Ci avete mai pensato?

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Le guardate mai le foglie che si muovono al vento? Alcune fragili, altre forti.

O le onde del mare quando raggiungono la riva? Così stanche e rassegnate: come quando un operaio torna stanco dal proprio lavoro e rassegnato da esso.

E la pioggia che cade? Non quella che cade leggera, quella nervosa, incazzata.

La nebbia? così silenziosa e cupa!

La terra, la guardate mai? Non l’asfalto, grigio e privo di senso, la terra, quella vera, quella marrone, che dà vita a ciò che ci rende vivi, fa quasi venir in mente un’anziana nonna che si prende cura dei propri nipoti.

Oppure la neve sopra le montagne, così protettiva, come se stesse a consolarla.

E la luna? Si la luna la guardate, la guardano in tanti. La luna che quando è piena ci sorride e quando è circondata dalle stelle sembra una mamma con tutti i figli attorno.

Il tramonto, quello degli innamorati, dei malinconici, dei sognatori, che ci porta ad immaginare oltre ogni limite.

Per non parlare del sole, quello non lo guarda nessuno, non si può guardare, fa male, eppure è quello che ci fa stare meglio, che ci fa splendere, come quando una donna si trucca e si sente più bella.

Avete mai pensato a quanto  siamo simili alla natura? Ai fenomeni atmosferici che rispecchiano i nostri stati d’animo, alla terra che ci protegge, ci abbraccia, che ci dà quello di cui abbiamo bisogno; al tramonto che ci dà modo di aprire la mente, di guardare dentro noi stessi attraverso l’immensità del cielo. E avete mai guardato un grattacielo, un’autostrada, un palazzo, cosa vi trasmettono?  Provate (provateci però) a guardare il cielo, e subito dopo l’asfalto sotto i piedi!  Provate a camminare nell’erba, guardare il paesaggio davanti a voi e inciampare su un pezzo di ferro arrugginito! Provate a guardare le colline e subito dopo voltatevi a guardare un palazzo! Provate a respirare aria pulita e sentire puzza di fumo: che cosa provate? Non passate dall’ammirazione al vuoto? Dalla felicità alla tristezza? Non ci pensate ogni tanto che davvero apparteniamo ad una terra che ci rispetta, ma che noi non rispettiamo? Io vi invito a riflettere davvero sul fatto che noi siamo ospiti non padroni di questa terra, vi invito a capire quanto la natura abbia da insegnarci e cogliere realmente i frutti che ci dona, non modificarli a seconda dell’avidità umana.

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