Progetto New Leaf: donare soldi ai senzatetto non è sbagliato

Nell’immaginario collettivo donare soldi ai senzatetto non è buon sistema per aiutarli,  ma il “Progetto New Leaf” ha dimostrato che questo potrebbe essere solo un pregiudizio.

La Foundation for Social Change in collaborazione con la “British Columbia University” ha regalato a un gruppo di senzatetto 7500 dollari ciascuno, per studiare come li avrebbero spesi nel corso dell’anno successivo. I risultati dell’esperimento sono stati descritti dal team di ricerca come “meravigliosamente sorprendenti”.

Quando la ricerca diventa un’opportunità

Lo studio canadese, denominato “Progetto New Leaf”, ha studiato per un anno il comportamento degli homeless che avevano ricevuto il pagamento “una tantum“.

Diversamente da come ci si sarebbe aspettati hanno scoperto che tutti i partecipanti si erano trasferiti in alloggi stabili in media entro tre mesi. Inoltre, quasi il 70% dei senzatetto ha iniziato ad alimentarsi in maniera sana.

Il 52% del denaro è stato utilizzato per cibo e affitto, il 15% in medicine e bollette e il 16% in vestiti e trasporti. Inoltre una media di 700 dollari a testa è stata investita in beni utili come biciclette o un computer.




Tutti i partecipanti di età compresa tra i 19 ei 64 anni, si trovavano senza fissa dimora da almeno sei mesi e non avevano gravi problemi di salute mentale.

I ricercatori hanno effettuato indagini mensili e trimestrali per monitorare le spese dei fortunati prescelti.

Il Progetto New Leaf va oltre il pregiudizio

Claire Williams, amministratore delegato della Foundation for Social Change, ha sostenuto che i risultati di questa ricerca possano finalmente aprire uno spiraglio nel muro del pregiudizio sui senzatetto.

“Lo studio mette infatti in discussione gli stereotipi che abbiamo qui in Occidente su come aiutare le persone che vivono ai margini della società. L’esperimento è iniziato con aspettative molto basse ma con grandi speranze.”– ha detto la Williams in un’intervista alla CBC. 

Grazie al Progetto New Leaf risparmia anche lo Stato

Gli “investimenti” inaspettati dei senzatetto hanno consentito al sistema di accoglienza di risparmiare circa 8.100 dollari a persona, circa 405.000 dollari nel corso dell’anno per tutti e 50 partecipanti.

Dai dati dello studio è emerso anche che ciascun clochard è riuscito a mettere da parte circa 1.000 dollari.

La Fondazione benefica spera di poter espandere lo studio e ora sta tentando di raccogliere fondi per 10 milioni di dollari canadesi.

La vita da senzatetto è davvero una scelta?

Ritrovarsi improvvisamente senza possibilità economiche e privi di speranza può capitare a chiunque. Un divorzio, la perdita del lavoro, l’assenza di un supporto familiare spesso sono la causa dell’inizio di una vita a i margini da cui diventa difficile uscire.

Se ci si ferma ad ascoltare le storie dei senzatetto, spesso cominciano da una vita “normale”. Probabilmente, come si legge dai loro occhi, più che una scelta la strada diventa accettazione di una situazione da cui non possono fuggire.

Il Progetto New Leaf fornisce quindi anche un suggerimento socio-politico importante:

 “Donare denaro ai senzatetto non è solo un gesto di aiuto. È un segnale che la società crede in loro “. E forse è proprio quello di cui tutti abbiamo bisogno.

Uno dei destinatari del Progetto New Leaf ha affermato che i soldi ricevuti gli hanno dato la speranza e il coraggio di provare a cambiare la propria vita. Un altro “fortunato” partecipante ha raccontato che finalmente si è potuto permettere di seguire un corso sui computer. Un passo verso la carriera dei suoi sogni: essere un consulente comunitario per i tossicodipendenti.

Seguendo il modello canadese non è quindi sbagliato offrire una possibilità economica ai senzatetto, ma come sosteneva Albert Einstein “è più facile spezzare un atomo che un pregiudizio”.

Silvia Mulas

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