Smog in Italia: da Bruxelles arriva l’ultimatum

Lo smog in Italia ha raggiunto livelli non più tollerabili dall’Unione Europea. La stessa se n’era già accorta qualche mese fa, quando la Commissione aveva inviato un ultimo avvertimento. L’Italia, ad aprile, aveva due mesi di tempo prima che Bruxelles decidesse di portare il caso alla Corte di Giustizia della UE.




Anna Gerometta, presidente di Cittadini per l’Aria, ha spiegato le motivazioni del coinvolgimento del nostro paese:

L’Italia supera i limiti stabiliti dalla legge sia per l’inquinamento da biossido di azoto (NO2) che da particolato (PM10), l’Italia ha già ricevuto il parere ragionato relativo alla prima procedura il 15 febbraio e quello relativo alla seconda il 27 aprile 2017. Il prossimo passaggio per entrambe le procedure sarà il deferimento dei due casi alla Corte di Giustizia Europea. Qualora gli sforamenti dovessero persistere, il nostro Paese rischia la condanna al pagamento di ingenti sanzioni pecuniarie

Ieri, 30 gennaio, il ministro dell’ambiente Galletti è volato a Bruxelles per incontrare il commissario europeo per l’ambiente, Karmenu Vella. Il Commissario Vella trova l’appoggio dell’avvocato Ugo Taddei di ClientEarth che dichiara:

L’Italia è uno dei pochi governi ad aver ricevuto questo ultimo avvertimento e non è un caso: i livelli di inquinamento sono tra i più alti in Europa, ma le misure proposte sono tra le meno ambiziose. È tempo di cambiare marcia e affrontare con determinazione l’emergenza inquinamento, che purtroppo è diventata una costante.




Smog in Italia, la decisione dell’UE

Galletti, a sostegno dell’Italia, ha presentato una serie di provvedimenti per risolvere il problema smog. Il materiale dovrà essere valutato dalla Commissione che deciderà o meno su un eventuale deferimento alla Corte di giustizia. Deferimento che, per ora, è stato evitato, ma senza entusiasmo. 

L’incontro con Vella, infatti, è servito a fare il punto della situazione, ma secondo l’UE servono misure ad hoc:

Ci sono stati alcuni suggerimenti positivi, ma devo dire che a prima vista non sono stati abbastanza sostanziali per cambiare il quadro generale.

Di fatto, il ministro Galletti non ha presentato novità o annunci di altre iniziative rispetto a quelle dei mesi scorsi. Tuttavia il piano d’azione dell’Italia è, sulla carta, abbastanza forte. Tra tutti figurano il “piano antismog” e il “decreto caldaiette”. Il ministro dell’ambiente italiano si dichiara abbastanza sicuro:

Abbiamo portato all’attenzione della Commissione tutto il lavoro fatto in questi anni che ha dato risultati evidenti in termini di miglioramento della qualità dell’aria: basti pensare che gli sforamenti, dal 2000 ad oggi, si sono ridotti di più del 70%

Lunedì prossimo, 5 febbraio, sarà l’ultimo giorno utile per presentare delle proposte convincenti. Vella ricorda inoltre che:

Gli stati membri hanno delle responsabilità e l’inazione ha delle conseguenze giuridiche. Ai ministri è stato ricordato sia queste responsabilità che le conseguenze legali

Il deferimento dinanzi la Corte di giustizia Europea per l’Italia e gli altri paesi “imputati” non è ancora evitato. Il rischio è quello di veder gravare sul nostro Bilancio, già abbastanza appesantito, ingenti multe.




La situazione smog è un problema che non riguarda solo il nostro paese, a farci compagnia ce ne sono altri otto. Germania, Francia, Spagna, Ungheria, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia e Regno Unito. Chissà se per quest’ultimo la brexit potrebbe essere una soluzione?

Elena Carletti

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