Il mito di Ecate: la donna che superava gli dei

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DONA

Sono davvero pochi i racconti sulla dea Ecate. Il mito che ricorda la sua storia è antico e si perde tra le origini del mondo stesso.

Ecate non è una divinità come tutte le altre. Il suo potere superava di gran lunga quello delle altre divinità greche e la sua storia è confusa, disordinata, modificata dal tempo.

Il mito di Ecate prende forma da una storia arcaica, che narra di un mondo controllato da una donna: In principio l’antica Europa non aveva divinità maschili. Si pensava che il mondo fosse stato creato da una grande Dea, onnipotente e immutabile, e il concetto di paternità non era stato ancora introdotto dal pensiero religioso.

La dea si sceglieva gli amanti per soddisfare il suo piacere e non per dare un padre ai propri figli. Gli uomini temevano la matriarca: il focolare che essa alimentava fu il primo centro sociale e la maternità il primo grande mistero. La luna era uno dei simboli celesti della Dea.  Le tre fasi della luna rappresentavano le tre fasi della vita della matriarca: vergine, ninfa (nubile), vegliarda.

Il mito di Ecate: dalle origini all’antica Grecia

Il mito di Ecate è pre-indoeuropeo. Il suo nome, leggermente variato, si ritrova anche nella religione egizia, babilonese e sumera. In tutte le credenze, la dea aveva pressapoco gli stessi poteri: rappresentava la luna e i misteri della morte. Era le dea della notte e del parto, la donna che aveva poteri in tutti e tre i mondi: celeste, terrestre e marino.  Le sue capacità erano innate e gli uomini la temevano e la veneravano.




Invece, Esiodo, nella Teogonia,  la descrive come figlia di Zeus e di Asteria. Secondo il poeta, è al padre che Ecate deve le sue doti: Zeus le avrebbe donato il dominio sconfinato sulla terra, sugli inferi e sul cielo, concedendole contemporaneamente i diritti che spettavano alle divinità primordiali di realizzare i desideri degli uomini a proprio piacimento.

La figura della dea, nel passaggio dai miti arcaici a quelli greci, cambia aspetto: non è più una dea onnipotente e autonoma, ma deve i suoi poteri a un uomo. Sta di fatto, tuttavia, che Ecate sia tra le dee più potenti della storia: può vagare indisturbata tra il mondo dei vivi e quello dei morti, protegge le tenebre, la notte e gli spettri, concede grazie agli uomini, domina i demoni malvagi, controlla la luna e con essa le maree. Nell’antico Olimpo, nessuno possedeva così tanto potere, nemmeno Apollo.

Ecate: una e trina

C’è un aspetto particolarmente misterioso della sua indole: Ecate è considerata allo stesso tempo Una e Trina (per intenderci, il concetto è simile alla nozione della Trinità cattolica). E’ la Vegliarda nella triade della vita (vergine, ninfa, vegliarda); è la Luna calante, la più misteriosa e oscura delle fasi lunari, insieme a Selene e Afrodite, rispettivamente luna nuova e luna piena. E’ la dea che domina su tre regni, è colei che sovrasta gli uomini, le anime dei morti e i demoni.

Per questo spesso viene raffigurata in triplici statue, con delle torce nelle mani, proprio per la sua capacità di accompagnare i vivi e i morti. Inoltre la natura di Ecate è bi-sessuata, possiede in sé stessa entrambi i semi vitali, per questo controlla gli elementi.

Un potere del genere sembra sconfinare, andare oltre, sovrastare anche Zeus. Forse è per questo che i greci, pur lasciandole i doni originari, hanno legato la sua potenza a quella di un uomo: la sua essenza mistica di donna e dea sovrana era troppo pericolosa in una società maschilista.  Probabilmente il mito di Ecate è stato così tanto modificato e manipolato proprio perché temuto.

La fortuna

Nonostante pochi libri parlino della dea Ecate, ultimamente la sua figura è tornata in voga per la chiara la vicinanza alla leggenda delle streghe. In epoca pre-cattolica, il suo misticismo non era un problema, ma coi cristiani la figura di Ecate è stata associata a quella del demonio. Le donne senza marito, senza vincoli o semplicemente diverse dal “canone” venivano considerate adoratrici di Ecate, quindi bruciate sul rogo.

Le lotte femministe degli ultimi tempi hanno ridato nuova luce alla figura della donna-strega. Sono fioriti libri, film e serie TV che parlano dell’argomento. Non da ultimo, Netflix ha lanciato alcune serie TV in cui sono proprio le streghe a essere protagoniste:Sabrina; Luna Nera; Strega per sempre, sono solo alcuni dei tanti titoli presenti sulla piattaforma.

La figura di Ecate resta ancora avvolta dal mistero, ma, mai come in questo momento, la sua indole potente viene presa a esempio quale simbolo di anticonformismo. Dopo secoli di lotte, la donna ancora è costretta a battersi per i propri diritti. Se questi sono i presupposti, è abbastanza facile capire perché il tema sia tornato così in voga: ogni donna è una strega; ogni donna possiede la potenza e la riverenza di Ecate, senza  bisogno che sia un uomo a darle consenso e dignità. Se i greci hanno privato Ecate della sua indipendenza, l’epoca moderna ne ha fatto un’eroina da imitare, ridandole l’innata autorità.

   Antonia Galise

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