23 maggio. Giornata della legalità: per ricordarci la lotta alla mafia, anche in piena pandemia

Che significato assume oggi celebrare la legalità e la giustizia? È anche grazie alle persone simbolo di questa lotta che la nostra società può dirsi espressione di valori come la libertà e la democrazia

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La speranza ha due bellissimi figli: lo sdegno e il coraggio. Lo sdegno per la realtà delle cose e il coraggio per cambiarle

Il 23 maggio 1992 fu fatto esplodere un tratto dell’autostrada A29, alle ore 17.58. Persero la vita Giovanni Falcone, la moglie e gli agenti della scorta. 57 giorni dopo, il 19 luglio, moriva sempre per mano mafiosa Paolo Borsellino e i suoi uomini. La giornata della legalità si celebra tutti gli anni il 23 maggio, per ricordare le vittime degli attentati terroristici di Capaci e di Via d’Amelio.
Che significato assume oggi celebrare la legalità, la giustizia, l’uguaglianza? Negli anni, forse proprio per l’accrescere delle difficoltà, ci siamo sempre più concentrati sulle questioni più concrete che toccano la vita di tutti i giorni: dal lavoro alla crescita dei figli, dai conti da far quadrare alla gestione di una socialità sempre più virtuale e digitalizzata. Il benessere sembra aver soppiantato l’idealismo: un idealismo che sembra antiquato, “roba da anni Settanta”, direbbe qualcuno, quando le idee politiche infiammavano le strade.

Eppure, sono proprio le idee a tenere in piedi la società moderna.  Le idee di libertà e democrazia sono i pilastri su cui si fonda la nostra società. E lo diamo per scontato. Ma non lo è affatto. Per questo, in queste giornate dobbiamo ricordarci chi ha lottato con la vita per garantirci quelle libertà di espressione e di associazione che sono alla base delle nostre relazioni sociali. Senza dimenticare che la criminalità organizzata è ancora ben presente nelle trame della vita pubblica, solo che oggi si nasconde molto bene.




Un piccolo elenco non esaustivo, in ordine (ne)cronologico, per ricordare chi è diventato simbolo di giustizia, legalità e lotta alla mafia. Anche perché Gli uomini passano, le idee restano e continueranno a camminare sulle gambe di altri uomini.

Persone simbolo. Per ricordare

Placido Rizzotto

Fu un sindacalista italiano che lottò per migliorare la condizione dei contadini siciliani e farli reagire ai soprusi della mafia. La sera del 10 marzo 1948, Placido Rizzotto venne tradito da un  collega sindacalista, caricato a bordo della sua auto, portato in un cascinale e picchiato a sangue fino alla morte. I suoi resti vennero poi gettati in una foiba.

Pasquale Almerico

Prima maestro poi politico, fu assassinato il 25 marzo 1957 a Camporeale da cinque uomini a cavallo armati di mitra. Almerico aveva osato rifiutare la tessera della Democrazia Cristiana al boss della mafia Vanni Sacco, che aveva militato in politica e ora voleva mettere le mani sul partito della DC.

Giuseppe Impastato, Peppino

Giornalista e attivista di Cinisi (Palermo) cercò di far emergere i traffici illeciti dell’attività mafiosa, ruppe con la sua stessa famiglia che aveva stretti rapporti con i boss locali. Il 9 maggio 1978, lo stesso giorno in cui fu rinvenuto il corpo di Aldo Moro, fu ucciso anche Peppino Impastato. Venne ritrovato nei pressi di un binario ferroviario. Il corpo, quasi irriconoscibile, era stato prima sfigurato dai sassi e poi dilaniato da una carica di esplosivo.

Giorgio Ambrosoli

Milanese, commissario liquidatore di un istituto di credito, si ritrovò a dover fronteggiare una situazione oscura che metteva in relazione politica, alta finanza, massoneria e criminalità organizzata siciliana. Nonostante oggetto di pressioni e minacce, non si piegò mai alla corruzione. La sera dell’11 luglio 1979, mentre stava rincasando, fu avvicinato sotto il portone della sua casa da uno sconosciuto che gli esplose contro quattro colpi 357 Magnum.

Pio La Torre

Politico e sindacalista, si oppose alla mafia fin da giovane; per tutta la vita portò avanti battaglie di civiltà come l’introduzione nel Codice Penale del reato di associazione per delinquere di stampo mafioso. La mattina del 30 aprile 1982, con una Fiat 131 guidata da Rosario Di Salvo, Pio La Torre stava raggiungendo la sede del partito. In una strada stretta, fu affiancata da una moto di grossa cilindrata che fece fermare l’auto; seguirono raffiche di proiettili. Da un’auto scesero altri killer a completare il duplice omicidio,  Pio La Torre morì all’istante. Al funerale presero parte centomila persone tra cui Enrico Berlinguer.

La speranza ha due bellissimi figli: lo sdegno e il coraggio. Lo sdegno per la realtà delle cose e il coraggio per cambiarle. (Sant’Agostino)

Come si celebra quest’anno la giornata

 Il 28esimo anniversario delle stragi assume quest’anno un significato del tutto particolare a causa dell’emergenza sanitaria globale. La giornata, come annunciato dalla sorella del magistrato, Maria Falcone, viene dedicata a tutti gli operatori della sanità, alle forze dell’ordine e a tutti coloro che si sono messi al servizio del Paese per combattere il Covid-19.

“Medici, infermieri, esponenti delle forze dell’ordine, insegnanti, militari, volontari della Protezione civile, farmacisti, commercianti, rider, impiegati dei supermercati. Donne e uomini che hanno reso straordinario il loro ordinario impegno mostrando un’etica del dovere che richiama uno dei più grandi insegnamenti che ci ha lasciato Giovanni Falcone”.

La giornata verrà quindi celebrata adattandola alla situazione attuale, con le dovute restrizioni per contenere la diffusione del virus Covid-19. Rai, Ministero dell’Istruzione e Fondazione Falcone si sono unite per dare voce alla manifestazione – nonostante le limitazioni – con una serie di iniziative. #PalermoChiamaItalia – “Il coraggio di ogni giorno” è il titolo della manifestazione.

La Nave della legalità

Non partirà la tradizionale “Nave della Legalità” con a bordo oltre 1.000 ragazzi delle scuole italiane, che naviga da Civitavecchia a Palermo. La Nave usata per l’evento è stata trasformata in ospedale galleggiante per gli ammalati di Covid-19. La  trasmissione “Uno Mattina in Famiglia” racconterà i viaggi che sono stati fatti gli anni scorsi e le testimonianze dei ragazzi che vi hanno partecipato.

Memoria ai caduti

Il programma “ItaliaSì”, ricorderà gli agenti caduti a Capaci e in via D’Amelio con la deposizione di una corona di fiori presso il reparto scorte della Caserma Lungaro di Palermo, a cui prenderà parte Tina Montinaro, moglie di Antonio, il capo scorta del giudice Falcone. Videointerviste a tutti coloro che rischiando la vita si sono messi al servizio del Paese.

L’Albero Falcone

Il tradizionale “Silenzio” sotto l’Albero Falcone alle 17.58 non vedrà la partecipazione dei cittadini, ma il momento verrà celebrato dal suono di una tromba da parte di un agente della Polizia di Stato. La magnolia sempreverde in via Notarbartolo a Palermo davanti a quella che era l’abitazione del magistrato è diventata negli anni simbolo di memoria e riscatto.

Il lenzuolo bianco al balcone

Sono giorni che artisti, attori e musicisti con piccoli video invitano i cittadini ad appendere un lenzuolo bianco al balcone di casa. Ebbene, nella giornata della legalità l’invito è quello di affacciarsi tutti al balcone alle ore 18, davanti al lenzuolo, simbolo di trasparenza.

Flash-mob

La Fondazione Falcone, vista l’impossibilità di organizzare cortei e raduni, ha organizzato un flash-mob per ricordare ed esprimere un pensiero di gratitudine a tutti coloro che, nella lotta alla mafia, o nella dura battaglia contro la pandemia, si sono esposti in prima persona, con spirito di servizio.

Marta Fresolone

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