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Claudio Marucchi: esoterismo e genio nel suo nuovo libro, Elogio alla notte

Un testo denso e illuminante sulla vera identità della "Notte"

Claudio Marucchi - Elogio Alla Notte
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120 pagine, dense come una nottata senza luna, dove ci si perde e ci si ritrova. Un lungo corridoio, un gioco di specchi, intriso di ombre e luci. La Notte di Marucchi non è quella visibile dalla finestra di una cucina mentre si fuma una sigaretta prima di dormire. Non è nemmeno uno spazio aperto dove file di lampioni rendono impossibile la vista delle stelle.

Claudio Marucchi
Claudio Marucchi

La Notte di Claudio, inno a occhi socchiusi, è un percorso verso la conoscenza di se stessi e del mondo. Lo scrittore, esperto di magia cerimoniale, esoterismo e simbologia, non conduce il lettore: lo porta – inizialmente – nello smarrimento più totale. Cos’è la luce? Cos’è il buio? Nel sole è possibile ritrovarsi, ricostruirsi, illuminarsi? Oppure la favola raccontata dalle religioni non ha un lieto fine? La Notte è perdizione, male? O forse siamo stati indirizzati – di proposito – verso un falso cammino dove ripetere sempre gli stessi passi? Qualche domanda basterà a sciogliere tutti i dubbi? No. Ma qualche riposta potrebbe aprire un varco (luminoso?) verso nuovi orizzonti…




Ciao Claudio… il tuo libro pone un differente punto di vista su un tema affrontato da tanti scrittori e poeti e la tua Notte – oscurità di cui non si dovrebbe aver paura – sembra quasi un qualcosa di nuovo. Com’è nato questo progetto?

Ciao Luca! Più che un progetto si tratta di un “getto”, sia per le tempistiche in cui è stato scritto il libro (circa due settimane), sia per come è nato, diciamo da una sorta di esigenza, o meglio di urgenza, emersa dopo alcuni anni di lavoro a stretto contatto con le realtà di quella che chiamo “neo-spiritualità”, che concede troppo, se non tutto, agli schemi delle vecchie religioni, risultando ancora pregna di cattolicesimo, dualismi, credenze che sostituiscono altre credenze, ma sempre saldamente poggiate sul conflitto tra bene/male, declinato come luce/tenebre – spirito/materia – alto/basso. La rivalutazione del ruolo delle tenebre, con una ripresa dei maggiori leitmotiv archetipali nelle mitologie e uno sguardo alla psicologia del profondo, non può che includere un’aspra critica alla luce. In questo senso non vi è solo una riesumazione poetica delle dolcezze della notte, ma anche una valutazione del suo ruolo nel quotidiano, dei vantaggi del suo recupero, e uno smascheramento degli inganni della luce.

La “Luce” non fa una gran bella figura. Sembra quasi un doppio, un’escrescenza, un clone dalla dubbia origine. Cos’è la luce per gli esoteristi? E cos’è per te?

La luce ha fatto appropriazione indebita dei grandi traguardi di chi si inerpica sugli scoscesi sentieri dello spirito. Ha finito per sostituirsi, per una serie di ragioni spiegate nel libro, al ruolo della Notte, rubando la scena alle stelle con il fulgore egoista del sole. In campo esoterico la luce fa il pari con il sapere, la chiarezza, la possibilità di “illuminarsi” (appunto) seguendo un percorso che sia in grado di fugare le tenebre (abbinate all’ignoranza e all’incoscienza). Ma la luce è sempre, anche, la ragione, l’intelletto, la vista, e con essa il controllo. A farne le spese è l’estasi, la grande sorella dimenticata di ogni percorso spirituale, sempre eccessivamente impacchettato nella necessità di conoscere e controllare sia aspetti di sé che del mondo circostante. A livello archetipale, la Notte precede la luce, che nasce sempre in opposizione, in conflitto, con il solo scopo di sgominare le tenebre dell’inizio. Alla fine però, il sogno di ogni mistico è la dissoluzione dell’io nel tutto, e questo concetto è reso meglio dal potere del buio (dove realmente tutto è uno, indistinto, senza differenze) che dalla luce (che rende visibili e quindi possibili le differenze, i limiti, i contrasti), il cui unico apparentamento con la mistica è dato dal rischio di accecamento (eh sì, anche la troppa luce finisce per togliere la vista).






Il tuo libro, ad un certo punto, sembra quasi voler gridare accuse verso tutti quelli che – in questi tempi oscuri… – “regalano” (o vendono) antidoti contro l’abbruttimento dell’anima, soluzioni a buon mercato per chi cerca la pace, ma da quel che ho letto nel tuo libro senza attraversare la Notte non c’è possibilità di poter veramente gioire…

Infatti, il libro scaglia accuse, senza troppi giri di parole, contro la spiritualità contemporanea, quella da mercato (nemmeno tanto “buon”), che illude ma non conclude, che si può vendere e comprare come un oggetto di consumo ma i cui risultati non sono mai così evidenti, almeno fuori dal circuito dell’illusione o dell’auto-convincimento. Non c’è alcun percorso reale che escluda uno dei due poli, la conciliazione dei contrari è necessaria per progredire, ma qui sembra che si dia per scontato che alcune cose vadano abbracciate ed altre abbandonate. La gioia celata nella simbolica notturna è infinitamente più feconda delle altezze a cui la luce vorrebbe proiettarci, che si rivelano strettoie per le menti meno aperte al confronto.

Un passo indietro: parliamo del tuo percorso esoterico, com’è iniziato?

Come ogni vero percorso di vita, è iniziato con una crisi, in questo caso adolescenziale. Una sfiducia nei confronti della proposta sociale, scuola, casa, lavoro, famiglia, religioni e politica mi sono sembrati, all’epoca, dei grandi inganni, le vere vie di fuga dalla responsabilità che deriva dal perseguire il proprio piacere e non smettere di chiedersi in cosa consista la vita, al di là delle fascinazioni prodotte dal sistema. Ho conosciuto così la meditazione e lo yoga, l’iniziazione, la magia cerimoniale e quella sessuale, ed ultimamente ho riscoperto un rapporto forte con l’immaginazione che mi dà conferme di un fatto evidente. La sola spiritualità possibile, oggi, consiste nella libertà individuale, piena, vera, incandescente e corrosiva.






In Crux Christi Serpentis – Atanor Editrice 2012 – hai parlato di Genesi, Vangeli e della figura del Cristo. Anche in quel caso il tutto è stato visto sotto un punto di vista differente. Si parla di Gesù Cristo, comunione e sperma… un argomento non facile. Quali sono stati i riscontri?

Il libro è ricco di riferimenti, antichi e moderni, ai grandi gruppi o autori che hanno indagato questa lettura in chiave erotico-sessuale dei cosiddetti Misteri, in particolar modo quelli eucaristici. Sono stato accusato di ogni sorta di devianza, ignoranza, manipolazione, ma è un buon segno, visto che le accuse venivano sempre da persone ancorate rigidamente ad un credo (religioso o meno) che è forte solo quanto la sordità e cecità che produce. Le persone aperte di mente e di cuore mi hanno invece ringraziato per un lavoro così puntuale su un argomento così scomodo. In Italia toccare certi tasti è più difficile che in altri paesi, la fede si maschera in molti modi, e il virus religioso appesta le menti anche di coloro che hanno intelligenza e cultura. Una sfida nella sfida, ma a giudicare dai feedback che ancora oggi mi arrivano e dal “rumore” generato a suo tempo, direi che ho portato il mio piccolo contributo in questo senso.

 Luca Foglia Leveque

 

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