Giustizia per Spike

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Toiano, quartiere post bradisismo di Pozzuoli in provincia di Napoli, è il 6 luglio 2014 dopo tre gironi di agonia e atroci sofferenze, si spegne Spike; cane di una coppia di anziani, ma adottato dal quartiere per la sua spiccata docilità e la sua dolcezza.
I fatti:
Tutti conoscevano quel cagnolino che gironzolava tranquillo per il rione, proprio tutti. Purtroppo per lui, anche il suo carnefice. La colpa di Spike? Essersi avvicinato alla cagnetta in calore del balordo. Gennaro Imperatore, all’epoca dei fatti 23 enne, ha bastonato Spike fino a ridurlo in fin di vita, poi con del liquido infiammabile, ha cosparso il suo povero corpo agonizzante e gli ha dato fuoco. Uno potrebbe pensare che c’è un limite alla bestialità degli esseri “inumani” , invece no. Dopo le botte e il fuoco, l’essere immondo ha investito il povero animale. Tutto sotto gli occhi atterriti di quattro bambini.
Immediata la risposta sdegnata della cittadinanza, cortei di protesta spontanei e non organizzati dal M.E.T.A (Movimento etico tutela animali) sfilarono all’epoca per le vie della città, cittadini , enti e associazioni, tutti a chiedere giustizia per Spike.
Il 21 Aprile scorso, è iniziato il processo al mostro, il sindaco di Pozzuoli, Vincenzo Figliolia, e la cittadinanza tutta, hanno chiesto ed ottenuto dal tribunale di Napoli di costituirsi parte civile contro G.M. che è assistito dal suo avvocato di fiducia, dovrà rispondere di maltrattamenti agli animali, con l’aggravante della crudeltà e dei motivi inesistenti.

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A combattere la battaglia in tribunale per fare giustizia in nome di Spike, c’era l’avvocato Alessi del Partito animalista Europeo. Fuori dal tribunale uno striscione del M.E.T.A recitava ” Giustizia per Spike” .

Intanto il procedimento è stato rinviato al 19 maggio, tra poco meno di un mese si entrerà nel vivo dell’istruttoria.
Questo processo è importantissimo, in quanto è uno dei primi contro chi perpetua maltrattamenti contro animali, e sicuramente segnerà un precedente storico. Un processo che sia esempio e monito contro chi commette atrocità verso animali , che serva a ricordare a questi individui che di umano hanno ben poco, che gli animali hanno un’anima e anche dei diritti inalienabili, e parimenti, hanno una dignità e meritano di essere trattati con riguardo e rispetto.
Intanto in memoria di Spike, dal novembre 2014 in Via Antonino Pio nella strada in cui è stato soccorso purtroppo inutilmente da una volontaria del M.E.T.A, è stato eretta una statua dove le persone della città depositano fiori. Sulla statua di metallo ci sono incise queste parole di Victor Hugo “ guarda negli occhi un cane e prova ad affermare che non ha un’anima” .
In onore di Spike, la città di Sanremo nel 2015 ha organizzato un evento jazz intitolato “Giustizia per Spike”, sul manifesto, la sua foto, musetto nero e occhi dolcissimi. Spike è diventato un simbolo, e tutti sanno che non è morto invano. Presto, giustizia sarà fatta.

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