Si è spento Giuseppe Ferrara, regista del film impegnato

Roma. Repubblica. It
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cinemecum.it
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Sì è spento a Roma all’età di 84, Giuseppe Ferrara, il regista dell’impegno civile, famoso per i suoi film documentaristi. Giuseppe era nato a Castelfiorentino in provincia di Firenze il 15 luglio 1932. Considerato già dai primi suoi lavori,  un sovversivo per i governi, e dunque sempre molto osteggiato. Nei primi anni sessanta si occupa già di vari questioni spinose del belpaese, gira un docufilm sulla resistenza partigiana, dove con sapienza e maestria, riesce a amalgamare spezzoni originali di vecchie riprese con girato al momento. Si occupa del problema dello spopolamento delle campagne e delle difficoltà dei contadini in un Italia ancora fortemente legata alla mezzadria e ai grandi proprietari terrieri.  Giuseppe non si limita ai film, documentari e alle inchieste TV,  pubblica in quegli anni due volumi : uno su Luchino Visconti e l’altro su Francesco Rosi. Nel 1969 fonda Cine 2000, una sorta di cooperativa che gli permetterà di avere fondi seppur risicati, ma comunque in grado di aiutarlo a portare avanti il suo lavoro. Escono così il lungometraggio ” il sasso in bocca” e la docufiction Faccia da spia. Nel 1977 gira un docufilm  Panagulis Zei che parla dell’eroe greco ucciso dal regime dei colonnelli. Nel 1984 si occupa di mafia con Cento giorni a Palermo che racconta dell’uccisione di Carlo Alberto Dalla Chiesa. Nel 1986, il Caso Moro. Inchiesta di una delle pagine più oscure della storia d’Italia, e lo fa a modo suo, andando a fondo nella vicenda e facendo rivelazioni impensabili per l’epoca. Giuseppe Ferrara negli anni successivi lavora di gran lena affrontando tutte le questioni più spinose della storia italiana: l’omicidio Calvi ne i banchieri di Dio, la P2 di Licio Gelli alla quale dedica cinque puntate, il caso Ustica con il disastro aereo del Dc9 e l’omicidio del giudice Falcone.  I suoi ultimi lavori sono i ragazzi del Vesuvio  e Roma nuda. È morto al policlinico UMBERTO I di  Roma, dove era stato ricoverato per un arresto cardiocircolatorio.  E dopo aver dato tanto all’Italia, in termini di cultura, Giuseppe Ferrara è morto in povertà,  viveva di un vitalizio.  Che la terra ti sia lieve Giuseppe. 

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