Hyundai Ioniq: replica, ma non troppo

Dalla parte di chi lotta per essere riconosciuto, dell'essere umano e dei suoi diritti.
Contribuisci a preservare la libera informazione.

DONA

Ad una prima analisi la nuova Hyundai Ioniq sembrerebbe una banale replica della Toyota Prius, vettura che ha introdotto al mondo il concetto di ibrido (quasi) per tutti, soprattutto i tassisti, ma in realtà è molto di più. Scopriamo il perchè.

Hyundai Ioniq (google)
Hyundai Ioniq (google)

Tralasciando il lato estetico, che le accomuna entrambe a dei furgoni disegnati da Andrea Bocelli (perdonate il sarcasmo, ma rende bene l’idea), la Hyundai Ioniq in un colpo solo riesce ad entrare in concorrenza con la già citata Prius (e con il resto della gamma Toyota, a partire dalla vendutissima, incredibile a dirsi, Auris), con la più venduta auto elettrica del momento (si fa per dire, visto che si tratta di pochi esemplari l’anno in Italia), la Nissan Leaf e con tutto ciò che è nel mezzo, ossia le ibride plug in, le vetture che hanno un motore benzina, ma anche la capacità di circolare per un numero decente di Km (ovviamente riferendosi ai dati dichiarati), grazie alla presenza di un accumulatore ricaricabile attraverso la rete elettrica. La piattaforma è in comune con la cugina Kia Niro, che però è una crossover.

Infatti la Hyundai Ioniq è disponibile in tre varianti: una ibrida alla Toyota, che prevede un motore benzina 1.6 da 105 cv a ciclo Atkinson (anche in questo caso come sulla Toyota, prevede una diversa alzata delle valvole, a favore della coppia) e cambio 6 marce a doppia frizione (decisamente un passo in avanti rispetto alla trasmissione Toyota, che non prevede un vero cambio e che ha la stessa resa degli scooter) che integra un motore elettrico a magneti permanenti da 43.5 cv alimentato con una serie di batterie al Litio da 1.56 Kw, per un totale di 141 cv ed un consumo medio dichiarato di 3.4 Km/litro, quasi da record. La seconda variante è, come già detto, quella plug-in: motore benzina 1.6 già citato ed uno elettrico da 61 cv, con accumulatore da 8.9 Kw che permette un’autonomia dichiarata di 50 Km in modalità elettrica. Ricarica ovviamente attraverso la rete elettrica. L’ultima variante è quella totalmente elettrica, dotata di un pacco batterie da 28 Kw ricaricabile in 23 minuti (naturalmente non dalla rete domestica), che garantisce un’autonomia dichiarata di 280 Km ed una velocità massima di 165 Km/h. Per ora, se verranno mantenute le promesse, la migliore proposta del settore, grazie al coefficente aerodinamico di 0.24 ed al corpo vettura leggero, 1445 Kg.

La Ioniq sarà ordinabile da Ottobre nella versione Ibrida a partire da 25.000 euro, tutto sommato competitivo rispetto al riferimento giapponese. La variante Plug In sarà disponibile a partire dal prossimo Febbraio  e quella elettrica da Dicembre 2016. Vedremo se basterà a dare filo da torcere al quasi monopolio Toyota.

 

Stampa questo articolo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.