Kabul sotto attacco: poco fa un’esplosione ha scosso la città

Kabul è stata di nuovo colpita da un attacco terroristico. La cittadina dell’Afghanistan ha avuto un pessimo risveglio. Un’autobomba, per essere precisi, un’ambulanza, è esplosa davanti ad un check point situato nel bel mezzo della capitale. In quella zona vi sono diversi edifici del Governo tra cui il Dipartimento nazionale della sicurezza e le ambasciate di India, Indonesia e Svezia. In particolare, l’esplosione è avvenuta presso l’ex ministero degli Interni, che ora è la sede dell’Alto Consiglio di pace (Hpc). Dunque, si tratta di un punto strategico, colpito proprio per questo motivo. Gli autori di quest’attentato sono i talebani. Sono stati loro stessi a rivendicarlo, tramite il profilo Twitter del portavoce del movimento, Zabihullah Mujahid. 




Un bilancio delle vittime

Al momento, le vittime colpite sarebbero molto numerose: si contano 40 morti e 140 feriti, a renderlo noto sono alcune fonti ministeriali di Kabul. Ma i numeri aumentano ad ogni secondo che passa. Basta cercare su Twitter con gli hashtag: #Kabul, #KabulAttack; #KabulBlast ecc. per rendersi conto della carneficina che è tuttora in corso. I primi soccorsi sono stati prestati da Emergency: l’ospedale dell’Organizzazione non governativa è pieno di feriti e sfollati. Dopo l’esplosione del kamikaze, il centro di Kabul è stato invaso da una nube di fumo nero e denso, che ha seminato ulteriormente il panico tra la folla.




L’ultimo di una lunga serie di attacchi

Quello di questa mattina è solo l’ultimo di una lunga serie di attacchi sferrati all’Afghanistan, sia dall’Isis che dai talebani. Risale a soli tre giorni fa (24 gennaio) un’esplosione alla sede di Save the Children, avvenuta a Jalalabad. Da notare che lì l’obiettivo è stato una ONG che si occupa della protezione e della tutela dei bambini. I feriti in quell’occasione sono stati 24.

Tra l’altro oggi è il 27 gennaio, la Giornata della Memoria: data di commemorazione per le vittime dell’Olocausto. Dopo oltre 70 anni, sembra che si stia verificando un altro massacro degli innocenti. Allora, oggi più che mai, forse davvero c’è bisogno di più memoria per ricordare le vittime passate, per aiutare quelle presenti e per non crearne di future.

Carmen Morello

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