Ondate di caldo killer nella seconda metà del secolo

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Non è la prima volta che i climatologi lanciano l’allarme sulla possibilità che le ondate di caldo killer (un fenomeno per fortuna abbastanza raro oggi) aumentino considerevolmente nel prossimo futuro a causa del riscaldamento globale provocato dalle attività umane, quello che c’è di nuovo nello studio apparso su Environmental Research Letters è che i ricercatori della Columbia University si sono concentrati su quanto il fattore umidità potrebbe rendere più devastanti queste ondate di caldo.
Le temperature tollerabili dal corpo umano
Secondo molti studi il limite di temperatura sopportato da un corpo umano è 32° C di temperatura di bulbo umido, la temperatura di bulbo umido viene misurata avvolgendo il bulbo di un termometro a mercurio con una garza imbevuta di acqua e investendolo con un flusso d’aria.
Nel sud est degli Stati Uniti attualmente si raggiungono temperature di 29-30° C in occasioni eccezionali, secondo i ricercatori attorno al 2070-2080 potrebbero verificarsi dai 25 ai 40 giorni l’anno. I fatidici 32° potrebbero essere raggiunti un paio di volte l’anno negli USA e tre o cinque giorni l’anno in varie zone del mondo, il nord-est dell’India sarà probabilmente l’area più colpita, anche a causa della sovrappopolazione.
Umidità dicevamo, tutti sappiamo che il caldo afoso ci pare più insopportabile, in realtà non è un’impressione, è verissimo, ciò è dovuto al meccanismo con cui il nostro corpo disperde il calore in eccesso, sudiamo, il sudore evapora dalla nostra pelle e facendo ciò ci raffredda. Questo meccanismo funziona perfettamente in un clima secco ma quando l’umidità nell’aria è molto alta è molto meno efficiente.




Secondo lo studio in alcune zone del medio oriente e dell’India la temperatura di bulbo umido potrebbe toccare anche i 35°C, non sembreranno tanti ma 35 gradi di bulbo umido equivalgono a una temperatura percepita di 76° di caldo secco! Significa che da un punto di vista teorico persone sane in poche ore cominciano a cadere come mosche in mancanza di strutture che aiutino a combattere il caldo estremo. Il 31 luglio del 2015 nella città iraniana di Bandar Mahshahr si è sfiorato il limite fatidico, si tratta di una città che si affaccia sulle calde acque del Golfo Persico e in giornate eccezionali oltre alla temperatura alta si deve fare i conti con i venti carichi di umidità che spirano dal mare, quindi la temperatura dell’aria di circa 46° gradi arrivò a una temperatura percepita di circa 73°, per fortuna si tratta di una città di 100 mila abitanti con buone infrastrutture e dove l’energia elettrica è economica, dunque gli abitanti hanno affrontato la giornata rimanendo in edifici con aria condizionata e facendosi docce dopo le sortite all’esterno, ma in molte zone del mondo non c’è la stessa facilità di accesso ad ambienti con aria condizionata.
Anche se certe ondate di caldo killer non dovessero fare letteralmente strage di persone le ripercussioni sulla salute e su tutte le attività umane sarebbero enormi, perché ovviamente con quelle temperature forse puoi sopravvivere ma non fare molto altro, ad esempio le autorità iraniane in quelle condizioni particolari dovettero proclamare quattro giorni di festa.
La buona notizia come sempre è che contenendo le emissioni potremo evitare gli scenari più catastrofici.

Roberto Todini

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