Razzismo online, FA promette collaborazione con governo inglese e social media

Uniti per combattere il razzismo online. E’ questo il messaggio che la FA (Football Association, la federazione calcistica inglese), ha voluto lanciare dopo gli ultimi gravi episodi delle scorse settimane, promettendo di collaborare con governo britannico e social media per risolvere il problema.

“Siamo uniti a tutto il mondo del calcio nella nostra ripugnanza per ogni abuso razzista. Questo non è accettabile in nessuna parte della società. Continueremo a lavorare con il governo e le piattaforme dei social media per rimuovere tutti gli elementi di discriminazione dal nostro sport”.




Gli ultimi episodi

Ma quali sono gli eventi che hanno spinto la FA a prendere una posizione così netta? Come rivela The Athletic, l’ultimo in ordine di tempo è l’episodio di razzismo online subito da Marcus Rashford, attaccante del Manchester United. Il giocatore dei Red Devils ha, infatti, denunciato di aver subito un insulto razzista sui social media, sabato scorso, dopo il pareggio per 0-0 contro l’Arsenal.

Proprio i risultati sportivi negativi sembrano essere una delle molle che spingono parte dei cosiddetti “tifosi” (ma che nulla c’entrano con i veri valori dello sport) a lasciarsi andare agli istinti più beceri. Tanto è vero che, proprio a seguito di una sconfitta del Manchester United (contro lo Sheffield, mercoledì scorso), due compagni di Rashford, Axel Tuanzebe e Anthony Martial, sono stati a loro volta vittime di insulti razzisti sui social.

Venerdì scorso, invece, è toccato al difensore del Chelsea Reece James postare su Instagram lo screenshot di un insulto ricevuto online. Domenica, poi, la polizia britannica ha arrestato un uomo sospettato di insulto razzista verso il calciatore del West Bromwich Romaine Sawyers.

La risposta dei social media e del governo inglese

E’ evidente, dunque, che non si tratti di casi isolati, ma di un vero e proprio problema di sistema. Polizia britannica, social media e governo inglese si sono impegnati ad affrontarlo uniti.

“Molti di questi commenti ci sono stati segnalati e stiamo collaborando con le persone coinvolte. Indagheremo a fondo su questi crimini”. Così, come riporta BBC Sport, la Polizia britannica ha risposto agli ultimi eventi.

Anche i social media hanno voluto far sentire la propria voce. In particolare, Facebook, che controlla Instagram, si è espresso così riguardo gli insulti razzisti denunciati da Rashford: ” In questo caso abbiamo preso provvedimenti rimuovendo account e commenti e stiamo continuando a indagare”.

Anche il Principe William, presidente della FA, ha tenuto ad intervenire sulla questione: “Gli abusi razzisti, in campo, in tribuna o sui social, sono spregevoli e devono cessare ora. Abbiamo tutti la responsabilità di creare un ambiente in cui tali abusi non siano tollerati. Coloro che scelgono di diffondere odio e divisione sono ritenuti responsabili delle proprie azioni. La responsabilità si estende alle piattaforme in cui si svolge gran parte di questa attività. Mi congratulo con quei giocatori, tifosi, club e organizzazioni che continuano a gridare e condannare questo abuso con la massima fermezza”.

Il governo britannico ha, invece, incontrato i rappresentati dell’associazione dei calciatori inglesi (Professional Footballers’ Association, PFA), per elaborare una strategia per far fronte al crescente fenomeno degli insulti razzisti online.

Simone Guandalini

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