Il ghiaccio dei monti di Plutone è diverso da quello delle montagne Terrestri

Lo studio sul ghiaccio dei monti di Plutone è stato pubblicato su Nature Communications.




Strane montagne innevate

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Il ghiaccio dei monti di Plutone: A sinistra, la regione “Cthulhu” vicino all’equatore di Plutone, a destra le Alpi sulla Terra. Due paesaggi identici creati da processi molto diversi. (credits:NASA/Johns Hopkins University Applied Physics Laboratory/Southwest Research Institute and Thomas Pesquet/ESA)

Conosciamo il ghiaccio dei monti di Plutone sin dal 2015, quando New Horizons ci ha mostrato uno spettacolo naturale molto familiare. Infatti, a un primo esame le montagne innevate di Plutone non si direbbero così diverse dalle nostre. Un paesaggio del genere non lo abbiamo ancora osservato altrove nel Sistema Solare. Soprattutto perché sulla Terra siamo abituati a temperature atmosferiche che scendono man mano che si sale di altitudine. Invece, su Plutone la temperatura diventa più alta man mano che si sale, a causa delle radiazioni solari. Quindi da dove vengono il ghiaccio e la neve di Plutone? Volendo rispondere alla domanda, un team di ricerca capeggiato da scienziati del Centre National de la Recherche Scientifique (CNRS) ha analizzato la questione.

Non esattamente neve

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Il ghiaccio dei monti di Plutone: interpretazione artistica di come dovrebbe apparire un paesaggio della superficie di Plutone. (credits: ESO/L. Calçada under CC 4.0)

Plutone è ricoperta da numerosi depositi di metano, a volte diluito nell’azoto. All’interno dell’oscura regione equatoriale chiamata Cthulhu, si può osservare il luccichio della brina, contenente metano, che ricopre crateri, pareti e certamente la punta delle montagne. La somiglianza con alcuni paesaggi terrestri è impressionante, ma è pur sempre solo una somiglianza. Infatti, il metano è ovunque su Plutone. L’elemento è presente in forma gassosa nell’atmosfera tanto quanto l’umidità è presente sulla Terra. Seguendo questa pista, i ricercatori hanno analizzato il clima di Plutone utilizzando simulazioni numeriche ad alta risoluzione. I dati ottenuti mostrano come i processi di formazione del ghiaccio di metano siano completamente diversi da quelli che avvengono nelle nostre montagne.

Differenze sostanziali

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Il ghiaccio dei monti di Plutone: Sulla Terra la neve si condensa in alta quota perché l’aria si dilata durante i movimenti ascendenti, e quindi si raffredda (alla velocità di 1 ° C circa ogni 100 m). Su Plutone, il ghiaccio di metano si forma sulle vette delle montagne quando sono abbastanza alte da raggiungere i livelli atmosferici superiori, che sono più caldi e ricchi di metano. (Credits:Tanguy Bertrand et al.)

L’atmosfera di Plutone è ricca di metano gassoso a basse altitudini. Di conseguenza, solo le vette delle montagne abbastanza alte raggiungono questa zona densa di metano. Qui l’aria ne contiene abbastanza da condensarsi. Ad altitudini inferiori, l’aria è troppo povera di metano perché si trasformi in ghiaccio. I depositi di metano potrebbero non derivare dal raffreddamento dell’aria che si muove verso l’alto (come sul nostro pianeta) ma da un addensamento del metano gassoso. Il processo è indotto dalla circolazione aerea a pochi chilometri sopra le pianure di Plutone, che favorisce la condensazione del metano sulle cime delle montagne. Questa ricerca potrebbe quindi spiegare perché gli spessi ghiacciai costituiti da metano osservati altrove su Plutone sono irti di spettacolari creste scoscese come il Tartarus Dorsa. Differentemente, i ghiacciai della Terra, costituiti da acqua, sono piatti.



Daniele Tolu

 

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