I Darwin Awards dell’antichità: l’umanità ha cominciato bene

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I famosi Darwin Awards sono premi ideali concessi a coloro che si sono rimossi dal pool genetico umano, uccidendosi o sterilizzandosi in modo particolarmente spettacolare. L’idea di fondo è che costoro siano benemeriti del genere umano, perché il loro involontario sacrificio ha evitato che fosse perpetuata nella prole la loro stupidità. Una raffinata perfidia…

dea Cibele
Simulacro della dea Cibele

È altresì un vero peccato che i Darwin Awards siano nati solo nel 1993. Infatti, i millenni passati non furono certo scevri di buoni candidati. Nati (e morti) troppo presto per ottenere l’ambito (?) riconoscimento. Un’ingiustizia della storia.

 

L’urgenza di ripararla ci è nata da questo articolo, pubblicato proprio su Ultima Voce: la vicenda di Qin Shi Huang, primo imperatore della Cina unita. Cercò nell’alchimia taoista un metodo per divenire immortale. Morì nel 210 a.C. … probabilmente, a causa delle pillole a base di mercurio che ingeriva per rendersi eterno. Un Darwin Award monumentale, rispetto al quale gli altri parranno scarsamente meritati. Ma speriamo di non deludervi.

 




Cibele era una figura divina di Grande Madre, venerata in Asia Minore fin dal II millennio a.C., poi conosciuta anche in Grecia (VI-V sec. a.C.) e a Roma (II sec. a. C.). Il suo santuario principale era a Pessinunte, in Frigia. Non era un brutto culto, se consideriamo che veniva dall’entusiasmo per la vita e il rinnovarsi della natura. Soltanto che… nell’orgiasmo sfrenato, potevano capitare alcuni incidenti. Per esempio, l’autoevirazione, come avveniva ai devoti detti Galli. Anche se i nostri lettori, probabilmente, li apostroferebbero col nome d’altri animali, ai galli molto simili.

 

Ovidio (Trist. III XI 41-54) racconta che Falaride, tiranno di Agrigento tra il 570 e il 555 a.C., possedeva un fantasioso strumento di tortura: un toro di bronzo nel quale arrostiva vivi i nemici, i cui lamenti fuoriuscivano in forma di muggiti. Non ci sono prove che il metallico bovino sia davvero esistito. Ci interessa, però, la leggenda dell’ateniese Perillo. Fu questi a inventarsi quel marchingegno così benefico per l’umanità e ad offrirlo al tiranno, per ingraziarselo. Falaride, che era un vero signore, ricompensò Perillo concedendogli di sperimentare per primo la magnifica invenzione. La piaggeria paga sempre…

 

Il filosofo Empedocle di Agrigento (492-430 a.C.) è una figura di scienziato, poeta e taumaturgo che meriterebbe di essere approfondita anche in altre sedi. Qui, ricordiamo solo la morte leggendaria che gli è attribuita da Diogene Laerzio (Vitae philos. VIII 2). Un personaggio tanto straordinario non avrebbe certo potuto andarsene come un comune mortale, suvvia. Anzi: era sicuramente un dio. E, per provarlo, scomparve tuffandosi nell’Etna senza batter ciglio. Un atto che ha fatto entrare in crisi il primato di Qin Shi Huang nei Darwin Awards. Chissà come stanno disputando la questione, quei due grandi spiriti nell’Aldilà…

 

Studiando la storia, si piange; e, sovente, si piange ridendo (o viceversa). Il tutto a causa di un pensiero dominante: se “il buon giorno si vede dal mattino”… cosa dovrà aspettarsi l’umanità, con albori del genere?

 

Erica Gazzoldi

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