Un asteroide colpirà la Terra? La risposta per la scienza è sì

Il dato certo è che un asteroide colpirà la Terra, Nasa e Esa si uniscono nei programmi di difesa planetaria.

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Un asteroide colpirà la Terra? La risposta per la scienza è sì. La catastrofe è decisamente probabile.

L’Europa e gli Stati Uniti d’America hanno unito le forze per fronteggiare uno dei peggiori incubi del genere umano: l’impatto con un meteorite. Esa e Nasa lavoreranno insieme in un programma che prende il nome di AIDA (Asteroid Impact Deflection Assessment). A questo punto è lecito chiedersi se sia davvero probabile che un asteroide colpirà la Terra e se siamo in pericolo.

La scienza ha risposto a queste domande.

Un asteroide colpirà la Terra?

“Che possa avvenire in futuro l’impatto con un asteroide è certo, ma è una catastrofe che possiamo non solo prevenire, ma evitare.” spiega Ian Carnelli, responsabile della missione Hera dell’Esa. L’ingegnere sottolinea che gli impatti con gli asteroidi “ci sono sempre stati e ci saranno sempre” e per questo motivo bisogna correre ai ripari per evitare una catastrofe.

Ma più o meno, questi con che frequenza capitano?

Non sono gli asteroidi di più di un chilometro di distanza a preoccupare la comunità scientifica, ma quelli più piccoli. Infatti, basti pensare che oggi si tiene traccia del 90% degli asteroidi che hanno più di un chilometro di diametro.

A preoccupare sono le rocce spaziali più piccole, quelle che hanno un diametro che si aggira fra i 100 e i 150 metri, che cadono sulla Terra ogni 200-300 anni.

Ancora più temibili sono i meteoriti che non superano i 50 metri di diametro, che impattano con il nostro pianeta una volta ogni 100-150 anni.

Per gli asteroidi più piccoli il nostro tempo sta scadendo.

L’Evento di Tunguska: il testimone oculare

Nel 1908 alle 7:14 cadde un asteroide sulla Terra. Fortunatamente la zona era disabitata, ma nell’impatto furono abbattuti dai 60 agli 80 milioni di alberi, su una superficie di 2.150 chilometri.

L’esplosione fu talmente forte, che venne udita a più di 1.000 chilometri di distanza, mentre a 500 chilometri dal luogo dell’evento, alcuni affermarono di aver visto una nube di polvere sollevarsi all’orizzonte.

Ma è stato Semen Semenov, che si trovava a 65 chilometri dall’esplosione, a fornirci un resoconto dettagliato dell’evento. Egli ha affermato che gli sia sembrato che il cielo si spaccasse in due e che un grande fuoco colpisse la foresta antistante. Poi udì un forte boato e si senti spostare per qualche metro.

Le cose importanti dell’evento di Tunguska per noi sono due. La prima è che l’asteroide non toccò mai Terra, ma esplose in aria, la seconda è che è avvenuta 111 anni fa, quindi secondo la scienza è possibile che accada nuovamente fra poco tempo.

Il programma AIDA

Del programma fanno parte la missione DART (Double Asteroid Impact Test), programmata per il 2021 e la Hera che partirà il 2026. La “prova generale” verrà condotta sull’asteroide Didimo e la sua piccola luna. Lavorando congiuntamente, le due agenzie spaziali hanno la possibilità di raccogliere molti più dati.

Sulla Terra, invece, Nasa e Esa stanno attivando una rete di telescopi, due centri di calcolo e un programma volto a deviare gli asteroidi che stanno per colpirci. Sembra proprio che i programmi di difesa planetaria stiano diventando una realtà sempre più concreta e non solo fantascienza.

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