OCSE: le famiglie monoreddito in Italia sono tartassate

In base al report 'Taxing wages’, nel 2018 i soggetti più vessati dalle tasse sono stati i lavoratori single e le famiglie con figli a carico.

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‘Taxing Wages’ è una relazione pubblicata a cadenza annuale che fornisce dettagli sulle imposte pagate sui salari e sul reddito, ma anche sui contributi di previdenza sociale in tutti i paesi dell’OCSE. 

OCSE sta per Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico. Si tratta di un organismo internazionale al quale aderiscono diversi Paesi anche al di fuori dell’Eurozona. Tale ente svolge un’azione di monitoraggio e coordinamento delle politiche nazionali al fine di favorire la crescita economica e la collaborazione tra i Paesi membri.

Le famiglie monoreddito con bambini

Il report di quest’anno relativo al 2018 è stato reso pubblico l’11 aprile. I dati che riguardano il nostro Paese sono sconfortanti. Per i nuclei familiari italiani in cui un solo genitore lavora la situazione è critica, su di loro infatti pesa un cuneo fiscale del 39,1%, al secondo posto tra i più alti dell’OCSE. Di gran lunga superiore alla media dei Paesi industrializzati (26,6%). Anche se inferiore a quello della Francia (39,4%).

I lavoratori single 

Il prelievo fiscale sul lavoratore medio single è invece del 47,9%. Si colloca tra i più alti dei 36 Paesi avanzati e nell’ultimo anno è salito di 0,2 punti. Ci superano solo il Belgio (57,2%) e la Germania (49,5%), ma a fronte di uno stipendio medio molto più alto. La pressione fiscale sui lavoratori francesi è invece leggermente più bassa, si parla del 47,6%,mentre la media OCSE si attesta intorno al 36,1%, in calo di 0,16 punti. 

Salario medio lordo e netto

Il salario medio lordo di un lavoratore italiano è di 45.300 dollari. Molto più basso rispetto agli altri Paesi occidentali ad eccezione del Canada (42.700 dlr). Si posiziona  infatti al 19esimo posto sui 36 Paesi membri ed è inferiore alla media OCSE che è pari a 46.100 dollari. Tuttavia al salario lordo bisogna sottrarre i contributi sociali (9,5%) e l‘imposta sui redditi (21,9%). Ciò significa che i soldi che finiscono effettivamente nelle tasche del lavoratore single italiano al netto delle tasse costituiscono solo il 68,6% del suo salario lordo. Mentre la media OCSE è pari al 74,5%.

Imposta sui redditi e contributi

L’imposta sui redditi è del 16,7% e rappresenta un terzo del totale del cuneo fiscale in Italia. Nella restante parte ci sono i contributi: il 7,2% a carico del lavoratore e il 24% a carico del datore di lavoro. Anche quest’ultimo è tra i più alti dei Paesi dell’OCSE, superato solo da Francia (26,5%), Repubblica Ceca (25,4%) ed Estonia (25,3%). Qui si pone un problema importante: il problema del costo del lavoro.  In Italia il costo totale del lavoro è di 59.600 dollari a parità di potere di acquisto (PPP).  Vale a dire che è stato fatto un calcolo dei prezzi relativi che esprimono il rapporto tra i prezzi nelle valute nazionali degli stessi beni o servizi in Paesi diversi, quindi le statistiche nazionali sono perfettamente confrontabili tra loro. L’Italia si trova al 18esimo posto sui 36 Paesi OCSE, la cui media è di 53.800 dollari.

                                                                                                                                                                                              Betty Mammucari

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