studia le materie del quadrivio, il percorso di studi per i futuri professionisti. Al giovane Filippo, però, piace disegnare e piace la meccanica. Il padre, seppur dispiaciuto, decide di assecondarlo. Filippo va a bottega dall’orafo Benincasa Lotti, nel quartiere di Santa Croce. Secondo la biografia di Brunelleschi di Antonio Manetti, suo allievo, è nella bottega del Lotti che dà vita ad un modello di sveglia meccanica, che sarebbe il primo della storia: il destatoio.

La guerra contro Milano continua e gli artisti fiorentini, nel 1400, si recano a Pistoia a lavorare nella Cattedrale di San Zeno. Brunelleschi, ora orafo, ci va, così come quello che sarà il suo eterno rivale, Lorenzo Ghiberti. C’è però anche un allievo di Ghiberti: Donato di Niccolò di Betto Bardi, figlio di uno dei ribelli della rivolta dei Ciompi. Noi, oggi, lo conosciamo come Donatello: sarà il più grande amico di Filippo Brunelleschi.

Filippo, nel 1401, torna a Firenze: l’arte di Calimola (l’associazione dei Mercatanti, ovvero i mercanti di tessuti) ha indetto un concorso che sarà centrale per il giovane Filippo.

Il concorso del 1401 ed il viaggio a Roma

Il concorso del 1401 chiede la realizzazione di una formella in bronzo per aggiudicarsi la realizzazione della Porta Nord del Battistero di Firenze. Brunelleschi partecipa, così come  il suo rivale storico: Lorenzo Ghiberti, ed è lui a vincere.

La delusione cocente di Brunelleschi lo spinge a lasciare Firenze. Con lui parte il fido Donatello ed i due passano vari anni a Roma, dove studiano le antichità romane. Per loro è una formazione importante e parecchi artisti successivi faranno lo stesso.

Un personaggio eclettico

Filippo Brunelleschi è passato alla storia come un personaggio del tutto particolare.

Non ha problemi ad alzare la voce con le persone più importanti di Firenze.
Ad esempio, litiga con Cosimo de’ Medici quando questi rifiuta il suo progetto per il Palazzo Medici, strappando il foglio in due. Quando il suo figlio adottivo, Andrea il Buggiano, scappa a Napoli con i suoi soldi, lo fa recuperare nientemeno che da Papa Eugenio IV.



Esigentissimo sul cantiere, pretendeva che i suoi progetti fossero rispettati al meglio. Litiga con l’amico di  una vita, Donatello, perché interviene sul suo progetto della Sagrestia Vecchia senza informarlo.

La biografia più accurata è quella di Antonio Manetti, suo allievo, che ne riporta tutto il lato umano, dai litigi con gli operai del cantiere alle beffe passate alla storia, come quella del Grasso Legnaiuolo.

Eclettico è anche il suo lavoro: oltre alle ben note chiese, come quella di San Lorenzo, o allo Spedale degli Innocenti, Filippo ha costruito una serie di macchine idrauliche e da guerra per la Repubblica di Firenze.

Inoltre, importantissimo è anche il suo lavoro come scenografo: una delle sue scenografie, quella dell’Annunciazione per la chiesa di San Felice in Piazza, ispirò la Natività Mistica di Botticelli. Un’altra ancora, all’epoca una delle più famose d’Europa, è la scenografia dell’Annunciazione per il Concilio di Firenze, il cui effetto oggi sopravvive nello scoppio del carro, tradizione ancora viva a Firenze il giorno di Pasqua.

La Cupola di Santa Maria del Fiore

Un secondo concorso, indetto nel 1418 dall’Opera del Duomo di Firenze, chiede la realizzazione di un modello per la cupola del Duomo, la quale è in effetti il dilemma ingegneristico del Rinascimento. Dopo un primo concorso del 1367, nel 1418 Firenze ci riprova: è Filippo Brunelleschi a vincere.

L’innovazione del suo progetto è nella creazione di una cupola senza sostegni in legno, in grado di resistere alle spinte della base (tamburo) su cui poggia. Insomma, è una cupola che si sostiene da sola: i mattoni, con la spina di pesce di derivazione romana – opus spicatum -, si sostengono da soli. Altra particolarità è che la cupola esterna ne contiene una interna, con un ballatoio percorribile e degli anelli interni a sostenere la struttura.

Sul cantiere, inizialmente, lavora anche Ghiberti: con uno stratagemma, però, Brunelleschi si finge malato e chiede al Ghiberti di sostituirlo.
Ciò si rivela fallimentare, Ghiberti non ne è in grado, con soddisfazione di Filippo, “vendicandosi” per il concorso del 1401.Infine, Lorenzo Ghiberti lascia il cantiere della cupola nel 1423, delegato a lavorare “soltanto” per le porte del Battistero.

Il genio di Filippo Brunelleschi si concentra per molti anni della sua vita sulla Cupola, che viene inaugurata il 25 marzo 1436.



Filippo si occupa anche della lanterna, una piccola struttura in cima alla Cupola che ha sia funzione decorativa che strutturale, ma non riuscirà a vederla finita. Filippo muore a Firenze nel 1446, mentre la lanterna verrà ultimata nel 1461.

Oggi Brunelleschi riposa all’interno del Duomo, sotto la sua, tanto amata e sognata, cupola impossibile.

Giulia Terralavoro

 

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