Social cooking – Indovina chi viene a cena?

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Dopo il successo di Bla Bla Car e di Airbnb, ora è arrivata anche in Italia la moda del social cooking, ma sappiamo bene di cosa si tratta?

In Belgio, Manuela Ribeiro, un’insegnante poco più che trentenne, ha fatto della sua passione per la cucina, un secondo lavoro.

Nel suo appartamento di Bruxelles organizza deliziose cene 2 volte alla settimana con un guadagno di circa 200-250 € al mese. In un’intervista rilasciata alla BBC ci spiega la sua idea:

Ho pensato sarebbe stata una grande opportunità condividere la mia passione per il cibo e la cucina incontrando persone nuove da cui imparare cose nuove” A volte prepara piatte della tradizione Brasiliana, in onore delle sue origini, a volte cene con piatti che si accompagnano con le sue birre favorite, oppure dà lezioni di cake pops“.

Social cooking, Manuela Ribeiro ha così iniziato la sua avventura.
Manuela Ribeiro mentre sfoggia una appetitoso hamburger

Anche nel Bel paese, dove la buona cucina e l’arte di arrangiarsi sono di casa, piano piano si sta diffondendo il modello della sharing economy.  Sviluppatosi in risposta alla crisi, si tratta di un nuovo concetto economico, con cui si promuovono nuove tipologie di consumo basate sul riciclo invece che sull’acquisto.

Il social cooking nasce quindi dall’amore per la cucina unita alla voglia di guadagnare qualcosina in più, per arrotondare lo stipendio o per pagarsi le rette universitarie. In alcuni casi, come dopo la  perdita del proprio lavoro, può trasformarsi in un vero e proprio business, una nuova occupazione.

Con questa nuova tendenza, si sviluppa il social eating. Si mangia a casa di sconosciuti a prezzi low cost, con la certezza di conoscer persone nuove, ciascuno col proprio bagaglio di esperienze da condividere.

Nei menù del social cooking ovviamente vengono presentati i piatti tipici della propria regione, preparati con passione e dedizione, da mani sapienti di chi ha fatto della cucina il proprio hobby.

Ma come e dove ci si mette in contatto?

A questo scopo sono nate le community, le piattaforme dove iscriversi, dove la domanda incontra l’offerta, dove i cuochi, provenienti da tutta Italia, incontrano i loro clienti.

Per esempio utilizzando Gnammo, il cuoco può aprire le porte di casa propria ed organizzare un evento per gli gnammers, oppure si può scegliere una delle centinaia di tavole già apparecchiate, incontrando così nuovi amici e vivendo un’esperienza tutta nuova intorno alla tavola. Qui i prezzi variano in base al numero delle portate e alla quantità di ingredienti utilizzati per cucinarle.

Su Eatwith, più internazionale, si può scegliere tra 200 città in 50 paesi con più di 500 chef. Sul sito ci sono le loro foto, così come quelle dei loro piatti e anche della location. Dopo l’esperienza è possibile lasciare un commento, come ormai ci è consueto fare.

Buona cena e buon divertimento!

Marta Brusoni

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