• Contatti
  • Cookie Privacy Policy
domenica, 9 Agosto 2026
Ultima Voce
  • Home
  • Archivio
  • Segnalazioni
  • Contatti
  • Home
  • Archivio
  • Segnalazioni
  • Contatti
Nessun risultato trovato
Guarda tutti i risultati
Ultima Voce
Nessun risultato trovato
Guarda tutti i risultati
Home Attualità

Il Decreto Salva Ilva è un ritorno al passato (ma senza futuro)

di Ultima Voce
07 Gen 2023
in Attualità
Tempo di letturaMin Lettura
A A
0
Decreto Salva Ilva
Share on FacebookShare on Twitter

Dalla parte di chi lotta per essere riconosciuto,
dell’essere umano e dei suoi diritti.
Contribuisci a preservare la libera informazione.

logo paypal

Produzione, ad ogni costo. E’ questo l’imperativo che governa questi tempi, non a caso, difficili. Il Decreto Salva Ilva, varato dal governo lo scorso 28 dicembre, ne è l’ennesima dimostrazione. Il co-portavoce di Verdi-Sinistra Italiana Angelo Bonelli lo ha definito un “salvacondotto di Stato“; d’altra parte il decreto sancisce che, in caso di comprovata violazione di norme ambientali o sulla sicurezza del lavoro, a cui possa conseguire una sanzione interdittiva dell’attività dell’ente, il giudice: “in luogo dell’applicazione della sanzione, dispone la prosecuzione dell’attività dell’ente tramite un commissario”. Quanto siano ampi i poteri di questo “potestà” imprenditoriale non è ancora chiaro, mentre di certo rimangono solo le perplessità. A partire dalla costituzionalità della norma, il cui precedente con più analogie- il Decreto Salva Ilva emanato nel 2012- fu bocciato dalla Corte Costituzionale.

Decreto Salva Ilva, tutelare il lavoro o la salute pubblica?

Quella dell’Acciaieria Ilva è una partita difficile, che va avanti da più di dieci anni. Da una parte 20 mila posti di lavoro, senza i quali molte famiglie finirebbero sul lastrico, dall’altra il diritto alla salute degli stessi lavoratori e di un‘intera comunità, messo seriamente a repentaglio da questa attività industriale, come mostrano i dati sull’incidenza dei tumori nella città di Taranto.

Il governo Meloni ha scelto di far pendere l’ago della bilancia verso il lavoro, senza esitazioni. Con questo provvedimento, infatti, il giudice, dopo aver valutato la sussistenza di violazioni di norme ambientali o di sicurezza sul lavoro- cioè le leggi a difesa delle vittorie sindacali del passato, mai completamente al sicuro, e dei temi per cui si battaglia ancora oggi- viene esautorato dalla sua funzione di applicazione delle relative sanzioni. Al suo posto un commissario, di cui non si conoscono ancora i poteri discrezionali, predisporrà la prosecuzione dell’attività.

RELATED STORIES

validità illimitata

Documento d’identità, validità illimitata per i cittadini over 70 da oggi

30 Luglio 2026
minimo storico delle nascite nascite in meno

Minimo storico delle nascite nel 2025, solo 355mila nuovi nati

29 Luglio 2026

I precedenti: un passato che riaffiora

Certo, l’esecutivo in carica non ha cambiato rotta rispetto ai suoi predecessori (anzi…) ma, a differenza loro, avrebbe la fortuna di poter imparare dal passato.

Nell’ormai lontano 2012 l’allora ministro Corrado Clini varò un suo Decreto Salva Ilva, che per molti versi richiama quello emanato lo scorso 28 dicembre. Il risultato, però, non fu dei migliori: il provvedimento fu bocciato dalla Corte Costituzionale. Ma in quel caso l‘autorizzazione integrata ambientale, necessaria per certificare il rispetto, da parte dell’attività industriale, della normativa europea sull’inquinamento, doveva essere ottenuta entro il 2015. 3 anni di tempo, dunque, ritenuti sufficienti per bilanciare al meglio il diritto al lavoro e quello alla salute.

Ma ad oggi sono passati quasi11 anni dal primo sequestro dell’acciaieria, e nel frattempo ne è passata di acqua sotto i ponti:  la CEDU ha condannato per due volte l’Italia per aver subordinato il diritto alla salute dei tarantini alla necessità di produrre acciaio; un rapporto dell’Onu ha definito Taranto “zona di sacrificio” ed ora sarà la Corte di Giustizia Europea a esprimersi sul caso, rimesso dal tribunale di Milano, in merito alla violazione della direttiva UE 2010 sull’inquinamento industriale.

Insomma, nonostante la continuità con cui le sentenze dei tribunali smentiscono l’altrettanto costante politica italiana sul caso Ilva, non sembra che il governo abbia intenzione di deviarne il corso. Resta da capire se si tratti di caparbietà o testardaggine (e quindi ottusità).

I punti oscuri e le reazioni al Decreto Salva Ilva

Come detto in precedenza, la prosecuzione dell’attività sarà garantita non solo in caso di violazione di norme ambientali, ma anche di norme inerenti la sicurezza sul lavoro. Evidentemente il passato continua ad essere scordato troppo in fretta.

Il 2 giugno 2015 morì nell’Altoforno 2 l’operaio Alessandro Moricella, e la magistratura sequestrò l’impianto, in quanto non sicuro per i lavoratori. A salvare, ancora una volta, l’acciaieria dalle sue colpe fu l’allora governo di Matteo Renzi che, tramite decreto, riabilitò l’azienda alla produzione. Peccato che, qualche tempo dopo, la consulta bocciò il provvedimento. Forse a Palazzo Chigi hanno la memoria corta.

Mentre Maurizio Rizzo Striano, legale dell’associazione Genitori Tarantini ETS , scrive che: “L’urgenza esiste ma in senso contrario, perché l’unica urgenza sarebbe quella di chiudere gli impianti che tuttora causano morte e malattia”, e la giornalista Rosy Battaglia, autrice dell’inchiesta “Taranto chiama”, commenta che il decreto: “riporta la città e la fabbrica a dieci anni fa, ponendosi contro tutte le sentenze della magistratura, a partire dalle condanne del processo Ambiente Svenduto”, nello stesso provvedimento si può leggere che esso non sarà applicabile solo al caso Ilva, ma a tutti gli impianti di “interesse strategico nazionale”. 

Quali siano i criteri che definiscano un impianto come “di interesse strategico nazionale”, non è chiaro, e ciò non è certamente una buona notizia. Vedremo quali saranno i prossimi sviluppi  e se anche questo decreto si infrangerà contro il muro giuridico della nostra Costituzione. Ad oggi il rischio più incombente sembra quello di un ritorno al passato, ma che non ha futuro.

Daniele Cristofani

 

 

 

 

Tags: AcciaiodecretoGovernoIlvaMeloni
CondividiTweetInviaCondividi

Iscriviti alla nostra newsletter

Può interessarti anche questo

validità illimitata
Attualità

Documento d’identità, validità illimitata per i cittadini over 70 da oggi

30 Luglio 2026

Una misura che punta alla semplificazione amministrativa Dal 30 luglio entra in vigore una significativa...

minimo storico delle nascite nascite in meno
Attualità

Minimo storico delle nascite nel 2025, solo 355mila nuovi nati

29 Luglio 2026

Un Paese che continua a perdere nascite L'Italia si trova di fronte al costante calo...

estendere il divieto di fumo sigaretta elettronica fumo tabagismo
Attualità

Estendere il divieto di fumo negli spazi pubblici, Spagna

23 Luglio 2026

La Spagna si prepara a imprimere una svolta significativa alle proprie politiche di contrasto al...

divieto di accesso ai social war feed twitter
Attualità

Divieto di accesso ai social per gli under 15, Francia

22 Luglio 2026

La Francia compie un passo introducendo una delle normative più rigorose mai adottate per regolamentare...

Prossimo articolo
Rom in Europa

Essere Rom in Europa, tra vulnerabilità e discriminazione

Nessun risultato trovato
Guarda tutti i risultati

Guest Authors

Giulio Cavalli |Giovanna Mulas | Sabina Guzzanti |Susanna Schimperna | Francesca de Carolis| Luigi Colbax | Alessandro Ghebreigziabiher| Oliviero Beha|Bruno Ballardini Rosanna Marani| Barbara Benedettelli | Carlo Barbieri | Roberto Allegri| Pino Aprile|Otello Marcacci| Carlo Nesti|Carlo Negri| Massimiliano Santarossa| Livio Sgarbi|Alessandro N. Pellizzari |Clara Campi| Marilù S. Manzini| Erika Leonardi|Dario Arkel| Maurizio Martucci| Paolo Brogi| Ettore Ferrini|Adriano Ercolani|Paolo Becchi|Alessia Tarquinio| Selvaggia Lucarelli| Fabrizio Caramagna | Iacopo Melio |

logo paypal

Ultima Voce Best Topics

ambiente arte attualità bambini Calcio Cina Cinema coronavirus Covid-19 cultura diritti umani donald trump Donne economia Europa film Francia guerra Israele Italia Lavoro Libri Matteo Salvini migranti Milano musica nshr Onu Palestina politica razzismo Ricerca roma Russia salute Salvini Scienza Scuola società stati uniti storia Trump unione europea Usa Violenza

FAQ E CONSIGLI UTILI

Guide & Tips 

Contatta La Redazione

Scrivi a :
– info@ultimavoce.it
– collaborazioni@ultimavoce.it
– advertising@ultimavoce.it
– candidature@ultimavoce.it

Read More…
fandangolibri1.png
chiarelettere11.png
WhatsApp-Image-2023-01-17-at-09.39.24-e16739484187331.jpeg
LOGO-FFF1.png
luis1.png
Logo_24ore1.png
moton1.png
UNITO1.png

Le foto presenti su ultimavoce.it sono state in larga parte prese da Internet, e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione – indirizzo e-mail info@ultimavoce.it, che provvederà prontamente alla rimozione delle immagini utilizzate.

Testata Giornalistica registrata presso il Tribunale di Brescia n° 8/2021 del 15/03/2021. Direttore Responsabile: Gianluca Lucini / Direttore Editoriale: Andrea Umbrello

  • Home
  • Contatti
  • Privacy Cookie Policy
  • Guide Utili

© 2020 - Ultima Voce. All Rights Reserved

Nessun risultato trovato
Guarda tutti i risultati
  • Home
  • Archivio
  • Segnalazioni
  • Contatti
  • Cookie Privacy Policy

© 2020 – Ultima Voce. All Rights Reserved.