Mondo di Mezzo: richiesta condanna a 5 anni per Alemanno

Le accuse all'ex sindaco sono di corruzione e finanziamento illecito.

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Poco più di quattro anni fa, cominciarono i primi arresti dell’inchiesta che prese il nome di “Mondo di Mezzo”, meglio conosciuta come “Mafia Capitale“. Nella lista degli indagati figurò da subito il nome Gianni Alemanno, ex sindaco di Roma, per il quale ieri pomeriggio è stata richiesta una condanna a cinque anni.

L’inizio

L’inchiesta Mondo di Mezzo ha inizio nel 2012, quando Alemanno è ancora sindaco di Roma. Le indagini si protraggono per due anni, finché, il 2 dicembre 2014,  37 delle 76 persone indagate vengono arrestate. La finanza sequestra inoltre i beni di tutti gli indagati per un valore di 205 milioni di euro, e si verificano numerose perquisizioni che coinvolgono i palazzi del potere romano.

Quello di Alemanno è il primo nome importante che compare nella lista degli indagati, subito seguito da quello di Massimo Carminati, ex terrorista dei NAR.  Ma nella lista figurano anche il presidente dell’Assemblea Capitolina, Mirko Coratti  e due consiglieri regionali, Eugenio Patanè  e Luca Gramazio. Si uniscono poi i nomi dell’ex capo della segre­te­ria diVeltroni, Luca Ode­vaine, e quello dell’ex amministratore dell’AMA, Franco Pan­zi­roni. Infine, compaiono anche Riccardo Mancini, ex amministratore delegato di Eur spa, Riccardo Brugia, storico esponente dell’estrema destra romana e Salvatore Buzzi, presidente della cooperativa “29 giugno”.




Le accuse sono di aver realizzato una organizzazione di stampo mafioso, un “Mondo di Mezzo”, che si muove a metà tra legalità ed illegalità. A capo dell’organizzazione ci sarebbe proprio Carminati, noto per i suoi legami con la banda della Magliana. Carminati avrebbe dunque avuto il ruolo di mediatore tra il Mondo di Sopra dei politici e il Mondo di Sotto dei criminali e delle mafie.

Il ruolo di Alemanno

Secondo l’accusa, Alemanno sarebbe complice di Carminati, e i suoi legami con l’organizzazione gli avrebbero fruttato più di 220mila euro tra il 2012 e il 2014.  Alemanno avrebbe inoltre utilizzato l’organizzazione per la gestione del proprio potere politico, diventandone quindi il complice politico di riferimento. Tutto ciò si traduce nelle accuse di corruzione e finanziamento illecito portate avanti dal pm Luca Tescaroli.

Lunedì è attesa la risposta dei difensori di Alemanno, il quale, tuttavia, continua a dichiararsi innocente.

Francesco Cambilargiu

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