Shoah, per oltre il 15% degli italiani non è mai esistita

Dati shock dal rapporto Eurispes. E uno su cinque rivaluta l'operato di Mussolini

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Il 15,6 per cento degli italiani ritiene che la Shoah non sia mai esistita. È il preoccupante risultato che emerge dal Rapporto Italia 2020, diffuso oggi da Eurispes e giunto alla sua trentaduesima edizione. Un ulteriore segnale di allarme, che si affianca ai numerosi episodi di antisemitismo di cui è piena la cronaca del nostro paese nelle ultime settimane.

 




NUMERI IN COSTANTE CRESCITA

Un dato che fa impressione, se si pensa che nel 2004 gli italiani a pensare che la Shoah non è mai esistita erano appena il 2,7 per cento. Aumentano inoltre di cinque punti percentuali (dall’11,1 al 16,1) coloro che tendono a ridimensionare la portata dell’evento. La maggioranza dei nostro connazionali (il 61,7 per cento) ritiene che non ci sia un reale problema di antisemitismo, e che i fatti più recenti (quale ad esempio quello di Mondovì con la scritta antisemita comparsa sulla porta di Aldo Rolfi, figlio di una donna sopravvissuta ai campi di concentramento) siano solo degli episodi isolati.

Addirittura, per oltre un terzo degli intervistati, si tratterebbe di bravate messe in atto per scherzo o per provocazione. Al tempo stesso però, il 60,6 per cento sostiene invece che questi fatti siano determinati da un diffuso linguaggio d’odio. Tra gli elementi che spiccano in questo rapporto, anche la valutazione sull’operato di Benito Mussolini. Quasi un italiano su cinque (il 19,8 per cento) ritiene infatti che il duce “sia stato un grande leader che ha solo commesso qualche sbaglio”. 

 

IUS SOLI GIÙ

Il rapporto affronta, come di consueto, numerosi temi. Sul fronte della cittadinanza, scende di dieci punti, rispetto al 2010, il numero di italiani favorevoli allo ius soli, ora al 50 per cento. Di contro, risulta più che triplicata la quota di coloro che sostengono lo ius sanguinis, ora al 33,7 per cento. Quanto agli immigrati, almeno un quarto degli italiani risulta avere con loro un rapporto negativo. Più della metà degli intervistati si ritiene invece soddisfatto dal livello di sicurezza delle nostre città.

I PROBLEMI URGENTI

Tra le maggiori preoccupazioni degli italiani figurano invece la disoccupazione e le tasse troppo alte, ma cresce l’attenzione per i problemi legati al cambiamento climatico, al primo posto per almeno un terzo dei giovani.  Quanto alle misure attuate dal governo, le critiche maggiori riguardano reddito di cittadinanza e flat tax. Apprezzata invece quota 100.

 

DINO CARDARELLI

 

 

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