Straordinario ritrovamento: 14 anfore intatte a Pompei

Tra gli scavi di Pompei emergono delle anfore perfettamente conservate

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Purtroppo ricordiamo tutti la tragica vicenda avvenuta nella notte tra il 5 ed il 6 novembre 2010, quando nel sito archeologico di Pompei il tetto della Schola Armaturarum cedette a causa dei detriti che vi si erano accumulati sopra (come accertato poi dal Tribunale di Torre Annunziata) Oggi, il rinvenimento, proprio alle spalle del sito danneggiato, di alcune anfore infonde, però, nuova speranza.

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Nel corso dei lavori effettuati nei tre ambienti alle spalle dell’edificio danneggiato- oggi messo in sicurezza e dotato di una nuova copertura-, è stato rinvenuto un deposito di anfore.

Per la precisione, al momento ne sono emerse quattordici, immerse nel lapillo.

La straordinarietà del ritrovamento sta nel fatto che le anfore sono riemerse in stato di perfetta conservazione, al punto che su una di esse riescono perfino a leggersi chiaramente delle iscrizioni, contenenti nomi e numeri- verosimilmente rappresentanti il contenuto ed il quantitativo di ciò che veniva conservato all’interno delle anfore stesse.




La loro funzione, infatti, era probabilmente quella di conservare dei cibi (olio, vino, pesce), dato anche il sicuro carattere di magazzino del luogo in cui le stesse sono state rinvenute (che è, a sua volta, chiaramente desumibile da alcuni graffiti ritrovati sulle pareti dello stesso).

Il ritrovamento è stato motivo di orgoglio per gli archeologi e non solo: il ministro Franceschini, a riguardo, ha parlato del “simbolo di una storia di riscatto“, dichiarando:

In questi anni è stato fatto un lavoro lungo e silenzioso e le possibilità di crescita sono ancora straordinarie. Superata l’emergenza sono adesso ripresi gli scavi nelle zone finora mai indagate. E, come vediamo, i risultati sono eccezionali”.

Il mese prossimo, una volta terminati gli scavi, le anfore verranno ricollocate nel luogo di rinvenimento, che diventerà parte integrante del più ampio progetto di valorizzazione del “museo diffuso” in fase di realizzazione ad opera dei gestori dell’area archeologica.

Il caso che tanto scandalo aveva destato a livello nazionale ed internazionale, spingendo il governo dell’epoca a stanziare circa 105 milioni di euro per la messa in sicurezza dell’intero sito archeologico pompeiano sembra, insomma, giungere ad un lieto fine, mostrandoci, ancora una volta, le sorprese che il nostro immenso patrimonio storico- artistico può regalarci.




 

Lidia Fontanella

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