Attacco ad un centro migranti in provincia di Enna

Tanta paura, ma per fortuna nessuno è rimasto ferito.

Migranti in fuga.
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I migranti sono di nuovo finiti nel mirino di un attacco, ma fortunatamente questa volta non ci sono state vittime né feriti. Dopo il raid razzista a Macerata di due settimane fa, gli immigrati vengono nuovamente presi di mira, questa volta in Sicilia.

Spari contro il centro migranti

A fare da sfondo all’ultimo attacco razzista è Pietraperzia, un paese di circa 600 anime in provincia di Enna. Paese purtroppo afflitto dalla piaga della mafia ed ora macchiato anche dall’accusa di xenophobia. Da 4 giorni, sono giunti in paese una ventina di migranti e ad ospitarli, presso i locali della casa canonica sita in via San Giuseppe, è l’associazione “Don Bosco 2000”, con sede a Piazza Barberina ad Enna. Proprio l’Associazione ha diffuso una nota, tramite il suo profilo Twitter, spiegando l’accaduto:




Spari nel nostro centro di accoglienza a Pietraperzia (Enna): orribile atto intimidatorio che per fortuna non ha causato danni ai migranti e agli operatori. Grandi gesti di solidarietà da parte dei cittadini della città, dopo l’accaduto.”

L’attacco è avvenuto la scorsa notte attorno all’1:30, un colpo di lupara è stato sparato contro il centro migranti: dapprima ha passato l’infisso interno e poi la porta, finendo sugli armadi. Proprio in quella stanza si trovavano 4 giovani provenienti dal Bangladesh, i ragazzi sono rimasti scioccati dal fatto. Anche gli altri migranti ospitati e gli operatori dell’Associazione sono spaventati da quanto è successo. L’assenza di vittime e feriti è dovuta ad un caso puramente fortuito: se ci fosse stata una persona nella stanza accanto, a quest’ora sarebbe morta. Il rischio di un’altra strage di immigrati è stato sfiorato di poco. Unico danno è quello di una finestra in frantumi a causa del colpo esploso che l’ha trapassata.




I commenti all’attacco

Numerose le reazioni all’atto intimidatorio contro i migranti e numerose le espressioni di solidarietà e vicinanza.

Il presidente dell’associazione Don Bosco 2000, Agostino Sella, ha dichiarato:

Siamo esterrefatti per quanto accaduto,  pensiamo che tutto questo sia generato da chi usa il tema della migrazione come terreno di scontro politico. Noi comunque continueremo a fare con passione il nostro lavoro e non ci tireremo indietro, ma continueremo ad accogliere ed integrare”.

Anche il primo cittadino di Pietraperzia ha sottolineato la natura razzista dell’attacco:

Questo atto è un atto di razzismo. Dietro le strumentalizzazioni di vario tipo si nasconde solamente il sentimento di razzismo di alcuni. Ma Pietraperzia è anche un città di accoglienza e tante sono le associazioni che in questi giorni stanno collaborando con la struttura per le attività di integrazione”.




Michele Pagliaro, segretario generale della Cgil Sicilia, ha sottolineato: Gli spari di questa notte contro il centro che accoglie migranti a Pietraperzia sono un fatto gravissimo. Sono un’azione delittuosa esecrabile di cui bisogna cercare subito di individuare i responsabili“. Mentre Rita Magnano, segretaria della Cgil di Enna, ha messo in chiaro che: Bisogna bloccare chi semina odio e fare tutto quanto ognuno ha nelle proprie possibilità per stoppare questo clima, intervenendo contro la cattiva propaganda e rendendo le popolazioni locali consapevoli dell’esigenza di contribuire a instaurare un clima di solidarietà e di accoglienza“.

Alle 19,00 il vescovo Rosario Gisana ha celebrato una messa nella chiesa madre del paese e nei prossimi giorni verrà organizzata una manifestazione di solidarietà, per dire no al razzismo e sì all’integrazione. Può l’esempio di un paesino sperduto della Sicilia essere un monito per tutta l’Italia?

Carmen Morello

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