MiBACT: con la cultura il bilancio è aumentato di 1 mld

Il MiBACT ha pubblicato il report delle attività portate a termine in quattro anni. Un risultato ampio e rilevante nel settore della cultura e del turismo, grazie a un impegno continuo e silenzioso.

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Il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, ha pubblicato il report delle attività 2014|2018  elencando i principali obiettivi raggiunti in questi anni, nei settori di attività del MiBACT.

Il MiBACT ha pubblicato – il 22 febbraio – il report delle attività svolte tra il 2014 e il 2018. Dopo un lungo periodo di tagli, negli ultimi anni, il bilancio MiBACT inizia finalmente a prosperare. Reiterando a livelli pre-crisi e toccando, nel 2018, i 2,4 miliardi di euro. Con un incremento di circa 1 mld di euro e il conseguente aumento dei fondi per i restauri del patrimonio culturale pubblico e privato. Ma anche per il sostegno alle istituzioni culturali del Paese, il funzionamento di musei e soprintendenze.

La propensione all’accrescimento delle risorse ha toccato tutti gli ambiti di interesse del MiBACT. Dalle risorse umane e finanziarie alla tutela, dai musei al paesaggio  e all’arte contemporanea. Coinvolgendo anche gli incentivi fiscali, le imprese culturali e creative, il turismo e la diplomazia culturale. Inoltre il settore cinematografico, audiovisivo e lo spettacolo in questi quattro anni sono passati da 389.847.077 euro a 740.938.530 euro. Tra i quali: la musica, il teatro, la lirica, la danza.




Quattro anni di Governo per la cultura

Il 22 febbraio 2014 Dario Franceschini presta giuramento come Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, Governo Renzi. Occasione  in cui dichiarò: ‘il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo è il principale ministero economico del Paese’. Quanto scrive, e rievoca, nell’introduzione del report delle attività2004|2018. Dichiarando, peraltro, di aver seguito la traccia di quelle prime parole pronunciate da ministro.

Franceschini continua scrivendo: ‘il nostro Paese è sempre stato un intreccio di bellezza, arte, paesaggio e creatività. Di questa sua peculiarità, varia e composita, l’Italia ne ha fatto un tratto fondante della propria identità e un elemento di forza.

Così pronunzia l’articolo 9 della Costituzione italiana. Unica al mondo a individuare la tutela del paesaggio e del patrimonio culturale tra i principi fondamentali: ‘La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione’.

Il risultato è il MiBACT con un bilancio in crescita , nuove assunzioni, ottenendo un concorso straordinario per selezionare 500 funzionari a tempo indeterminato. Tra antropologi, archeologi, architetti, archivisti, bibliotecari e demoetnoantropologi. Competenti in promozione e comunicazione, restauratori e storici dell’arte.

Una cifra incrementata progressivamente che grazie alla legge di Bilancio del 2018, arriverà a 1.000 assunzioni. Nuove virtù e competenze che arricchiranno le professionalità del ministero.

I settori del MiBACT interessati

I risultati ottenuti dal governo in questi quattro anni sono importantissimi. Ed è stato possibile grazi ad un impegno continuo e silente. Un lavoro intenso che ha consentito alle politiche per la cultura e il turismo  di conquistare, in questa legislatura, una nuova centralità. Alcune delle qual irreversibili. A prescindere da chi si troverà al governo nei prossimi anni.

Tra le varie tappe superate in questo quadriennio notevole importanza va al superamento della contrapposizione tra tutela e valorizzazione. Potenziare il nostro patrimonio culturale e artistico non significa minacciarlo o ridurlo a merce. Ma solo favorirne la custodia e la protezione nel migliore dei modi. Ed è la direzione in cui prosegue la riforma del sistema museale.

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Altro passo importante è stato trascendere la mentalità che considerava la collaborazione tra pubblico e privato un tabù piuttosto che un’opportunità. Non a caso il MiBACT ha introdotto l’Art Bonus. Un credito di imposta al 65% per le donazioni in favore della cultura.

Alcuni tra i principali obiettivi raggiunti in questi anni               

Più risorse umane e finanziarie. Per la tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale più risorse umane: lo Stato, a distanza di otto anni dall’ultima selezione pubblica, è tornato a assumere in modo massiccio.

Il potenziamento della tutela. La riforma delle Soprintendenze, con l’aumento dei presidi sul territorio e l’ agevolazione del sistema di tutela.

Il sistema museale nazionale. La riforma MiBACT ha creato il sistema museale nazionale che per la prima volta mette in rete i musei statali, comunali, religiosi e privati.




Il recupero del patrimonio ferito. Il recupero messa in sicurezza del patrimonio culturale in seguito ad un sisma. E, per la prima volta, è stato approvato un Piano nazionale antisismico per il patrimonio culturale.

L’arte contemporanea e le periferie urbane. E’ stata plasmata una Direzione generale per l’arte e le architetture contemporanee e le periferie urbane. Struttura che non esisteva nel Ministero da diversi anni.

La salvaguardia del paesaggio e dei centri storici. Per salvaguardare i luoghi più sensibili del patrimonio culturale sono state adottate nuove norme.

Gli investimenti in educazione, ricerca e formazione. Con la legge n. 107 del 2015 e i protocolli con il Ministero dell’istruzione, università e ricerca è stata reintrodotta la storia dell’arte nelle scuole. Inoltre, grazie all’accordo con il Ministero del Lavoro, i volontari del Servizio Civile Nazionale hanno l’opportunità di svolgere la propria opera. Nei luoghi della cultura.

Cresce l’Italia creativa. Il governo s’impegna fortemente per aumentare i consumi culturali. Un complesso di attività che spaziano dall’architettura alla musica, dalle arti visive al design. Che rappresentano un valore economico di 47,9 milioni di euro.

 

Felicia Bruscino

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