“It” sta per tornare. Il remake cinematografico del capolavoro che ha terrorizzato una generazione

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Remake, Reboot. Sempre loro…

Visto che si parla sempre di remake, oggi parliamo di un capolavoro della letteratura moderna che necessitava di un remake fatto come si deve.

Infatti, il ritorno di “It” sembra stia prendendo forma. Attraverso una serie infinita di problemi di produzione, scambi di case cinematografiche, attori che vanno e vengono, arriva la notizia che le riprese inizieranno entro la fine del 2016. 

La “New Line Cinema” prende le redini e dopo la rinuncia alla regia di Cary Fukunaga, il duro compito sarà affidato nelle mani di Andy Muschietti, regista dell’horror del 2013, “La madre”.

L’intenzione di New Line è quella di dividere il film in due parti, proprio come successe nel 1990, nella versione televisiva, differenziando così i due periodi di tempo e renderlo più fedele al romanzo originale.

“Stiamo progettando di fare il film dal punto di vista dei ragazzi, e poi farne un altro sotto il punto di vista degli adulti”, ha dichiarato  Roy Lee, produttore di “It”. Il film sarà R-rated (al di sotto dei 17 anni è necessario essere accompagnati da un adulto).

Nel 1990 il personaggio di Pennywise fu interpretato egregiamente da Tim Curry, facendolo diventare un icona del genere horror.
Nonostante il successo ottenuto, il film fu criticato duramente per essersi allontanato troppo dal romanzo originale di Stephen King.

La pesante eredità del clown, dovrebbe spettare a Will Poulter, giovane talento protagonista al fianco di Leonardo Di Caprio in “The revenant”.

“It” è considerato da tanti lettori, come uno dei romanzi per eccellenza del genere horror. Le tematiche, la struttura narrativa e le ambientazioni, rappresentano sotto tutti i punti di vista le fasi della crescita fisica e mentale delle persone.

Il personaggio di “It”, rappresenta fondamentalmente le paure che ognuno di noi porta dentro si sè; ognuno dei sei protagonisti, infatti, ha dentro la propria mente dei ricordi, dei dolori, delle sofferenze che porta nel corso della sua infanzia e che coltiva nel corso della sua trasformazione a uomo adulto. 

Paure del giudizio altrui, paure di essere considerati solo per l’aspetto fisico, paura di essere braccato dal teppista di turno; ma anche quelle paure del sovrannaturale, come il mostro sotto il letto o dentro il lavandino.

Stephen King riesce, come nessun’altro forse è riuscito a fare nell’ambito di un romanzo horror, a fondere queste paure, riuscendo a mescolarle nella mente di giovani ragazzi, che riusciranno a trovare la forza di reagire fidandosi l’uno dell’altro. Tutto questo, darà vita ad un’amicizia eterna e questa estrema fiducia, basata sul condividere le proprie paure creerà quella forza sovrannaturale per uccidere il demone che li perseguita, responsabile della morte di tanti altri loro coetanei.

Divenuti adulti, i ragazzi di allora, scopriranno che l’orrore non ha età. Si renderanno conto che, a volte, crescere non basta e che i demoni (anche interiori) possono tornare a perseguitarti, nelle vesti di quelle creature che si credeva aver sconfitto.

Così, i sei protagonisti, dovranno ricreare quella forza che li legava, tornare nella loro città nativa e affrontare di nuovo il loro…demone. Ma riusciranno a farcela? Quando si diventa adulti, non si crede più a certe cose e lo scetticismo può essere un arma a doppio taglio.

Quello che ha reso “It”, un romanzo non convenzionale ed allo stesso tempo un icona è proprio tutto questo. 

Quello che in molti criticarono alla miniserie televisiva del 1990, fu proprio il fatto che tutto l’intero essere della storia sembra concentrarsi solo ed esclusivamente su Pennywise. Il clown sembra essere l’unica entità da sconfiggere, rendendo il film unilaterale. Vengono tralasciati, quei punti salienti, dove ci si sarebbe dovuti soffermare e il senso delle paure personali, viene messo totalmente in secondo piano.

Probabilmente, i mezzi di quei tempi erano quello che erano e pretendere di creare una pellicola che rappresentasse in modo valido un romanzo del genere, era impresa alquanto ardua. 

Questo compito, oggi, è affidato alla New Line e le credenziali sono buone. La casa americana è fra le più accreditate nel genere horror e basandosi sugli errori del passato, si potrà sicuramente creare, finalmente, quella pellicola tanto attesa, senza tralasciare quei punti salienti e creare la paura per quella che “It” rappresenta; la paura vera, senza censure, la paura più pura e “candida”.

Cary Fukunaga, prima di lasciare la regia per “divergenze creative”, dichiarò a variety: “Stavo cercando di fare un film non convenzionale…Ho scritto la sceneggiatura, ma volevano che facessi una sceneggiatura più innocua. Ma io non credo che si possa fare un adeguato Stephen King e farlo inoffensivo”.

Con questa dichiarazione cosa possiamo aspettarci? Un’altro flop? Oppure, forse, l’idea di Fukunaga prevedeva degli schemi non idonei per il romanzo?

L’unico modo per scoprirlo è attendere. Attendere che lentamente il mostro di Derry, riacquisti forza e torni nei nostri stili di vita per distruggerli di nuovo. Quindi, aspettiamo e buon incubo ad occhi aperti a tutti.

 

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