Gibilterra, la Rocca contesa

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L’onda lunga della Brexit è ben lontana dall’essersi esaurita. In Scozia il primo ministro Sturgeon ha fatto capire che un nuovo referendum per l’indipendenza è “molto probabile” mentre, in Irlanda del Nord, il partito nazionalista Sinn Fenn chiederà un voto per unire l’isola dopo quasi 100 anni. Ma c’è un altro possedimento britannico sta attraversando giorni di incertezza sul suo futuro: Gibilterra.

La striscia di terra, larga solo 7 km2, si trova su territorio spagnolo ma è formalmente un possedimento della Regina dal 1713.

I cittadini del Commonwealth, l’antico protettorato britannico, avevano diritto di voto in questo referendum e sulla “Rocca” la percentuale di votanti per il Remain è stata di proporzioni bulgare: il 95,6%dei suoi 30.000 abitanti.

E non è difficile capire il perché.

Il settore cardine della piccola economia, oltre ai servizi finanziari e al turismo, è quello del poker e delle scommesse online. Le maggiori compagnie si erano schierate a favore della permanenza nell’area euro ma, a Brexit avvenuta, pare che stiano già elaborando un piano di uscita, per ricollocarsi probabilmente sull’isola di Malta – dove il governo locale si sta già sfregando le mani.

Famosa per i macachi selvatici e l’esenzione da molte tasse dell’Unione, Gibilterra è attraversata ogni giorno da più di 15.000 frontalieri spagnoli, con controlli di frontiera che diventeranno sempre più capillari.

Il ministro degli esteri del governo RajoyJosé Manuel García Margallo, che non ha mai fatto mistero del voler riacquistare il controllo sulla Rocca, aveva dichiarato venerdì che, se il popolo inglese avesse votato per il Leave, “la bandiera spagnola sulla Rocca sarebbe stata molto più vicina di prima”.

Questo non farà che accrescere le tensioni tra Londra e Madrid che spinge da tempo per un co-protettorato, un’ ipotesi già rigettata dal 98% dei votanti solo nel 2002.

Siamo appena agli inizi della crisi più acuta mai vissuta dall’Unione Europea e gli scenari che si prospettano per le piccole economie che vivevano all’ombra del Parlamento inglese sono imprevedibili.

 

Alessandro Benassi 

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