Roma, una città sepolta dai rifiuti. Con chi se la prenderanno i romani?

Si punta il dito contro la Raggi, che rimbalza le responsabilità all'Ama, mentre arriva in ultima istanza l'Ordinanza regionale

I rifiuti di Roma: Un’emergenza? Una criticità? Un problema fatto sistema?

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“La città di Leonia rifà se stessa tutti i giorni: ogni mattina la popolazione si risveglia tra lenzuola fresche, si lava con saponette appena sgusciate dall’involucro, indossa vestaglie nuove fiammanti, estrae dal più perfezionato frigorifero barattoli di latta ancora intonsi, ascoltando: le ultime filastrocche dall’ultimo modello dell’apparecchio. Sui marciapiedi, avviluppati in tersi sacchi di plastica, i resti della Leonia d’ieri aspettano il carro dello spazzaturaio.”

È l’incipit, quest’ultimo, di una delle città che Italo Calvino aveva immaginato tra ‘Le città invisibili’. Non aveva immaginato però cosa sarebbe potuto succedere se il carro della spazzatura non fosse più arrivato a far scomparire i resti della città di ieri. È successo invece a Roma dove il ciclo si è inceppato e stenta a riprendersi.

In una città dissotterrata dai rifiuti si punta il dito contro la prima cittadina, Virginia Raggi, e si affossano tutte le colpe nell’amministrazione, che le rimbalza all’Ama e che finiscono, come una palla avvelenata, nelle mani della Regione Lazio.




Attivo il piano di pulizie straordinarie e l’implementati i turni nei giorni festivi

rifiutiDi due giorni fa, il piano di pulizie straordinarie che sta interessando la capitale. “La città di Roma – si legge in una nota dell’Ama, scritta dalla presidente della stessa, Luisa Melara – ha bisogno, in questa fase molto complessa, di trovare spazio per collocare a trattamento almeno 2.100 tonnellate di rifiuti indifferenziati a settimana. Gli impianti del Lazio che, a seguito dell’ordinanza e dopo i nostri appelli, hanno risposto, offrono maggiori spazi per sole 1.100 tonnellate. Persiste dunque, nella programmazione dei flussi rimodulabile da domani (8 luglio) un deficit di almeno 1.000 tonnellate da allocare nei prossimi sette giorni”.

Il piano di pulizie straordinarie consisterà nella rimozione delle giacenze a terra, nel lavaggio e nell’igienizzazione con sostanze abbatti-odore intorno ai cassonetti. Sono previsti interventi e monitoraggio a ciclo continuo, in particolare, nei pressi dei siti sensibili, quali ospedali, strutture comunitarie e socio-assistenziali, secondo quanto disposto dall’Ordinanza regionale. A tal fine, domenica scorsa, l’impianto di trattamento meccanico biologico pubblico di Rocca Cencia lavorerà straordinariamente con turni implementati, in ottemperanza a quanto stabilito venerdì scorso coi sindacati. Tradotto in numeri, domenica scorsa, erano impiegati 400 addetti in più rispetto a quelli previsti solitamente nei turni festivi.

L’Ordinanza regionale: la maggiore criticità è la scarsa disponibilità di discariche per lo smaltimento

Il piano di pulizie straordinarie è partito a seguito dell’Ordinanza della Regione Lazio del 5 luglio scorso, proposta dall’Assessore alle politiche abitative, urbanistica, ciclo dei rifiuti e impianti di trattamento, smaltimento e recupero. L’Ordinanza, ai sensi dell’art. 191 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, è volta ad assicurare il ripristino della raccolta dei rifiuti di Roma Capitale e prevede il “ricorso temporaneo a speciali forme di gestione dei rifiuti, anche in deroga alle disposizioni vigenti, garantendo un elevato livello di tutela della salute e dell’ambiente”.




“La maggiore criticità al momento presente nella Regione Lazio – si legge nell’Ordinanza –  è la scarsa disponibilità di discariche per lo smaltimento degli scarti derivanti dal trattamento del rifiuto indifferenziato e dagli scarti derivanti dal recupero della frazione differenziata e, a maggiore ragione per questa tipologia di impianto, rimane insoddisfatto il principio dell’equa responsabilizzazione del territorio di Roma Capitale, non in grado di assolvere autonomamente agli obiettivi di chiusura del ciclo”.

L’Ordine dei Medici avverte: siamo in uno stato di pre-allarme

L’Ordinanza mira a risolvere la situazione nell’arco di una settimana – dieci giorni. Situazione che il Ministro della Salute Sergio Costa ha sottolineato essere una “criticità ambientale” e non una emergenza. Intanto, arriva il monito da parte dell’Ordine del Medici, che a fine giugno si è espresso tramite le parole del suo presidente di Roma, Antonio Magi, il quale all’Adnkronos Salute ha riferito: “Complice il caldo e la mancata raccolta per più giorni, infatti, si sono formati dei liquami: questi e il forte odore emanato dai cumuli sono spia della vitalità dei batteri, motivo per cui consigliamo ai cittadini di proteggersi con dei guanti di gomma prima di toccare i cassonetti per buttare la spazzatura”. Il presidente dell’Ordine di Roma ha inoltre suggerito di non abbandonare buste di rifiuti a terra, ma cercare sempre di inserirli nei cassonetti, e di utilizzare il doppio sacchetto per evitare di attirare animali e uccelli in cerca di cibo. Infine, ha esortato i genitori ad evitare che i bambini si avvicinino ai cassonetti, poiché rischiano di scivolarvi e toccare qualcosa.

I cassonetti bruciano e ci si appella al senso civico: contenere la produzione di rifiuti

Oltre all’invasione dei gabbiani e ai problemi di salute derivanti dall’inalazione di sostanze tossiche dai rifiuti, insieme all’invasione degli insetti e le possibili malattie infettive associate, esiste un’altra problematica. Nel corso del 2018, sono stati circa 500 i cassonetti stradali Ama da 2.400 litri bruciati e resi non fruibili, con punte di oltre 150 nel VII municipio. Nei primi cinque mesi del 2019, sono purtroppo già oltre 220 i contenitori andati in fiamme, con un danno stimato complessivo di oltre 160mila. Trattandosi di rifiuti combusti, i cassonetti bruciati hanno bisogno di particolari procedure di rimozione, di cui è sempre l’Ama ad occuparsene, la quale assicura di impegnarsi nel più celere ripristino dei contenitori vandalizzati.

Non solo l’Ordine dei Medici di Roma fornisce suggerimenti su come comportarsi, ma anche la già citata presidente dell’Ama Luisa Melara ammette il dovere di “informare i cittadini di questa persistente difficoltà”, appellandosi “al senso civico di tutti per fare innanzitutto prevenzione, contenendo al massimo la produzione di rifiuto tal quale, separando tutti i materiali riciclabili e utilizzando correttamente i contenitori con capienza residua”.

La Raggi e il falso eroismo anti-sistema

In questa vicenda, non abbiamo ancora parlato della Sindaca Raggi e delle sue ultime responsabilità nella gestione dei rifiuti nella Capitale. In un primo momento, quando l’emergenza aveva cominciato a fare capolino nei giornali, si bisbigliò al complotto. La Sindaca Raggi parla di ribellione al cambiamento da parte degli interni al ‘sistema’. Di quale cambiamento si tratta? Di quale sistema?




Negli ultimi tre anni, la Raggi ha cambiato cinque volte i vertici dell’Ama facendo sì che nessun manager avesse il tempo di esercitare il suo potere. Nessun assegnatario è arrivato a fine mandato, nessuno di essi ha avuto il tempo minimo di governance. Ci si domanda quindi quali finalità sono sottese dietro la grande instabilità creata all’interno dell’Ama.

Da quanto emerge, più che un’eroina anti-sistema, la Raggi si è rivelata una dissipatrice del sistema, un’eroina dei post social, mentre la sua amministrazione si arrende all’inerzia, mentre i romani sono sempre più arrabbiati. Ma i romani, accecati e annebbiati dal fetore dei rifiuti, con chi se la prenderanno questa volta?

Gli ultimi aggiornamenti dalla cabina di regia tra Governo, Regione e Comune

Stamani, una serie di incontri hanno coinvolto la Sindaca Raggi, prima col ministro Costa poi con Luigi di Maio e infine con il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, e con la prefetta della Capitale, Gerarda Pantalone. Dalle riunioni è emersa la disponibilità della Regione a prolungare il periodo di raccolta straordinaria, mentre il ministro Costa ha rassicurato che gli impianti sono abbastanza capienti e perciò “i rifiuti a terra non rimarranno”. Il ministro ha infine riferito che “ogni due giorni i tecnici della Regione, del Comune e dell’Ama si incontreranno per calibrare la migliore raccolta dei rifiuti a terra e la loro predisposizione negli impianti”.

L’obiettivo di ‘uscire dalla criticità dei rifiuti a Roma’ sembra ora un obiettivo congiunto e il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti ha subito twittato: “La riunione con Ministero e Comune è andata bene. L’attuazione dell’ordinanza della Regione Lazio sta producendo i primi risultati nelle ultime 48 ore. La strada è giusta, il cambio di rotta che ci aspettavamo c’è”.

Giulia Galdelli

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