L’innalzamento dei mari è in accelerazione

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Verrebbe da dire che in materia di riscaldamento globale e di innalzamento dei mari l’unica buona nuova è quando non ci sono notizie, perché ogni nuovo studio, ogni nuova proiezione per il futuro, ogni nuova analisi dei dati sembra presentare un quadro più fosco. La più recente è stata pubblicata su PNAS (Proceedings of the National Academy of Sciences) e viene da una collaborazione tra vari istituzioni ed enti americani, con in testa l’università del Colorado a Boulder e ci dice che l’innalzamento dei mari non si è stabilizzato su una velocità di crociera di 3mm l’anno, ma sta accelerando.
Le implicazioni sui nostri modelli per gli scenari futuri sono facilmente immaginabili, finora gli studi pressappoco ci dicevano: “se non facciamo subito qualcosa, continuando di questo passo ecco cosa succederà” e quella previsione su cosa succederà si basava sul presumere che la crescita fosse costante ma stabile, non che stesse accelerando.
Lo studio si è giovato dei tanti dati raccolti dai satelliti, per la precisione le misurazioni altimetriche satellitari raccolte dal 1992 in poi.
I risultati sono stati che l’innalzamento dei mari si incrementa al ritmo di 0,08mm per anno, questo significa una differenza per le proiezioni al 2100 di un livello degli oceani che potrebbe salire di più di 60 cm invece che 30, con conseguenza ancora più importanti per le città costiere.



Si tratta di stime molto difficili, l’innalzamento dei mari è frutto di due componenti (entrambe conseguenza del surriscaldamento del pianeta): il dilatamento termico dell’acqua che si scalda e l’afflusso di nuova acqua proveniente dallo scioglimento dei ghiacciai, ma la temperatura globale e il livello dei mari sono influenzati da molti fenomeni, dunque per analizzare correttamente il trend di questi 25 anni gli scienziati hanno dovuto effettuare molte correzioni che tenessero conto di questi eventi, per citarne un paio: i fenomeni ricorrenti El Niño e La Niña e le conseguenze sul clima dell’eruzione del Pinatubo del 1991.
I ricercatori affermano che aldilà del dato sull’innalzamento dei mari il risultato più importante che viene con lo studio è la dimostrazione di quanto sia importante il lavoro combinato dei moderni modelli elaborati al computer e dei dati satellitari, l’enorme mole dei dati provenienti dai satelliti serve a validare i modelli teorici e viceversa i modelli computerizzati danno una chiave interpretativa all’enorme mole di dati che stiamo raccogliendo.
C’è da aggiungere che vista la complessità del compito (per via dei fattori di cui ho parlato sopra) venticinque anni di dati non sono molti, il risultato si affinerà quando i suddetti modelli computerizzati potranno analizzare una serie storica ancora più lunga.

Roberto Todini

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