“Roghi tossici nel napoletano, ieri ne bruciavano tre assieme”, intervista a Gabriel Aiello

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Passano gli anni e le stagioni, ma i roghi tossici sono sempre lì. Ci troviamo in Campania, nella zona a nord di Napoli: a Casalnuovo, per l’esattezza. È in questo comune di 50 mila abitanti che, dal 2014 ad oggi, Gabriel Aiello, fondatore e portavoce del Movimento “Ci avete ucciso la salute“, svolge un’attività di sensibilizzazione sul tema dello smaltimento illecito dei rifiuti e dell’inquinamento ambientale. Il movimento, negli ultimi anni, attraverso un’attività di segnalazione via social network delle discariche abusive e degli sversamenti illeciti, è riuscito a portare in piazza migliaia di persone nell’hinterland napoletano, creando anche dei tavoli di confronto con le amministrazioni comunali. Abbiamo preso un caffè (virtuale, sfortunatamente, ndr) assieme a lui e gli abbiamo chiesto se, anche questa estate, la puzza dei roghi tossici è diventata inseparabile compagna delle notti dei cittadini della provincia di Napoli.

«Solo ieri ci sono stati tre roghi, a distanza ravvicinata e tutti nello stesso momento. Due tra Casalnuovo e Afragola, zona Scafatella,  l’altro tra Acerra e Pomigliano. Sono andato sul luogo e ho visto quei roghi bruciare fino alla fine. Le forze dell’ordine e di soccorso sono arrivate con ritardo e senza una grande organizzazione. All’arrivo dei vigili del fuoco, la gran parte dei rifiuti erano già andati in fumo. Ciò che più mi inquieta è che non ho ricevuto alcuna segnalazione da parte dei cittadini, nonostante fossero roghi giganti. Ho il terrore che si stiano pian piano rassegnando».

Ma cosa bruciava in questi incendi?

«Rifiuti di ogni genere, dai classici copertoni a diversi contenitori di plastica, oltre a una serie di rifiuti di natura non ben specificata. A pochi metri da uno dei roghi di ieri c’è un’altra grandissima discarica abusiva che puntualmente viene bonificata, ma riappare dopo poco tempo, Manca il controllo del territorio».

L’estate è di solito la stagione nella quale i roghi vengono appiccati con più frequenza. State ricevendo più o meno segnalazioni rispetto agli altri anni? 

«Non del tutto, c’è un calo dell’attenzione che oggi si è palesato nella sua forma assoluta, ma negli ultimi periodi riceviamo segnalazioni diverse, mentre prima ci arrivavano foto di roghi tossici adesso la maggior parte delle segnalazioni riguarda la sola puzza. I roghi sono meno visibili, credo sia in atto una nuova strategia criminale: i roghi non avvengono più ovunque, ma in luoghi specifici e fissi. È come se si fossero individuate determinate zone che molto spesso sono di confine e distanti, seppure poche centinaia di metri, dai centri abitati. Inoltre, ho notato che ieri, non appena il rogo di Acerra è stato spento, hanno cominciato a bruciare i due tra Afragola e Casalnuovo: come se si mirasse a rallentare l’azione dei soccorsi per garantire la combustione completa dei rifiuti. I roghi dunque sono meno visibili, ma sempre presenti – poi chiosa – lo Stato non può abbattersi e scomparire davanti a questa situazione».

Quali soluzioni per un fenomeno che va avanti ormai da troppo tempo?

«Innanzitutto serve un ampio piano di rimozione degli sversamenti illegali comune per comune, dopodiché sarebbe bene aumentare i controlli nelle zone a rischio attraverso videosorveglianza e forze dell’ordine – naturalmente non fisse, ma che controllino particolarmente il fenomeno – Servirebbero squadre attrezzate dei vigili del fuoco, magari in collaborazione con la protezione civile per spegnere gli incendi nei tempi giusti e in modo corretto: spargere acqua sui rifiuti che bruciano è sbagliatissimo, oltre che dannoso. Sarebbero necessari dei controlli dei vigili urbani sui cantieri, ma anche casalinghi, per verificare che i rifiuti inerti vengano smaltiti correttamente e che non siano affidati a quegli ambulanti che li ritirano a pagamento per poi abbandonarli. Serve un controllo mirato della guardia di finanza sulle fabbriche illegali e un sistema di tracciabilità di tutti i rifiuti».



Dalla politica si sta muovendo qualcosa? Penso ad esempio all’operato del ministro dell’ambiente Sergio Costa

«Assolutamente no. La Regione non ha fatto nulla, oltre ad essere coinvolta nei casi di corruzione scoperti da Fanpage. Il governatore De Luca non solo è impassibile e menefreghista ma, con la mancata gestione dell’economia circolare, ci sta portando inesorabilmente verso l’emergenza rifiuti. Questo soprattutto in vista della chiusura dell’inceneritore di Acerra – in Regione lo si sapeva già da un anno -, riguardo al quale non è stata fatta una vera programmazione: i rifiuti non si sa ancora come e dove verranno smaltiti. Si è semplicemente passata la palla ai Comuni, che sono senza risorse . Il rischio emergenza, a partire da settembre, è molto più che un’ipotesi– poi conclude – Penso che il ministro Costa stia facendo belle manifestazioni e iniziative simboliche, ma niente di concreto per il momento. Abbiamo bisogno di un suo intervento».

 

Pietro Colacicco

 

 

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