Delibera Cannabis light, è fuori dalla Manovra 2020: “Decisione inappellabile” (M5S)

Fonte: Pixabay
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Stralciata la delibera della Cannabis light da una decisione della presidente Casellati: “Estraneità in materia”. Scontri in aula tra M5s e Lega.

“Estraneità in materia di discussione”. Così arriva il no alla delibera della Cannabis Light, provvedimento contenuto nella Manovra di bilancio 2020. La decisione è stata comunicata in seduta dalla presidente del Senato Elisabetta Casellati. La presidentessa ha spiegato come siano argomenti “estranei alla materia in discussione”, e dunque non attinenti alla Manovra. Questo ha visto dure critiche da parte della maggioranza quali i parlamentari dei M5s che ipotizzano come dietro la decisione della Casellati ci sia una scelta totalmente non parziale. Difatti, lo stralcio è stato richiesto in maniera molto esplicita dalla Lega. Il provvedimento con la firma del senatore Matteo Mantero (M5S) era già approvato dalla maggioranza in commissione Bilancio del Senato e doveva terminare la sua conferma al Senato per essere ufficializzata.

Dopo la decisione, sono subentrati scontri verbali tra le due fazioni politiche. L’opposizione ha applaudito, tra questi Lega, Fdi e Forza Italia.

“Ci tengo a ringraziare tecnicamente il presidente del Senato a nome di tutte le comunità di recupero dalle dipendenze che lavorano in tutta Italia. Anche a nome delle famiglie italiane per  evitare la vergogna dello Stato spacciatore di droga. Emendamento previsto in una manovra economica di questo Paese”, ha commentato il segretario della Lega, Matteo Salvini.

Anche Maurizio Gasparri (Forza Italia) ha aggiunto: “La presidente Casellati ha imposto il rispetto delle regole. Lo strumento era improprio. Il partito della droga rappresentato dal Pd e dai grillini è stato severamente sconfitto”.



Controbatte M5S: “Schiaffi in faccia a migliaia di agricoltori”

Gli esponenti del Movimento 5 stelle si dicono delusi dalla decisione. Paola Taverna ha commentato sui social: “Applausi di Lega e destra sono uno schiaffo in faccia alle migliaia di agricoltori che producono canapa industriale”.

Dal Pd Andrea Marcucci presidente del gruppo del Senato ha spiegato: “Prendo atto di una decisione inappellabile. Abbiamo bisogno di approvare la legge di bilancio, dobbiamo andare avanti coi lavori per il bene del Paese, rispettando tempi che abbiamo stabilito all’unanimità”.

Sconvolti anche i cento membri dell’Intergruppo parlamentare per la legalizzazione della cannabis. Il gruppo raccoglie tutti i funzionari del Parlamento e del Senato dei diversi gruppi. Quest’ultimi hanno inviato a Casellati una lettera aperta. Nell’epistola si chiede di ritirare la sua decisione spiegando: “La decisione di dichiarare inammissibile la norma già approvata dalla commissione Bilancio è gravissima.  Questo perché l’emendamento era assolutamente attinente alla materia del bilancio. E rispondeva alle esigenze finanziarie e produttive di un settore che coinvolge migliaia di produttori e di lavoratori. A Casellati chiediamo fermamente di rivedere il suo giudizio e salvaguardare l’imparzialità che deve essere propria della seconda carica dello Stato”.

Gli altri provvedimenti annullati

In effetti, la cannabis, oltre che ad uso farmaceutico, è ad oggi innovazione nel settore agricolo. Moltissime sono le aziende che hanno ampliato la loro azienda attraverso piantagioni di cannabis light in Italia contandone, comprese le aziende più giovani, circa 3 mila. Inoltre, Tale negazione registra così un danno abbastanza ingente a livello economico del settore primario. Difatti, se la norma fosse stata approvata, avrebbe portato ad un’accisa per un totale di 500 milioni di euro nelle casse dello Stato. Inoltre, assieme alla proposta della Cannabis light, è stata stralciata anche la “tobin tax”, sulle transazioni finanziarie online, e lo slittamento dal luglio 2020 al gennaio 2022 della fine del mercato tutelato per l’energia.

Inoltre, sono stati ritenuti poco idonei dagli uffici di presidenza del Senato anche la normativa a riguardo dei commissari straordinari, sul personale delle province. Non solo, anche sulle modifiche al decreto Sblocca Italia, su modifiche alla legge della concorrenza, banche di credito cooperativo, informatizzazione Inail, agenda digitale della Pa e ministero della Giustizia.

 

Anna Porcari

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