Anche io non contengo Olio di Palma

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Neanch’io contengo Olio di Palma. Eppure non sto a stressarvi l’anima.

Frollini all’uovo, soffici, fragranti, come quelli che fa la nonna.

Ingredienti: farina di tipo 00, burro, lievito, zucchero, granelli di zucchero di canna, margarina, uova, (direttamente scodellate dal fondo schiena della gallina della nonna materna), e miele.

Fragranti e deliziosi, con il 20% di grassi in meno dei frollini tradizionali; (e certo, questi sono speciali, arrivano direttamente dal pollaio, mica briciole).

Biscotti alla pastafrolla molto famosi, commercializzati dalla notissima azienda italiana, niente meno che “La Mulino Bianco”.

E attenzione attenzione, osserviamo un minuto di religioso silenzio.

Non contengono olio di palma.

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Evviva! Anche questa volta siamo salvi.

Sapevo che non avrei dovuto cimentarmi nella scrittura di un articolo di questa tipologia all’ora di pranzo. Ora ho una fame incredibile, che mi mangerei una palma intera.

Ma partiamo per ordine.

Supermercato, corsia dei dolci, biscotti, prodotti da forno. Ad urlare a squarciagola “senza olio di palma” ormai sono tanti, troppi.

Non sono un’esperta di nutrizione, né tanto meno un’appassionata dell’argomento.

Già mi pregusto deliziandomi alla sola idea delle polemiche, che molto probabilmente questa mia riflessione scatenerà nelle coscienze di quei personaggi che tutto credono di sapere, e nulla mai in realtà conoscono.

Ma sono davvero la sola ad essermi rotta le scatole dei cori da stadio, di quella sequenza interminabile di voci “rassicuranti”, che al termine di ogni spot pubblicitario puntualizzano in corsa, senza neanche respirare, “senza olio di palma”?

Ma che sarà mai questo fantomatico olio di palma?

Un killer silenzioso, che distrugge tutto quello che trova lungo il proprio cammino.

Dalla nostra salute, agli animali, le foreste, l’ambiente dove vivono intere popolazioni, costrette ad emigrare. Sembra essere peggio di King Kong, e che dissemini ovunque panico e distruzione al suo passaggio.

Onestamente credo che gli allarmismi siano sempre troppo esagerati; ottimi per scatenare il panico tra la popolazione, che, aprendo il frigo, inizia a credere che nutrirsi di sola aria possa essere l’unica opzione accettabile.

Ancora una volta i giornalisti pare abbiano accuratamente evitato di fare il loro mestiere, preferendo ululare alla luna “Al lupo al lupo”!

“Attenzione all’olio di palma, tossico e cancerogeno. Allarme dell’agenzia per la sicurezza ambientale”.

Una settimana fa, o poco più, si è svolto a Torino “il salone del Gusto”; ed è proprio lì che ho avuto modo di arricchire il mio patrimonio culturale sull’argomento, (oltre che ad ingurgitare ogni cibo presente sugli stand); e capire, piano piano, chiamando in appello i miei remoti ricordi di chimica organica, di cosa stiamo parlando.

Ricordavo vagamente quanto fosse affascinante la suddetta materia… Ma non immaginavo quanto.

Che ve lo dico a fare: mi sono presa tantissimo dal convegno sull’olio di palma, tanto che sono tornata a casa carica di slide, volantini, opuscoli, depliant… che sembravo una volantinatrice abusiva di qualche negozio biologico.

“l’olio di palma è un grasso saturo”. Mettiamocelo bene in testa. “Generalmente gli olii vegetali appartengono alla categoria grassi insaturi, ovvero quelli che non fanno aumentare il colesterolo cattivo, ma solo quello buono. I grassi saturi, principalmente quelli animali, come il burro, fanno aumentare invece il così detto colesterolo cattivo. L’olio di palma è un grasso saturo, il che lo accomuna, in quanto ad effetti sull’organismo, più o meno al burro”.

Queste sono le nozioni basilari che ho appreso nei primi cinque minuti trascorsi incollata alla seggiola in Piazza San Carlo. Precisiamo; attorno a me spuntavano come funghi donnine dall’aspetto distinto e profumato, visibilmente esperte di nutrizione. Io ero apparentemente la sola capra ignorante in tenuta da fitness… In quanto l’idea iniziale, prima di imbattermi in questo favoloso evento, era quella di mettere il naso fuori casa esclusivamente per andare a correre al Valentino. Ma come si fa a praticare sport con il profumino di pane e salame che ti solletica le narici? Tornando alla serietà.

Purtroppo, questa semplice composizione dell’olio di palma non viene mai menzionata da nessun giornale. Qual è il pensiero comune? L’aspetto principale sembra essere ancora quello di eliminare il suddetto demone dalle nostre tavole. Ovviamente senza menzionare in alcun modo con quale altro grasso verrà sostituito.

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E’ sufficiente orecchiare un qualsiasi gruppetto di mamme, che si sa, sono feroci ed agguerrite come pantere, per accorgersi che nell’immaginario comune basta eliminare il suddetto king kong-demone-distruttore-portatore di ogni possibile male, e qualsiasi altra porc… Ehm, merendina è sicuramente perfetta per il loro pargoletto urlante.

Certo. Perchè nessuno ci spiega che il quantitativo di grassi saturi presenti nell’olio di palma è decisamente inferiore a quello che troviamo nel burro e nell’olio di cocco. Giusto per fare due esempi.

Gli esseri umani sono profondamente ignoranti, si sa. Per questo, molte persone, come la sottoscritta, non erano a conoscenza del fatto che fondamentalmente non esiste, anche se spesso ci si convince del contrario, la molecola dell’olio di oliva; esattamente come non esiste quella del burro, o dell’olio di palma. Tutti gli olii e i grassi alimentari contengono, in percentuali diverse, sempre gli stessi acidi grassi, legati nei trigliceridi.

Per comprendere meglio tutto questo pippone di natura prettamente chimica, vi riporto, solo per voi, una tabellina estremamente chiara, che illustra la composizione in acidi grassi saturi, monoinsaturi e poliinsaturi dei principali olii alimentari.

La barra rossa rappresenta i grassi saturi, la gialla quelli monoinsaturi e la blu i poliinsaturi.

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Possiamo innanzi tutto notare come tutti, ma proprio tutti gli olii contengano una certa quantità di grassi saturi. Quindi, o svuotiamo il frigo e ci alimentiamo d’aria, o decidiamo di non privarci di niente, e di evitare, classicamente, gli eccessi.

Insomma, se troviamo in un benedetto pacco di biscotti tra gli ingredienti anche il terribile olio di palma, non c’è da stupirsi; il motivo è dato dalla sua composizione prevalentemente satura, ottima per il biscotto che presenta un aspetto pressochè solido. E in fondo in fondo, ma molto in fondo, si usa normalmente l’olio di palma anche perchè è un sostitutivo meno costoso del burro. O meglio dire, si usava.

Adesso le aziende, dato il cattivo nome che ormai si è fatto l’olio demone, stanno rapidamente sostituendolo con altri grassi.

Ci sarebbe solo da chiedersi QUALI.

Tutte queste sono motivazioni, più o meno logiche, sono bastate a soddisfare la mia sete di sapere quotidiana. Chiamasi palestra di vita.

 

Elisa Bellino

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