Il virus del morbillo causa amnesia del sistema immunitario

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La notizia proveniente dalla Scuola di Medicina di Harvard fornisce una nuova spiegazione a un fenomeno già conosciuto.  I medici avevano già osservato come il vaccino contro il morbillo proteggesse i bambini in due modi: proteggendoli dalla temibile malattia, ma anche da numerosi altri virus. La spiegazione di questa protezione suppletiva  rimaneva questione aperta, fra le ipotesi un generico effetto di potenziamento del sistema immunitario innescato dal vaccino contro il morbillo.
Ora però lo studio pubblicato su Science rivela che i ricercatori guidati da Michael Mina come primo autore e dall’autore anziano il professor Stephen Elledge che dirige il laboratorio in cui Mina svolgeva il suo post-dottorato di ricerca, hanno scoperto che il virus del morbillo letteralmente fa “dimenticare” al sistema immunitario come difendersi da malattie con i cui virus si era già confrontato.
In particolare la ricerca mostra che il virus del morbillo spazza via dall’11 al 73%  degli anticorpi che difendono una persona da virus e batteri a cui era immune. Difese immunitarie contro virus che vanno dall’influenza, all’herpes virus, alla polmonite.



Per fare un esempio una persona che prima di contrarre il morbillo aveva cento differenti anticorpi che lo difendevano dalla varicella potrebbe emergerne con la metà avendo dunque le sue difese ridotte del 50%, ma potrebbe andare anche peggio se ad essere eliminati fossero dei particolari anticorpi conosciuti come anticorpi neutralizzanti.
I ricercatori usano una efficace metafora, la vostra immunità contro gli agenti patogeni dipende principalmente da riconoscerli come tali, immaginate di andarvene in giro con un album di foto segnaletiche di criminali, ora immaginate che qualcuno ci faccia un buco, peggio ancora se il buco viene fatto in punti delle foto essenziali per il riconoscimento come gli occhi o la bocca.
La conclusione a cui questa nuova scoperta porta i ricercatori è che il virus del morbillo è ancora più pericoloso di quanto pensassimo.

Roberto Todini

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