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Home Attualità

Giustizia all’azoto. L’Alabama propone il gas letale come metodo di esecuzione capitale

by Andrea Umbrello
22 Gen 2023
in Attualità, Diritti Umani
Reading Time: 4 mins read
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Il 2022 ha registrato una decrescita delle esecuzioni capitali negli Stati Uniti d’America. So che ci piacerebbe pensare a una latente autoanalisi della superpotenza, addirittura al ripensamento di un Paese che poco più di un biennio fa, sotto l’amministrazione Trump, ha ripristinato la condanna a morte federale. Non è andata proprio così. Quale è stata, allora, l’immistione che ha provocato il calo delle esecuzioni penali? Apparirebbe quasi buffo, se non si trattasse di un argomento tanto delicato, sapere che la ragione si intravede nella imprecisione dell’adempimento. Pare, infatti, che durante le ultime condanne a morte, qualcosa sia andato storto. Per ovviare la topica, l’Alabama propone il gas letale, esacerbando una pratica già di per sé drammaticamente disumana.

L’Alabama propone il gas letale, preferendolo tra le tecniche di condanna a morte

L’Alabama propone il gas letale, sommandolo alle già arcinote tecniche di esecuzione capitale, riaprendo, così, il dibattito circa il valore etico della più postrema tra le condanne. Quello della giurisprudenza è un vocabolario arido, anodino, anche quando tratta assunti di peso considerevole, come la pena di morte. L’ordinamento la definisce “una sanzione penale la cui esecuzione priva il condannato della stessa vita”. Parliamo, a ben vedere, di una soluzione estrema, medioevale, inflitta solo a reati considerati di gravissima entità. Tra questi rientrano, ad esempio, l’alto tradimento, lo spionaggio, l’omicidio e il terrorismo. A causa della sua brutalità, connessa anche alle modalità di esecuzione, è oggi osteggiata da numerose associazioni, tra cui Amnesty International.

Già saldamente contrastata da Cesare Beccaria nel suo Dei delitti e delle pene, fin dal 1774 venne da questi considerata “una guerra della Nazione contro il cittadino”, denotata da spietata crudeltà. Malgrado il tentativo di repressione, già saggiata durante l’illuminismo, la pena capitale è ancora oggi praticata in circa 80 Paesi. Tra i metodi ancora in vigore, i più adoperati sono l’impiccagione, soprattutto nei Paesi islamici, nei quali si arriva sul patibolo anche per condanne quali la sodomia e l’apostasia; la fucilazione; la sedia elettrica e l’iniezione letale.

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Con il gas letale, l’Alabama rifugge le altre tecniche imprecise

Joe Nathan James, Kenneth Eugene Smith e Alan Eugene Miller. Sono i nomi degli ultimi condannati a morte nello stato dell’Alabama lo scorso novembre. Delle tre pene capitali comminate solo una, quella del primo, ha visto compimento. James muore nella camera delle esecuzioni del penitenziario di Atmore a conclusione di una trafila durata più di tre ore, durante la quale, dopo numerosi tagli e lacerazioni eseguite sul braccio, il boia riesce finalmente ad iniettare la sostanza letale.

Gli altri due verranno salvati dall’imperizia degli esecutori, dopo aver riportato le medesime ferite. Smith, ad esempio, resta sdraiato su un lettino, sotto le bianche luci al neon, per più di un’ora, lacerato da profondi tagli, in cerca della vena nella quale affondare l’ago. Non ci si riesce e questo decreterà la sua salvezza. Il 2022, infatti, oltre ad aver catalogato un numero inferiore di uccisioni, verrà ricordato come l’anno delle esecuzioni fatte male.

Morire per ipossia da azoto

Un numero, il 7, e un simbolo, la n. Proprietà chimiche inique: incolore, inodore, insapore e inerte. Sembrerebbe un elemento tra i più disgraziati della tavola periodica. Eppure, se sostituito con il coefficiente immediatamente successivo può provocare la morte. Non è necessaria una specializzazione in chimica per sapere che l’azoto è un gas inerte, di per sé non velenoso ma fondamentale, tant’è che compone per il 79% l’aria che respiriamo, mentre il 21% di questa è fatta di ossigeno. Un elemento innocuo, quindi. Se, però, una camera a gas o una maschera venisse privata di ossigeno ed empita solo di azoto, l’epilogo sarebbe l’asfissia. L’Alabama, fino ai recenti episodi di esecuzioni grossolane, ha mantenuto l’iniezione letale come metodologia prediletta di pena mortale, concedendo la libertà di optare per l’ipossia. L’aumento degli errori ha costretto il governo a pensare una alternativa.




Rivedere un po’ il concetto morale di esecuzione capitale sarebbe stato troppo avanguardista, perciò l’Alabama ha ben pensato di rendere la morte per ipossia scelta maggioritaria di decesso a seguito di condanna a morte. Il termine potrebbe farci intendere si tratti di una sorta di camera a gas. In realtà il meccanismo è un po’ più complesso.  L’attuale piano governativo, in via di definizione e approvazione, prevede l’utilizzo di una maschera sigillata congiunta a una sorgente di gas azoto, allacciata al prigioniero paralizzato da lacci e fasce. L’azoto sostituisce l’ossigeno, causando prima stordimento, poi uno stato di incoscienza e, infine, il decesso per ipossia. Il gas, oltre ad essere economico, è, però, anche molto pericoloso. Una perdita potrebbe, ad esempio, coinvolgere il personale addetto all’esecuzione.

Airgas si oppone alla pratica

L’Alabama propone il gas letale e il primo a opporsi è proprio il suo fornitore. La compagnia Airgas, maggiore rete di distribuzione di gas confezionato negli Stati Uniti, che conta ben 24 filiali solo in Alabama, sembra non condividere la scelta del governo. Lo Stato federale compra dalla azienda qualcosa come 280.000 dollari di gas l’anno, soprattutto per usi industriali o di sicurezza.

Se l’impiego del prodotto deve avere un fine ritenuto poco etico dalla filosofia dell’industria, però, Airgas si dice pronta a fare un passo indietro negli accordi. Senza mezzi termini, la compagnia di distribuzione ha definito “non conforme ai valori della azienda” la vendita del gas per l’impiego nelle esecuzioni capitali e si è detta pronta a slacciare legami statuari se lo Stato non dovesse recepire il messaggio. Che sia proprio il rivenditore dell’ “innocuo“ gas a nutrire un autoriflessione sul valore etico e umano della pena di morte?

 

Tags: AlabamaAmericadiritti umaniesecuzione capitalegiustiziaipossia da azotoPena Di Mortestati uniti
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