Il Giappone investe 2 miliardi di yen per l’intelligenza artificiale nei siti d’incontri

A partire dal 2021 il governo Giapponese dedicherà un fondo per integrare l’ intelligenza artificiale nei siti d’incontri. Circa 2 miliardi di yen (l’equivalente di 15 milioni di euro) verranno assegnati alle prefetture del Paese per migliorare i loro servizi online dedicati agli incontri sentimentali. Un grande aiuto, viste le numerose iniziative promosse da vari comuni giapponesi la cui popolazione è andata diminuendo da diversi anni. Colpa ne ha la migrazione massiva verso le grandi città, che vede protagoniste soprattutto le donne.

I servizi giapponesi per incontrare l’amore

Un esempio è il servizio online della prefettura di Akita, a nord dell’isola di Honshu, che è diventato un fenomeno di successo quando ha sostenuto di aver accoppiato addirittura 1350  residenti.

Sul sito della prefettura è possibile incontrare in anteprima altri residenti single, così da dare a chiunque un motivo per andare a visitare la cittadina. Come tanti altri comuni, è luogo di eventi programmati e di gite di gruppo dove poter incontrare uomini e donne single. I prerequisiti per entrare in questi gruppi sono però molto diversi in base al genere:  un uomo deve avere un lavoro stabile da diversi anni mentre le donne devono essere solo single e avere un lavoro.

Anche le app di incontri più popolari in Giappone, accolgono un sistema ancora molto stereotipato. Le app principali Giapponesi si chiamo Pairs e Omiai. Entrambe funzionano secondo lo stesso schema, quello per cui le donne hanno libero accesso mentre gli uomini devono pagare per utilizzare il servizio.

Il governo pensa che, implementando l’intelligenza artificiale nei siti di incontri, si possa aumentare la possibilità di un incontro più genuino. Il fondo ambisce a creare sistemi di match-making più sofisticati, in cui verranno inclusi ulteriori aspetti della propria vita come i propri hobby e valori, così da poter essere indirizzati direttamente a dei compagni ideali.




Dopotutto, nel 2015, il governo aveva stabilito di costruire un sistema di riforme e sostegni per aumentare il tasso di natalità. Nel 2018, infatti, l’indice di figli per donna si attestava attorno all’1.42 e l’obbiettivo è quello di arrivare a 1,8 nel 2025. Ottimizzando le esistenti piattaforme per gli incontri, il Giappone spera di porre fine al suo  declino demografico. Mentre nelle campagne la popolazione va diminuendo a causa delle migrazioni verso le città, in queste ultime, si sta assistendo a una vera e propria sindrome del celibato.

L’intelligenza artificiale nei siti d’incontri si interfaccia però con dei problemi sistematici

Il Giappone ha insistito moltissimo sulla produttività estrema in modo da poter garantire un’occupazione più estesa. Questo ha però accresciuto lo stress, poiché in molti hanno dovuto scegliere lavori full-time e conseguentemente migrare verso i centri finanziari del paese. L’etica lavorativa è diventata così forte che la maggior parte dei lavoratori giapponesi utilizza solamente il 15% delle ferie annuali disponibili. Il “tempo libero” in Giappone fa rima con l’instabilità finanziaria e non può venire impiegato per incontrare qualcuno e coltivare relazioni a lungo termine.

Questo sforzo produttivo ha generato una crescente solitudine, che il mercato ha ampiamente sfruttato.  Esistono infatti servizi di affitto per una finta fidanzata, una figlia, un fratello o un’intera famiglia con cui uscire o godersi una conversazione. Il mondo della pornografia giapponese è così diffuso e potente che il lavoro sessuale è legale, ma solo a Tokyo, mentre nel resto del paese è consentito pagare un’agenzia per ottenere servizi sessuali. Vengono creati prodotti digitali di grande successo per tener compagnia, come bambole, ologrammi e pupazzi, che talvolta vengono pure sposati dai giovani nipponici.

Poco interesse nelle relazioni

In Giappone è dal 2005 che si assiste a un numero di nuovi nati notevolmente sotto la media. La percentuale di ragazzi sotto i 14 anni è il 12% della popolazione totale: il numero più basso tra i paesi di 40 milioni di abitanti. Alcuni studi mettono in relazione l’eccessiva richiesta produttiva da parte del Paese e la manifestazione di poco interesse, nei giovani, nel trovare un compagno di vita. Tra tutta la popolazione giapponese, il 60% delle donne e il 70% degli uomini tra 16 e i 34 anni non sono né sposati né hanno relazioni sentimentali. Non solo, un terzo della popolazione rimane vergine fino ai 30 anni. I giapponesi hanno inventato una parola specifica per questo fenomeno: la “Sekkusu shinai shokogun”, cioè la “sindrome da celibato”.

Certamente luoghi d’incontro online più personalizzati rispetto ai bisogni del singolo, grazie all’intelligenza artificiale, possono  innovare le soluzioni per incoraggiare gli incontri, al momento ancora un po’ macchinose. Seppur sofisticati, questi servizi, si scontreranno con un cultura ormai pesantemente annichilita e tentata da un mercato che ha creato disinteresse per le relazioni in generale. L’impegno del governo giapponese resta comunque un esperimento molto interessante. Metterci sotto gli occhi numerici di un algoritmo per sapere se esiste davvero un compagno ideale, sicuramente incuriosirebbe molti a conoscere l’altro, indipendentemente dal suo aspetto fisico o dal suo status sociale.

Elisa Melodia

 

 

 

 

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