I mondiali antirazzisti

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Lo sport di squadra per dare uno schiaffo al razzismo. Un modo per educarci ed educare alla concezione di mondo antirazzista

Oggi è l’ultimo giorno di un evento appositamente creato per favorire la coesione sociale tra i popoli, giunti al ventesimo anniversario al parco di Boschi Albergati in provincia di Modena, si svolgono i mondiali antirazzisti; da mercoledì a oggi si sono uniti per lo sport la bellezza di 200 squadre e ben 300 volontari per una mole di persone che si avvicina alle 6000 unità.

I team iscritti arrivano da mezza Europa, rappresentative e squadre amatoriali si sfidano su 24 campi appositamente creati per le sfide di calcio, basket, pallavolo, rugby, tchoukball e lacrosse. La manifestazione organizzata dalla UISP, Unione Italiana Sport per Tutti, vuole dare attraverso lo sport un segnale forte di fraternità e coesione sociale, elementi che in gruppo sportivo sono fondamentali.

In questi 5 giorni più di 400 partite hanno fatto confrontare sportivamente e pacificamente colori di pelle diverse, lingue differenti e ideologie favorendo così la creazione di dibattiti utili per comprendere le difficoltà di alcuni popoli che sono stati costretti a migrare dal proprio territorio per non essere coinvolti in guerre, spesso con fondamenti religiosi.

Sono innumerevoli i volontari presenti all’evento antirazzista, è solo grazie loro che l’evento dura nel tempo, ragazzi da tutta Italia ma anche dall’estero, portano con se il loro bagaglio di esperienza formatosi con i valori dell’accoglienza e dell’altruismo senza nessuna forma di discriminazione.

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Uno degli ospiti più importanti accolto dall’evento è  l’ex calciatore Damiano Tommasi, presidente dell’associazione Assocalciatori da sempre impegnato nelle questioni sociali riguardanti il calcio o comunque lo sport in generale.

L’obbiettivo della competizione porta con se un significato davvero importante, è un gesto importantissimo a favore della lotta al razzismo, non a caso dopo 20 anni la voglia di organizzare è sempre maggiore anche perché i numeri delle persone che affluiscono in queste giornate all’evento di anno in anno, vanno sempre in crescita a pari del numero di volontari e delle iscrizioni.

Uno degli scopi principe è insegnare i valori del rispetto che purtroppo in alcuni episodi nello sport professionistico vengono oscurati. Il professionista oltre che esserlo tecnicamente dovrebbe anche esserlo moralmente, per essere un esempio da seguire.

 

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