Eccoci tornati amici di Ultima Voce con la nuova rubrica sportiva: “Racconti Europei”, che ci accompagnerà da qui fino alla fine dell’Europeo in Francia 2016, in cui approfondiremo le più interessanti e particolari storie sul Campionato Europeo di Calcio.

Quella di oggi è una di quelle storie a cui non si vuole mai credere. Si spera sempre che le cose che abbiamo sentito e visto non siano in effetti reali, e che magari siamo solo noi a pensare male.
Ma come diceva Giulio Andreotti, “a pensar male degli altri si fa peccato. Ma spesso ci si indovina.”
Oggi parliamo del famoso “biscotto”, termine derivante dall’ippica e prestato anche al mondo del pallone, molto in voga soprattutto nelle competizioni che coinvolgono le nazionali.
Innanzitutto è curiosa la nascita del termine: Come detto, il “biscotto” deriva dall’ippica, dove si usava spesso drogare i cavalli con una galletta ( o biscotto) imbevuta in sostanze eccitanti o sedative a seconda dei casi, per poter scommettere sui cavalli meno quotati e poter massimizzare il profitto.
Insomma, una combine bella e buona. E soprattutto una truffa che andava poi a danneggiare gli onesti scommettitori, ignari (o meno) della beffa.
Esportato al calcio, significa proprio combinare una partita ( in questo caso tra due parti senzienti) per poterne danneggiare una terza. Nei primi turni dei gironi internazionali sicuramente può essere una pratica redditizia e , se fatta bene, quasi impossibile da smascherare.
Esatto, se fatta bene.
Non è proprio il caso di ciò che successe il 22 Giugno del 2004 in Portogallo, durante i campionati Europei.
Nel gruppo D Le squadre sono Italia, Svezia, Bulgaria e Danimarca. La classifica prima dell’ultima giornata del girone recita: Svezia e Danimarca a 4 punti, con L’Italia che segue a 2 e la Bulgaria già eliminata a 0 punti. Ultime due partite sono Italia- Bulgaria e Svezia- Danimarca.
Per capirci, con un pareggio che fosse inferiore al 2-2 e una vittoria dell’Italia, la nostra nazionale sarebbe passata alla fase ad eliminazione diretta, condannando una delle due nazionali nordiche, mentre con un pareggio superiore o uguale al 2-2 l’Italia sarebbe stata scartata a causa della differenza reti.
Molto facile capire cosa sia successo.
Il profumo di biscotto si sentiva già prima dell’inizio della partita, e grazie al risultato in diretta sui tabelloni arrivò solo la conferma. L’Italia dovette abbandonare quell’Europeo con due pareggi e una vittoria nel girone, ma soprattutto con l’amaro in bocca per l’accaduto.
Gli Dei del calcio poi, restituirono il favore alle due Nazionali qualificate, che uscirono subito agli ottavi di finale, per poi non riuscire a qualificarsi al mondiale successivo.
Questa è solo una della tante storie di biscotti nel mondo del Calcio. Un altro aneddoto famoso nell’ambito degli Europei fu quella avvenuta durante le qualificazioni al Torneo dell’84 in Francia, con una Spagna in bilico che aveva bisogno di vincere con almeno 11 goal di scarto contro Malta.
Il risultato? 12 a 1 per le Furie Rosse. Ovvio no?
I biscotti nel Calcio ci saranno sempre, alcuni più subdoli e silenziosi, altri alla luce del sole, senza pudore. La speranza di ogni amante dello sport è che questi episodi non si ripetano più, per lasciare al calcio la sicurezza che “tutto può succedere”.















